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Stupro al ‘Factory’: 6 anni e 8 mesi a uno dei violentatori

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Condanna a 6 anni e 8 mesi per Gabriel Rap Razvan, accusato di violenza sessuale di gruppo per lo stupro di una ragazza di origini etiopi di 22 anni, avvenuto nella notte fra sabato 18 e domenica 19 maggio del 2019 in uno sgabuzzino a pochi metri dal Factory Club, il locale in piazzale dello Stadio Olimpico angolo con via Edmondo De Amicis, alle spalle dello Stadio Olimpico.

Per Razvan e per il tunisino Ismail Ichem, anche lui coinvolto nello stupro, la Procura aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Razvan ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato.

La vicenda

La ragazza era arrivata nel locale con alcuni suoi amici per trascorrere qualche ora in allegria e sentire musica. Lì aveva fatto conoscenza con un ragazzo dai modi garbati, simpatico. Parlano per un po’ e poi escono dal locale per fare due passi. E’ a quel punto che quella che sembrava una normale serata in allegria si trasforma in un dramma.

La giovane viene trascinata dall’uomo – la cui identità è rimasta ignota – in uno sgabuzzino, spogliata con la forza e abusata nonostante le sue resistenze e le urla. C’è un secondo uomo poi, vestito da vigilante, che dopo aver assistito allo stupro violenta anche lui la giovane. Il dramma si completa con l’arrivo di un terzo uomo che la costringe a un ulteriore rapporto.

Sotto choc e in lacrime la ragazza rientra nel locale. Arriva l’autoambulanza e viene accompagnata al Pronto Soccorso dove i medici appurano la presenza di ferite e la violenza sessuale.

Immediate le indagini degli investigatori della Squadra Mobile che, coordinati dalla Procura della Repubblica, in poche settimane portano all’individuazione e all’arresto di uno dei tre violentatori, Gabriel Rap Razvan.

Le indagini non si fermano e consentono di individuare un secondo responsabile  della violenza: si tratta di Ismail Ichem, un tunisino di 35 anni, addetto alla sicurezza della discoteca. Lui, “il secondo uomo vestito come un vigilante” – così la vittima lo ha descritto – , è sopraggiunto mentre stava subendo gli abusi del primo. La ragazza sperava che fosse arrivato in suo aiuto ma lui, invece di soccorrerla, non esita a sopraffarla con la forza e a violentarla.

Gli investigatori, partendo dalla descrizione fatta dalla ragazza, identificano tutto il personale di sicurezza e di servizio presente nel locale. Le informazioni acquisite vengono incrociate con le testimonianze di alcuni giovani che si trovavano nel locale per trascorrere la serata, che forniscono agli investigatori foto e  video in loro possesso.

Il cerchio si stringe così su Ismail Ichem, uno dei buttafuori del locale, il quale, pochi giorni dopo la grave vicenda, aveva lasciato l’Italia per rientrare in Tunisia. Nel frattempo, la certezza sulla corretta individuazione arriva con la comparazione del DNA dell’uomo le cui tracce sono state trovate sulla vittima e sugli abiti che indossava.

Nella serata di sabato 1 novembre 2019, certo che le acque si fossero calmate, H.I, è tornato in Italia ed è sbarcato a Fiumicino da un aereo proveniente dalla Tunisia. Lì, però, ad aspettarlo c’erano gli agenti della Squadra Mobile.

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