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Sergio Caputo in concerto ai Giardini Montemario

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Domenica 2 agosto, con inizio alle ore 21, Sergio Caputo si esibirà in versione acustica sul palco dei Giardini Montemario in piazzale dello Stadio Olimpico 8.

E spegni quella luce, non senti che concerto di zanzare, neanche siam partiti e già non vedo l’ora di tornare, ho come un nodo all’anima, e che ti posso dire…”. Prendiamo in prestito i versi iniziali di “Ma che Lurida Estate”, il frizzante singolo appena sfornato dal cantautore romano, che ci ha concesso l’intervista che segue, per dargli di nuovo il bentornato nella sua città.

Nella sua unica esibizione nella capitale, “armato” di chitarra e voce, nonché dei versi funambolici – al contempo ironici e malinconici – che hanno fatto la storia della musica italiana, Sergio reinventerà le canzoni del proprio repertorio che abbraccia quasi quattro decadi, proponendo al pubblico dei Giardini Montemario i suoi classici e i successi più recenti.

Sergio, com’è andato il tuo lockdown?

Mi sono sentito privato del mio lavoro, ma a casa con la mia famiglia ci stavo benissimo. Sono una persona schiva e, se non sono sul palco, mi piace fare una vita semplice.

Cosa significa essere un artista indipendente di questi tempi?

Vuol dire avere meno visibilità ed essere considerato meno dai media. Ma, in realtà, le case discografiche sono allo sfascio: averne una è come dover mantenere un gigante!

Parliamo un po’ del tuo concerto romano…

Il concerto sarà unplugged. Ci sarò io, con la mia voce e la mia chitarra e ogni tanto mi divertirò con qualche base ritmica dall’iPhone. Con l’unplugged si instaura una comunicazione diretta con il pubblico, che non ci può essere quando c’è più gente sul palco. È più “personal”.

E le canzoni…

le devo reinventare per renderle più efficaci anche senza tutta la ritmica. Però è una bella sensazione perché posso fare come mi pare.

Qualche titolo in scaletta che puoi anticiparci?

E chi lo sa? L’unplugged è bello perché è imprevedibile! Diciamo che ci saranno “Dammi un po’ di più”, “Disneyland” e “Flamingo”, per esempio, cose che non faccio mai con la band.

E da “Un Sabato Italiano”?

Beh, almeno quattro pezzi. Dipende anche dal pubblico.

Giovanni Berti

NdR: I biglietti possono essere acquistati cliccando qui.

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