Home TEMPO LIBERO Al Teatro Olimpico il ritorno dei Momix con “Alice”

Al Teatro Olimpico il ritorno dei Momix con “Alice”

Momix
© foto di Andrea Chemelli

Dopo il grande successo della scorsa stagione, i Momix, che nel 2020 festeggiano 40 anni di onoratissima carriera, tornano ad esibirsi al Teatro Olimpico (Piazza Gentile da Fabriano 17) con “Alice”, la loro ultima creazione.

Inserito nelle “Giornate della Danza di Roma” e presentato insieme all’Accademia Filarmonica Romana, lo spettacolo della compagnia di ballerini-acrobati, che è ispirato alla favola di Lewis Carroll e sarà in scena dal 12 febbraio all’1 marzo, è un’autentica meraviglia di movimenti, musica, luci e suggestioni.

Non intendo raccontare l’intera storia di Alice” – ha detto il coreografo e direttore artistico Moses Pendleton – “ma usarla come punto di partenza per dare libero sfogo all’invenzione”. E così è: non appena in teatro si spengono le luci, si viene catapultati in un mondo parallelo, in un universo magico e colorato, popolato da creature strambe e misteriose, in un paese delle meraviglie in cui tutto è possibile ed illogico, inaspettato e spiazzante, fuorviante ed onirico.

Nei novantacinque minuti di rappresentazione (più l’intervallo) gli spettatori non solo rivivono le atmosfere e le situazioni del romanzo che Lewis Carroll inventò per la sua piccola Alice, ma sono anche immersi costantemente in una dimensione in cui i personaggi della favola – il coniglio bianco, il cappellaio matto, la regina, la stessa Alice – si trasformano, si espandono, sono letteralmente duplicati, moltiplicati.

I movimenti coreografici, inseriti in una scenografia in continuo mutamento ed accompagnati da un disegno luce di grande impatto, creano ed alimentano un tripudio crescente di incantesimi poetici e suggerimenti per l’anima.

Animata da sette danzatori di grande talento – Heather Conn, Gregory DeArmond, Seah Hagan, Hannah Klinkman, Sean Langford, Jade Primicias e Colton Wall -, che sono insieme acrobati, illusionisti e attori di un teatro visuale senza eguali, “Alice” è un’esperienza che va vissuta senza filtri o resistenze, un regalo prezioso e sorprendente, una manifestazione di grazia e bellezza cui non manca l’ironia e che presenta momenti eccezionali come “The Lobster Quadrille” (sulle note ipnotiche dei Franz Ferdinand), “The Queens of Clubs & Spades” (un quadro di raffinata sensualità) e “Cracked Mirrors” (malia visiva di livello altissimo).

Com’è consuetudine dei Momix e senza che si perda mai contatto con l’opera di Carroll, non mancano, poi, i riferimenti al mondo della natura e alle tante creature che lo popolano, autentico rifugio dell’individuo e antidoto efficace contro un groviglio di rapporti interpersonali che si fanno sempre più asettici, virtuali e schermati.

Dopo quattro decadi la macchina dei Momix produce ancora stupore e bellezza, funziona a pieno regime e, non solo ci svela cosa c’è dietro lo specchio, ma, facendo uno scherzo sbarazzino alla piccola Alice, ci suggerisce anche la cosa più importante di tutte: la fantasia, l’invenzione e la poesia che troviamo dall’altra parte non sono destinate ad essere relegate alla dimensione del sogno, ma possono irrompere anche da questa parte dello specchio, nella realtà, e colorare le nostre vite.

Giovanni Berti

I biglietti sono in vendita al botteghino e sul sito internet del Teatro Olimpico.

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