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Su 1 vale 15 parla il XV: la coerenza perduta in casa 5S

coerenza

I fatti sono noti. Lo scorso 13 maggio la presidente M5S del IV Municipio (Tiburtino) Roberta Della Casa è stata sfiduciata all’unanimità dal consiglio municipale su proposta della sua stessa maggioranza. Al centro della querelle, tutta interna alla maggioranza, una lunga catena di incomprensioni tra la presidente e i 15 consiglieri M5S che le hanno tolto il sostegno con cinque pagine di accuse.

Per inciso, il IV Municipio è il quarto a guida M5S – dopo l’VIII, il III e il XI – a cadere per gli scontri tra maggioranza consiliare e i presidenti.

Un intero territorio di 177mila residenti rappresentati dai 24 consiglieri ha detto basta all’ex presidente Della Casa senza aspettare le prossime elezioni che avverranno fra una dozzina di mesi.

Basta è basta, è un strada senza ritorno, e nel nominare il commissario ad acta per la gestione ordinaria del Municipio la sindaca Virginia Raggi avrebbe dovuto tener conto della volontà popolare.

Com’era invece stato pronosticato, venerdì 22 maggio la sindaca ha firmato un’ordinanza con la quale rimette in sella l’ex presidente Della Casa nominandola come sua “collaboratrice a titolo gratuito nell’ambito delle funzioni da lei svolte nel Municipio IV” in virtù “delle specifiche conoscenze della realtà territoriale acquisite nell’esercizio del mandato di Presidente“.

Si deve “garantire la coerente armonizzazione delle iniziative assumibili a livello municipale con le generali politiche dell’Amministrazione in modo da assicurare il massimo coordinamento tra i diversi livelli di governo cittadino” sostiene la sindaca nell’esporre i motivi della sua decisione.

Scontate le reazioni negative da parte delle opposizioni sia a livello municipale che cittadino, è nel gioco delle parti. Meno scontate sono quelle che arrivano da dentro casa 5S dove i fermenti emergono visibilmente.

Se 1 vale 15 addio sogno

Con la nomina come delegata della Sindaca della presidente sfiduciata all’unanimità abbiamo definitivamente sancito la fine dei nostri valori“. A parlare così è Monica Lozzi,presidente del VII Municipio, che definisce addirittura “atto di bullismo istituzionale” la decisione di Virginia Raggi che “impone le sue scelte fregandosene dei principi base del nostro movimento“.

Eravamo quelli dell”uno vale uno’ oggi siamo diventati quelli dell”uno vale quindici’, basta avere le amicizie giuste nel posto giusto” sostiene Monica Lozzi invitando tutti i consiglieri 5S comunali e municipali a mettersi nei panni dei 15 colleghi del IV Municipio che “hanno visto annullare e calpestare la loro scelta unanime“.

Voi al loro posto come vi sareste sentiti? Io personalmente da donna pensante e libera condanno fermamente la scelta sconsiderata della Sindaca che segna uno dei momenti più oscuri del movimento 5 stelle romano“.

La coerenza perduta

Alla domanda risponde questa mattina Stefano Simonelli, presidente 5S del XV, che parla di coerenza perduta in casa Cinque Stelle.

Il presidente ricorda su facebook che sulla sfiducia a Roberta Della Casa si era già espresso dicendo che è capitato a tutti i livelli Istituzionali che esponenti del Movimento abbiano dovuto prendere “decisioni audaci e spesso impopolari che noi tutti abbiamo accettato fidandoci del loro senso di responsabilità“.

E quindi, con la stessa fiducia, Simonelli aveva invitato ad accettare la decisione presa dai 15 consiglieri del IV Municipio nello sfiduciare la loro presidente ribadendo però che “la scelta di un eventuale delegato alla guida del Municipio IV ricada al di fuori delle parti interessate” in quanto “bisogna agire in discontinuità col passato così da poter accompagnare un Municipio complesso e difficile come il IV verso le amministrative del 2021 senza ulteriori conflittualità.”

Poi è arrivata la notizia: Roberta della Casa nominata alla guida del Municipio dove è stata sfiduciata. “E allora – continua Simonelli – ho ripensato ad uno dei motivi che mi/ci aveva portato ad esprimere alcune riflessioni subito dopo la sfiducia di Roberta. ‘Il Consigliere rappresenta i cittadini del territorio in cui è stato eletto, senza vincolo di mandato: può infatti in qualsiasi momento cambiare gruppo consiliare’“.

Se a questo, che a mio avviso già basterebbe, si aggiungono i principi e valori, soprattutto non scritti, che hanno spinto tanti di noi ad essere parte attiva nel Movimento, mi risulta difficile abbracciare la scelta fatta per la gestione del IV Municipio da qui a fine mandato“.

Un giornalista con cui spesso mi confronto in via informale di vicende politiche – rivela Simonelli – facendo una battuta ha usato la parola ‘coerenza’. Gli ho risposto che è una parola, a mio avviso, in rapido allontanamento dal suo originario significato e di cui si sta facendo sempre più un uso distorto”.

“Un edificio è fatto di strutture portanti e non. Le seconde sono modificabili, e guai se non lo fossero, ma se vengono meno le prime l’edificio crolla” è l’amara conclusione del presidente del XV.

Claudio Cafasso

1 commento

  1. Il prossimo che salta sarà il xv ultimamente in consiglio riescono a garantire il numero legale cioè quasi mai solo quando devono votare per qualcosa di loro iniziativa oppure salvare o sfiduciare qualcuno però hanno una parte dell’opposizione che fa le loro veci .Questa è la risposta ai cittadini della totale incapacità da parte non solo dei municipi a 5 stelle ma soprattutto dal sindaco che nomina commissario un presidente sfiduciato e rimesso la con prepotenza e incapacità mi verrebbe da dire. Ma la cosa più grave è che il sindaco pensa di ricandidarsi?ma dove va prenderà si e no il 3% dei voti ma.chi la.vota più ha devastato Roma sommersa dai rifiuti e dalle buche e non dite che la colpa e sempre di.chi c’era prima ma lei ha fallito speriamo solo che sparisca dalla politica

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