Home CRONACA #iorestoacasa, da Vigna Clara all’Olgiata le Parrocchie vanno in streaming

#iorestoacasa, da Vigna Clara all’Olgiata le Parrocchie vanno in streaming

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Tra le misure adottate dal Governo per contrastare il rischio da contagio da Covid-19 è compresa anche la sospensione di tutte le manifestazioni e di tutti gli eventi pubblici e privati che prevedano assembramenti ingenti di persone, tra queste anche le iniziative religiose.

Niente più messe quindi almeno fino al 3 aprile prossimo, edifici di culto e chiese chiuse al pubblico per le celebrazioni ad eccezione di quelle parrocchiali che restano aperte per la preghiera individuale.

Ma il Decreto #IoRestoaCasa non ferma le celebrazioni, né tantomeno fedeli e sacerdoti che al tempo del Coronavirus hanno trovato il modo per tenere unita la comunità religiosa e proseguire il cammino di preghiera nonostante i limiti e le distanze di sicurezza imposti dall’emergenza.

C’è chi nei comuni più piccoli d’Italia si è organizzato addirittura con un sistema di diffusione sonora esterna che dà la possibilità ai fedeli di partecipare alla messa stando affacciati al balcone di casa o nei giardini delle proprie abitazioni, e chi – la maggior parte – si è affidato ai nuovi mezzi di comunicazione di massa, i social network.

Da circa una settimana quindi anche le Sante Messe, la Via Crucis, i rosari e le adorazioni eucaristiche oltre ad essere trasmesse in tv, come già avveniva prima dell’emergenza Coronavirus sono diventate online, con dirette facebook dedicate e appuntamenti religiosi settimanali che ogni parrocchia organizza per i propri fedeli.

Per capire meglio come funziona e come sacerdoti e fedeli si sono organizzati, la nostra redazione ha contattato tre chiese parrocchiali del XV Municipio per farsi raccontare dai veri protagonisti di questa nuova esperienza, i parroci, in che modo culto religioso e tecnologia riescono ad annullare le distanze che il Coronavirus impone.

Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, Olgiata

Quella delle messe in diretta facebook è un’esperienza nuova che la nostra parrocchia, come la maggior parte delle parrocchie d’Italia ha avviato da quando, con il Decreto dello scorso 9 marzo, per giuste ragioni di sicurezza, non è stato più possibile celebrare le Sante Messe ed altri appuntamenti religiosi all’interno dei luoghi di culto” – ci racconta Don Paolo Ferrari, il parroco della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo all’Olgiata.

La nostra è una parrocchia piena di giovani, dai tanti bambini di zona che frequentano il catechismo al gruppo giovanile che oltre a seguire il cammino di preghiera, organizza moltissime iniziative per i più piccoli, dai centri estivi alle feste qui in parrocchia. Con il loro aiuto siamo riusciti a coinvolgere anche i più anziani, avvicinandoli ai social e poco a poco tutti insieme siamo riusciti a far passare il messaggio più importante: anche se distanti preghiamo uniti, come una vera comunità sa fare” – prosegue Don Paolo, 43 anni di pura energia, che tra un appuntamento telefonico e l’altro, ci spiega che già in tempi non sospetti, si era organizzato con newsletter, gruppi di catechesi, whatsapp e altre iniziative online per avvicinare più famiglie possibili alla sua parrocchia e per comunicare velocemente con tutti.

Oltre ad avere una piccola redazione parrocchiale, possedevamo già una pagina facebook che usavamo principalmente per condividere iniziative, foto e appuntamenti; poi qualche giorno fa, quando ancora era possibile svolgere funzioni religiose in chiesa, durante l’ultima celebrazione ci siamo accorti che il numero di fedeli si era ridotto e allora, quasi per gioco, abbiamo provato a fare una diretta online della messa. Da quel giorno non ci siamo più fermati, abbiamo migliorato alcuni aspetti come l’inquadratura e l’audio ed ora è un appuntamento fisso quotidiano.”

