Home AMBIENTE Un sogno per Roma: il Parco del Tevere a Saxa Rubra

Un sogno per Roma: il Parco del Tevere a Saxa Rubra

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Galvanica Bruni

Se si percorre la ciclabile Ponte Milvio-Castel Giubileo in direzione Labaro, oppure le strade interne che costeggiano il Centro di Produzione RAI, è possibile osservare una vasta area verde recintata, terreni che molto probabilmente facevano parte un tempo degli impianti di produzione di laterizi.

Da quando le fornaci sono state chiuse, una parte è stata utilizzata dalla RAI ma una vasta porzione compresa tra Via Enzo Tortora e il Tevere è rimasta inutilizzata.

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L’area è sporadicamente usata per il pascolo di pecore ma nonostante lo stato di abbandono pare essere di particolare interesse; situata a ridosso del corso del Tevere presenta infatti al suo interno una sorta di conca con vaste aree boscate.

Di sono quei terreni? Secondo alcuni sembrerebbero appartenere alla RAI che li ha acquistati nel 1990; stando alle nostre fonti, i vincoli preesistenti e non modificabili ne hanno impedito l’edificazione; così da 30 anni sono in quello stato e meriterebbero una migliore destinazione.

Da anni si parla ad esempio di un “parco del Tevere”; sfumata l’ipotesi di una Olimpiade a Roma è andata persa anche l’occasione di risanare il fiume da Castel Giubileo a Ponte Flaminio. Oggi per rimettere in sesto il Tevere dalla diga fino alla foce, e parliamo solo della possibilità di renderlo navigabile, occorrerebbero circa 250 milioni di euro, come da studio commissionato dal Comune di Roma alla VAMS Ingegneria nel 2010 e che dopo dieci anni sarebbero già di più.

Difficile quindi pensare che una simile cifra verrà mai resa disponibile e allora in attesa della “provvidenza” si può pensare a qualcosa di più piccolo come un parco fluviale.

Una iniziativa per il Tevere ma a favore dei cittadini, un parco vicino al Tevere e che parli del Tevere. Dove realizzarlo se non su questi terreni?

Tutta l’area, che ricorda un po’ l’entroterra sardo, sebbene incolta, è sicuramente di pregio; la vegetazione è quella delle aree ripariali con salici, pioppi, olmi e gelsi oltre ad una bassa vegetazione fatta di arbusti e rovi.

Proviamo ad immaginarlo: un vero e proprio parco con un laghetto al suo interno alimentato dalle acque del Tevere e una “casa del parco”, una specie di “museo del Tevere” con centro visita; il tutto arricchito con percorsi ciclopedonali, aree di sosta, noleggio biciclette, canoe e kayak e tanti pannelli illustrativi sulla flora e fauna presente.

Ovviamente si tratta solo di un’ipotesi che potrebbe però essere fatta propria dalla Rai (che, spiace dirlo, ben poco finora ha fatto per il territorio che la ospita) dal Campidoglio, dalla Regione, dalle associazioni ambientaliste. Avere un parco fluviale alle porte di Roma e per giunta all’interno del GRA, in una zona di grande bellezza (anche dal punto di vista archeologico), sarebbe un vero e proprio “goal” per Roma.

Francesco Gargaglia

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1 commento

  1. Bellissima idea, ma a chi spetta realizzarla:
    Al XV Municipio,
    Al Comune di Roma,
    Alla Città Metropolitana di Roma,
    Alla Regione Lazio,
    Allo Stato,
    o a chi?

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