
Parchi e giardini chiusi con i nastri gialli della Polizia Locale, da ieri sbarrati anche gli accessi alla pista ciclabile sul Tevere ma numerosi romani non si arrendono e non rinunciano ad uscire di casa.
Non per andare al lavoro, non per fare la spesa o acquistare medicinali ma per una passeggiata e due chiacchiere contravvenendo quindi alle disposizioni per contrastare il dilagare del contagio. In barba al buon senso e a dispetto delle centinaia di migliaia di cittadini che si sono sottoposti ad una volontaria reclusione in casa, posto che questo è il solo metodo sicuro per evitare la diffusione del virus.
Solo nella giornata di martedì 17 marzo effettuati oltre 25mila controlli e sono state quattordici le persone sorprese e denunciate dagli agenti della Polizia Locale perché fuori casa senza motivo nonostante il divieto di farlo per contrastare il dilagare del contagio; di queste cinque solo sulla Cassia.
Ed è così che da questa mattina sono stati messi in atto controlli ancora più serrati non solo da parte della Polizia Locale ma anche da parte di Polizia e Carabinieri per verificare che tutti rispettino le disposizioni previste dal Governo.
Restare a casa è un dovere morale verso se stessi e gli altri, la breve passeggiata è (per il momento) ancora consentita ma non obbligatoria.
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