Home CRONACA Danilo Franti orgoglio di Cesano…”Non mi posso lamentare”

Danilo Franti orgoglio di Cesano…”Non mi posso lamentare”

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Si chiama Danilo Franti, vive a Cesano e lo scorso gennaio a soli 27 anni con il cortometraggio “Non mi posso lamentareè stato vincitore del Varese International Film Festival per il premio di “Miglior attore non protagonista”.

Il personaggio che interpreto nel cortometraggio è molto simile a me, un po’ goffo, ansioso, qualche volta sfortunato ma vero e anche divertente, un uomo che cerca di trasformare le difficoltà in opportunità; è stato bello vincere questo premio in questo modo, nel corto sono me stesso, l’attore che si unisce al personaggio che interpreta.” chiosa Danilo ai microfoni di VignaClaraBlog.it

Da Cesano ai palchi di tutta Italia con la Controtempo Theatre

Danilo nasce a Roma il 29 aprile del ’93 e a soli 6 anni inizia ad appassionarsi al teatro; nel 2007 si trasferisce a Cesano ma frequenta il Liceo Farnesina, a Vigna Clara, e negli stessi anni studia musical a Formello. Qualche anno dopo, insieme al suo professore di matematica, nello stesso liceo, organizza corsi di teatro per gli alunni dell’Istituto e sempre al Farnesina, Istituto a indirizzo musicale, inizia a curare gli aspetti artistico – musicali dei corsi. Sempre nella stessa scuola partecipa come docente ad un anno di alternanza scuola – lavoro.

“Il teatro per me è sempre stato l’amico con cui confidarsi, la stanza nella quale rifugiarmi, il binario parallelo che ti accompagna in qualsiasi momento dell’esistenza. Ho frequentato laboratori, stage, ho avuto la fortuna di avere maestri del calibro del drammaturgo Carlo Boso, Enrico Montesano, l’attore e regista italiano Daniele Nuccetelli e molti altri; ho studiato a lungo per specializzarmi in alcune tecniche teatrali. Poi ho scoperto la passione per il tip-tap, imparato l’utilizzo delle maschere, la biomeccanica e la giocoleria fino a che nel 2015 mi sono diplomato come attore e aiuto-regista all’Accademia Internazionale di teatro di Roma”.

Accento romano, occhi neri corvino, una montagna di capelli ricci e disordinati come molti dei personaggi che interpreta, Danilo è un artista eclettico e nonostante si definisca “un po’ sfortunato” il 2016 è l’anno giusto: il 9 giugno co-fonda con Lilith Petillo e Venanzio Amoroso la compagnia teatrale “Controtempo Theatre” con sede a Cesano ma attiva su tutto il territorio nazionale con spettacoli itineranti e sempre nel 2016 inizia la sua carriera cinematografica con piccoli ruoli per la tv e ruoli da protagonista in videoclip e cortometraggi.

“Non mi posso lamentare” al Varese International Film Festival

All’inizio di quest’anno il premio al Varese International Film Festival: “Il VIIF è un concorso online mensile che ogni mese premia diverse categorie: il miglior cortometraggio, migliori attori protagonisti femminili e maschili e migliori attori non protagonisti.  Con il corto “Non mi posso lamentare”, diretto da Elisa Billi e Cristiana Mecozzi, prodotto da Black Oaks Pictures e distribuito nei festival da Premiere Film, ho ricevuto per il mese di gennaio il premio come miglior attore non protagonista e sono entrato in concorso per il premio annuale che il Festival di Varese organizza per tutti i vincitori mensili” –  ci ha raccontato Danilo mostrandoci il trailer del cortometraggio.

La motivazione con cui è stato premiato il lavoro di Franti dalla giuria è quella di “Aver trattato i temi della vita stessa con eleganza e leggiadria, un sottile velo di ironia, curando ogni minimo dettaglio. È davvero un bell’esempio di cinema italiano!” e anche motivo d’orgoglio per un attore così giovane.

“Non mi posso lamentare – short movie” racconta in pochi minuti le avventure di un Ufficio Reclami, un luogo al di fuori del tempo, in cui, tra faldoni impolverati e scartoffie varie è possibile lamentarsi di ogni problema, anche quelli più disparati. Le due impiegate sedute davanti a una scrivania piena di fogli  suddividono i clienti in due categorie: i “problemi fittizzi” e i “problemi già risolti” e cercano disperatamente di trovare le soluzioni giuste per le assurde questioni messe sul tavolo.

Danilo è uno di questi, collana di teste d’aglio al collo e cornetto portafortuna appeso alla cintura, seduto davanti alle due impiegate ripete come un mantra “perchè a me?”. Scomposto, imbranato, con una mezza carota tra le mani, “lo sfigato” si sente rispondere dalle due impiegate che per i “problemi inutili, ci sono solo soluzioni inutili”. Perseguitato dalla sfortuna fino ad incontrarla davvero materializzata in una bellissima ragazza, il personaggio interpretato da Danilo decide di accettare la sfiga e di trasformare un problema in un punto di forza, facendone tesoro.

Il teatro è il binario parallelo che ti accompagna in qualsiasi momento dell’esistenza”

E’ quello che cerco di fare nella vita reale ogni volta che incontro una difficoltà, è per questo che è stato semplice interpretare questo personaggio, tragicomico, ma in fondo forte. Ognuno di noi nel suo percorso dovrebbe imparare a cogliere anche nelle sfortune ciò che c’è di buono o che ne può derivare. Bisogna trasformarsi, reinventarsi continuamente, nella vita reale come anche nel teatro”.

La trasformazione è anche uno dei principi fondamentali della sua compagnia teatrale, che oltre a normali spettacoli in teatro realizza appunto sceneggiature itineranti all’interno di siti storico – culturali:

Durante questi spettacoli il pubblico entra nella scena, ha la possibilità di vivere dal vivo la rappresentazione trovandosi fisicamente all’interno della location: Villa Torlonia a Roma, la Reggia di Caserta e il Castello di Lauro ad Avellino diventano scenari ideali per gli spettatori che in questo modo possono compiere un vero e proprio viaggio nell’opera rappresentata.”

Percorsi teatrali di sensibilizzazione nelle scuole

Danilo ci racconta con passione gli spettacoli della sua compagnia teatrale e aggiunge un aspetto importante della “Controtempo Theatre”: i tre soci da alcuni anni sono impegnati anche nelle scuole dove portano in scena rappresentazioni dedicate a temi come il bullismo, la legalità, la violenza sulle donne.

 “A margine degli spettacoli organizziamo sempre un dibattito con gli studenti, il teatro diventa così un ottimo spunto per parlare con i giovani e aiutarli approfondire argomenti importanti. Siamo stati a Manziana, Oriolo Romano, Fiumicino, abbiamo discusso con i ragazzi di integrazione e accoglienza, abbiamo toccato il tema della disabilità, organizzando nel quartiere di Ottavia un corso di teatro proprio per ragazzi disabili. Ci piacerebbe collaborare con il nostro territorio, sarebbe bello avviare un percorso anche delle scuole del XV Municipio.

In attesa che “Non mi posso lamentare” venga proposto al grande pubblico, riportiamo poche righe che Danilo ha inviato alla nostra redazione dopo l’intervista: “In conclusione credo che, in questo momento storico in cui l’odio la fa da padrone e tutto ciò che è diverso fa paura, il teatro e l’arte in generale possano aiutare l’uomo a mettersi nei panni dell’altro, ad elevarsi verso qualcosa di più bello, trovando nelle diversità unioni, nelle debolezze forze e nella libertà il miglior modo per assomigliare a se stessi”. 

Ludovica Panzerotto

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