Home AMBIENTE #iorestoacasa, il birdwatching in tempo di quarantena

#iorestoacasa, il birdwatching in tempo di quarantena

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A provarle le abbiamo provate tutte: televisione, DVD, musica, cucina, libri, disegno, pittura, perfino la cura dei fiori sul balcone e la riverniciatura degli infissi danneggiati; ci siamo fatti venire il callo sulle punta delle dita a forza di pigiare tasti su smartphone e computer…oltre a dormire che altro rimane da fare?

Forse dovremmo provare con il “birdwatching” domestico visto e considerato che non ci possiamo muovere da casa: chi è che non possiede un balcone, un terrazzo o una finestra dal quale sbirciare fuori?

Ora il “birdwatching”,  che è l’attività di osservazione e riconoscimento dei pennuti, di solito lo si svolge in aree protette magari pure umide; ma poiché in tempi di virus maligno è bene fare di necessità virtù, allora il “birdwatching” possiamo farlo da casa.

Il birdwatching da casa

Cosa serve? Per prima cosa un posto di osservazione che ci permetta di sbirciare fuori. Poi un binocolo: non serve il binocolo che usava l’Ammiraglio Doenitz perché basta anche un modesto strumento; infine un libro (o il computer o lo smartphone) per riconoscere che tipo di uccello stiamo osservando.

Altro? Un mezzo panino da sbriciolare in giardino (chi ce l’ha) o sul balcone o anche in cortile; un semplice richiamo di tipo mangereccio per attirare più facilmente il volatile.

Una volta appostati non resta che attendere, che tanto di tempo in questo periodo ne abbiamo a iosa.

birdwatching-da-casaI primi ad arrivare…

I primi ad arrivare saranno tre furbacchioni: piccioni, cornacchie grigie, merli.

Il Piccione, selvatico o addomesticato che sia, è molto diffuso e abituato alla presenza umana e non si fa scrupolo di avvicinarsi alle abitazioni; uccello in genere snobbato ha invece un bellissimo piumaggio specie sotto la gola.

La Cornacchia grigia, prepotente, sfacciata, caciarona arriverà a razzo dopo un ampio giro di ricognizione; una volta atterrata si riempirà il becco fino a che le è possibile per poi battere in ritirata (provate a mettere delle noci e vedrete come le apre con abilità tenendole tra le zampe).

Il Merlo è anch’esso di casa (di frequente fa il nido nelle siepi che in città non mancano) e grazie alla sua velocità di decollo non teme la presenza degli umani.  Essendo un insettivoro snobberà le nostre briciole; comunque  l’osservazione è più facile il mattino presto e la sera.

corvoGli altri pennuti sono molto più diffidenti e impiegheranno più tempo ad avvicinarsi.

Il Passero è molto sospettoso e si avvicinerà solo quando avrà la certezza che non c’è nessun pericolo; purtroppo i passeri in città si stanno lentamente estinguendo a causa delle razzie che le cornacchie fanno nei nidi. Si vedono sempre più raramente e solo nelle vicinanze dei bar dove predano le briciole di cornetti e tramezzini.

Anche il bellissimo e aristocratico Pettirosso frequenta terrazzi e balconi: velocissimo, sospettoso, si ferma per poco tempo per poi volare poco distante per controllare il suo territorio.

pettirossoAltri uccelli che di solito non si avvicinano alle abitazioni possono essere osservati con il binocolo: ballerine, cince, fringuelli, gabbiani, rondini, storni. Perfino il Picchio non manca anche se è difficile da vedere mentre più facile è ascoltare, la mattina, il suo caratteristico “picchiare” sul tronco di un albero.

Dal birdwatching alla tecnica del richiamo

Dal momento che in questo periodo ci si alza tardi e non c’è problema a fare le ore piccole, dal “birdwatching” si può passare alla tecnica del richiamo che darà grandi soddisfazioni.

Passata la mezzanotte è sufficiente attivare lo smartphone accedendo ad uno dei tantissimi siti che offrono canti di uccelli (ad esempio www.canti-uccelli.it oppure www.elicriso.it) scegliendo ovviamente i volatili che sono attivi la notte: civette, gufi, allocchi, barbagianni.

Nei quartieri di Roma Nord che comprendono grandi parchi e riserve la notte c’è un gran movimento di rapaci notturni che vanno a caccia di roditori; lanciate pure il vostro richiamo ad intervalli regolari e vi accorgerete con grande meraviglia che qualcuno vi risponderà.

Se il canto della civetta è stridulo quello dell’allocco è straordinariamente malinconico, ma tutti molto belli; un qualche notturno, ingannato dal vostro smartphone, presto o tardi  risponderà al vostro richiamo. Provare per credere e l’emozione è garantita.

Magari non lo fate proprio tutte le notti altrimenti qualche vicino che ha il sonno leggero o che di giorno ancora lavora potrebbe prenderla a male e rispondere al richiamo con qualche accidente, per non dire peggio.

Francesco Gargaglia

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