Home ATTUALITÀ Postare fake news sul coronavirus può essere “procurato allarme”

    Postare fake news sul coronavirus può essere “procurato allarme”

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    Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità, o presso enti e persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 516. 

    Così recita l’articolo 658 del codice penale in merito al procurato allarme, con il quale s’intende il compimento di atti che fanno scattare le procedure di emergenza senza che vi sia la presenza di un reale pericolo, da casi di piccola rilevanza a fatti di maggiore impatto sociale.

    E procurato allarme di questi tempi è anche postare sui social false notizie, vere e proprie bufale in merito al coronavirus, procurato allarme per il quale si può essere denunciati.

    E’ quanto accaduto ad una residente a Villalago, in provincia de L’Aquila, che su facebook aveva scritto un post dicendo che nel vicino paese di Anversa ci sarebbe stato un caso di coronavirus.

    La notizia era del tutto falsa, proprio inventata, e quand’è arrivata alle orecchie del sindaco del paese coinvolto ha fatto scattare la reazione. Il primo cittadino ha inoltrato un esposto ai Carabinieri che, dopo una breve indagine, hanno denunciato la donna per procurato allarme. Ora spetterà al Giudice stabilire la pena.

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