Sante messe giornaliere per tutti quindi, grandi e piccini, alle 19.00 nei giorni feriali e alle 11.00 la domenica. I più anziani si sono organizzati supportati dalle loro famiglie e chi è solo in casa ha chiesto aiuto direttamente alla parrocchia che, con tanta pazienza, ha dato istruzioni per seguire le messe su facebook.

A breve Don Paolo avvierà anche un canale youtube parrocchiale, dedicato principalmente alla catechesi per la prima comunione dei bambini.

Parrocchia Santa Chiara, a Vigna Clara

C’è poi chi nel pieno rispetto del nuovo Decreto ha deciso sì di evitare assembramenti, ma solo se non virtuali.
Anche nella nostra parrocchia ci sono tanti giovani, dai gruppi della catechesi a quelli scout, oltre al gruppo giovanile. Non potendo riunirci in parrocchia come facevamo prima dell’emergenza abbiamo deciso di sfruttare le nuove piattaforme che permettono la partecipazione virtuale di un numero elevato di persone, un po’ come si è organizzata anche la scuola per la didattica online.” – ci spiega Don Alfredo Tedesco della Parrocchia di Santa Chiara in Roma, a Vigna Clara.

Nella nostra parrocchia però oltre ai giovani ci sono anche tanti anziani, molti dei quali fanno parte del “Giardino delle Rose”, il gruppo anziani della parrocchia. Anche per loro abbiamo creato dei gruppi whatsapp e inviamo delle mail con letture e pensieri da condividere. I loro nipoti li aiutano con la tecnologia, chi è solo viene messo in contatto con i più giovani della nostra parrocchia che telefonicamente avviano i più anziani all’utilizzo di internet”.

don-alfredo-santa-chiaraNon solo messe e appuntamenti virtuali in Piazza Giuochi Delfici però, Don Alfredo si è preoccupato di trovare una soluzione ad un altro divieto che le nuove misure contro il Coronavirus impongono: niente funerali almeno per le prossime due settimane.

“E’ un tema importante, purtroppo non rimandabile, così abbiamo cercato di trovare un’alternativa valida al rito funebre tradizionale, non sarà la stessa cosa ma almeno restiamo vicino alle famiglie” – spiega Don Alfredo mentre al telefono ci invita ad andare sul sito della Parrocchia dove attraverso un vademecum viene data la possibilità alla famiglia del defunto di recitare una preghiera tramite l’aiuto di un sussidio che la chiesa propone e di prendere appuntamento per una messa esequiale in streaming.

Parrocchia di San Filippo Apostolo, Grottarossa

“Il virus impone limiti e distanze ma nulla può impedirci di restare uniti, nel momento della preghiera comunitaria non ci sono emergenze che possano dividere i fedeli dal loro credo” – insistono anche dalla Comunità vocazionista della Parrocchia di San Filippo Apostolo di Via di Grottarossa, che oltre alle messe online, in questo periodo ha cercato di organizzarsi per non interrompere nessuna delle iniziative che la chiesa porta avanti.

Quello che possiamo fare fisicamente e personalmente cerchiamo di organizzarlo seguendo tutte le misure che il Decreto impone; per esempio il servizio della Caritas prosegue a pieno ritmo, certo in questo momento abbiamo dovuto sospendere la distribuzione di abbigliamento ma continuiamo a consegnare pacchi di generi alimentari, lo facciamo ovviamente su appuntamento e mantenendo le distanze di sicurezza. Lo stesso avviene per i nostri pranzi solidali che preparavamo ogni quarta domenica del mese: anche in questo caso, per ridurre il rischio da contagio, ci siamo organizzati con dei “cestini pranzo” che consegniamo direttamente a chi ne ha bisogno. Certo non possiamo stare tutti insieme, ma la nostra parrocchia resta aperta in ogni momento per tutti quelli che ne hanno bisogno, basta fare una telefonata e noi ci organizziamo.”

E per le confessioni come funziona?

“Le confessioni si fanno dal vivo, a un metro di distanza come richiesto dalle misure di contenimento del Coronavirus ma di persona …” come a dire che per la Misericordia di Dio non c’è facebook che tenga.

