Home ATTUALITÀ #iorestoacasa: in arrivo giro di vite su spostamenti non necessari

#iorestoacasa: in arrivo giro di vite su spostamenti non necessari

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Cambia l’autocertificazione da presentare, c’è una stretta sui controlli per smascherare i ‘furbetti’ grazie anche all’utilizzo dei droni e si introduce una sanzione amministrativa alta per chi viola le regole anti-contagio: il governo punta a rendere ancora più efficaci le misure per contenere il diffondersi del coronavirus.

Ne dà informazione RaiNews annunciando che oggi sul tavolo del Consiglio dei Ministri arriva un decreto legge per cercare di frenare chi trasgredisce le norme.

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Si inizia dalle multe: ora è prevista un’ammenda di 206 euro, chi sta lavorando al provvedimento spiega che in un primo momento si ipotizzava una cifra variabile tra 1000 e 3000 euro, l’eventualità è che la sanzione si aggiri intorno ai 2000. Poi sequestro e confisca di auto e moto per chi continua ad aggirare i divieti di spostamenti possibili solo per comprovato motivo di salute o di lavoro.

Oggi poi è arrivata l’autorizzazione ufficiale dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, all’uso dei droni per monitorare gli spostamenti dei cittadini sul territorio comunale “nell’ottica di garantire il contenimento dell’emergenza epidemiologica coronavirus“.

L’obiettivo dunque è quello di ridurre ancor di più i contatti ed evitare che il coronavirus possa diffondersi, soprattutto al Sud.

Nuova certificazione

Cambia di nuovo il modulo per l’autocertificazione dei cittadini che intendono fare spostamenti. Lo prevede una circolare inviata ai prefetti dal capo della Polizia, Franco Gabrielli, alla luce del nuovo decreto del presidente del Consiglio pubblicato in Gazzetta Ufficiale e contenente ulteriori misure contro la diffusione del Coronavirus.

Dal sito della Polizia di Stato si legge: “Il Dpcm 22 marzo 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 76 del 22 marzo, ha rimodulato le indicazioni relative al sistema di misure per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Sono state riviste in modo restrittivo le  circostanze che legittimano gli spostamenti al di fuori della propria abitazione. Ciò ha comportato un aggiornamento del modello di autodichiarazione da compilare per motivare lo spostamento stesso”.

Nel post viene spiegato che “ci si può quindi muovere soltanto per i seguenti motivi: comprovate esigenze lavorative, esigenze di assoluta urgenza e motivi di salute”.
Il nuovo decreto del presidente del Consiglio, dunque, “abolisce la previsione, contenuta, nell’art. 1, comma 1, lett. a) del Dpcm 8 marzo 2020, che assicurava il rientro tout court nel luogo di domicilio, abitazione o residenza. Tale rientro è consentito solo nel caso in cui lo spostamento all’esterno è connesso ai motivi sopra elencati. Ad esempio, rientra negli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, il tragitto (anche pendolare) effettuato dal lavoratore dal proprio luogo di residenza, dimora e abitazione al luogo di lavoro. Rientrano nelle esigenze di assoluta urgenza, anche i casi in cui l’interessato si rechi presso grandi infrastrutture del sistema dei trasporti (aeroporti, porti e stazione ferroviari) per trasferire propri congiunti alla propria abitazione”, conclude l’articolo sul sito della Ps.

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