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Coronavirus, nel Lazio ok test sierologici anche in laboratori privati

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Approvato dalla Regione Lazio e pubblicato sul Bollettino Ufficiale il documento che prevede la possibilità di effettuare test sierologici per l’identificazione di anticorpi diretti contro il virus Sars-CoV-2 in laboratori pubblici e privati. Al documento è allegato l’elenco delle strutture autorizzate.

A Roma i laboratori privati (tra accreditati e autorizzati) che possono fare il test sono circa 60. L’elenco, se necessario, verrà aggiornato con cadenza mensile. Il test sierologico si fa in regime privatistico e per effettuarlo serve ricetta medica (bianca) e la sottoscrizione di un consenso informato molto dettagliato. Se il risultato fa emergere un sospetto, il successivo tampone sarà a carico del Sistema Sanitario Regionale. 

Come si legge nel documento, il laboratorio di analisi abilitato “deve esporre con chiarezza al pubblico l’informativa che l’indagine avviene secondo i criteri approvati a livello regionale che prevede il solo ricorso alla ricerca delle Igg anti-Sars-CoV-2”.
La tariffa praticata per il test sarà di euro 15,23 (di cui euro 2,58 relativi al prelievo), la cui applicazione sarà obbligatoria per i laboratori abilitati delle strutture pubbliche.

La Regione sottolinea che, per la diagnosi di Covid-19, “è valido esclusivamente il tampone orofaringeo di ricerca della presenza del virus; considerato che i test sierologici, secondo le indicazioni dell’Oms, non possono, allo stato attuale dell’evoluzione tecnologica, sostituire il test molecolare su tampone nell’identificazione dei soggetti che hanno contratto l’infezione nelle fasi precoci e non forniscono alcuna ‘patente di immunità’. Sono invece molto importanti nella ricerca e nella valutazione epidemiologica della circolazione virale nella popolazione”.

I metodi scelti dalla Regione Lazio per il test sono ‘Elisa’ e ‘Clia’ che “garantiscono maggiori attendibilità in termini di sensibilità, specificità, tracciabilità e standardizzazione”, precisa il documento nel quale si spiega che “l’utente, in caso di risposta positiva al test sierologico, deve seguire le seguenti indicazioni:

  • informare tempestivamente dell’esito positivo del test il proprio medico di medicina generale che provvede a prescrivere, attraverso ricetta dematerializzata, il tampone naso-orofaringeo;
  • rispettare da subito le norme legate al distanziamento sociale, anche all’interno della propria abitazione;
  • recarsi da solo, a partire dal giorno successivo alla prescrizione ed entro 48 ore dalla stessa, dotato della stessa prescrizione e della tessera sanitaria, con mezzo autonomi, ad una delle sedi ‘drive in’ presenti sul territorio della propria Asl di residenza per l’esecuzione del tampone”;
  • rimanere presso la propria abitazione in attesa del risultato del test molecolare e delle eventuali valutazioni da parte del dipartimento di Igiene e del proprio medico di medicina generale o pediatra di libera scelta.

La seguente infografica spiega meglio il flusso. Più sotto l’elenco delle strutture autorizzate.

Come dicevamo, nella capitale i laboratori privati (tra accreditati e autorizzati) che possono fare il test sono circa 60. A Roma Nord, per quanto riguarda le case di cura si spazia dall’Aurelia Hospital al Cristo Re, dall’Ars Medica alla Paideia mentre tra i laboratori accreditati troviamo la Bios, Artemisia, lab.Gianturco e tanti altri.

Per scaricare il documento e prendere visione delle strutture pubbliche e private autorizzate ad eseguire i test sierologici cliccare qui.

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