Insomma, le comunità religiose sembrano davvero essersi attrezzate per sopperire a qualunque evenienza, non a caso Don Alfredo prima di salutarci ce ne ricorda ancora una: “Domani, 19 marzo, è San Giuseppe, la festa di tutti i papà. Di solito la nostra parrocchia organizzava un evento totalmente dedicato ai bambini e ai loro padri, quest’anno non si potrà fare ma abbiamo trovato una soluzione: preparerò un video che invierò a tutte le famiglie in cui inviterò i bambini a festeggiare comunque con i loro papà anche se a casa, magari preparando una bella pizza, come quella che andavamo a mangiare tutti insieme”.

Ludovica Panzerotto

3 COMMENTI

  1. In queste drammatiche circostanze, anche la Chiesa si è subito adeguata, diventando una Chiesa virtuale. Deve essere stata una scelta dolorosa perché la Chiesa cattolica ha sempre privilegiato la presenza fisica nei luoghi di culto e la preghiera collettiva. Datevi la mano in segno di pace era un gesto simbolici di riconciliazione con tutti. Per non parlare dei matrimoni e battesimi, prime comunioni che non si possono celebrare. Secondo notizie di stampa un sacerdote appartenente ad uno di questi movimenti oltranzisti cattolici ha voluto violare i divieti e continuare a celebrare i riti “in presenza” con il risultato che la maggioranza degli intervenuti sono risultati positivi al coronavirus.
    Sul web non è mancato qualcuno che ha approfittato per attaccare la Chiesa e il Papa. Si è detto che il Vaticano in questa circostanza avrebbe potuto fare di più ,non riflettendo sul fatto che la Chiesa è finanziariamente una delle vittime di questa sciagura per via delle mancate entrate per l’elemosine domenicali e le rinviate celebrazioni di sacramenti come nozze e battesimi.
    Assurdo e ripugnante l’attacco a Papa Francesco per aver citato Fabio Fazio a proposito del dovere civico di pagare le imposte. Fabio Fazio può essere discutibile per le sue esternazioni che ad alcuni possono sembrare faziose (mi si scusi l’assonanza con il cognome), ma ha totalmente ragione.
    Il mancato introito di miliardi di euro per l’evasione e l’elusione fiscali ha costretto a chiudere molti ospedali nonostante le proteste dei cittadini. E stando così le cose a pagare il pesantissimo prezzo di questa epidemia saranno sempre i soliti. Questo non è più ammissibile! Si comincino a pubblicare sul web i redditi di tutti i cittadini come avvenne anni fa ad iniziativa di un Direttore dell’Agenzia delle Entrate che venne allontanato a “furor di evasori”. Qui la privacy non c’entra, si tratta di far pagare le imposte a tutti. Manca la volontà politica e allora la prossima volta votiamo per coloro che si impegnino a dare priorità assoluta ad un effettiva e deterrente lotta all’evasione con una senza eccezioni, a cominciare con la interdizione perpetua dai pubblici uffici dei condannati per evasione fiscale. Bisognerà forse sostituire questa inetta parassita classe politica.

  2. Malgrado la riconversione al virtuale, le campane della chiesa di Ponte Milvio continuano a rompere con la loro invasiva rumorosità. Mi domando a cosa servano, nel XXI secolo, se non a rompere i timpani ai vicini, suonando a tutto volume per quasi 5 minuti. Ormai i fedeli sono pochissimi: che li avvertano dell’imminenza della funzione con un WhatsApp!!!

    • Con tutti quelli che martellano i cabbasisi a tutte le ore dal balcone con casse per alimentare le quali è necessaria una centrale nucleare che nemmeno i riflettori dello Stadio Olimpico (alle 18 è un happening quotidiano, mancano solo lo spritz e l’olivetta; poi alle 11, poi a mezzogiorno, poi…), con il vicino di casa pianista che parte e suona a tutto spiano per ore, il problema sono le campane 15′ prima dell’inizio della messa per BEN 5 minuti…
      Forse preferisce il muezzin dal minareto 5 volte al giorno a partire dalle 4:30 del mattino?

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