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Auditorium, Ezio Bosso omaggia Beethoven

ezio bosso

Sabato 21 dicembre, Ezio Bosso sarà di nuovo all’Auditorium, sul podio dellOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, per dirigere due tra le sinfonie più note di Beethoven: la n. 5 e la n. 7, che preannunciano le celebrazioni del 2020 per i 250 anni dalla nascita del compositore. 

Figura singolare nel panorama musicale odierno, Ezio Bosso si è ritagliato uno spazio importante che ne fa oggi in Italia non solo un musicista di caratura straordinaria ma anche un appassionato e coinvolgente divulgatore di musica classica.

Partendo dalla sua attività compositiva rivolta principalmente al cinema o a quel territorio a mezza strada tra la musica d’arte e quella di consumo, Ezio Bosso ha saputo convincere una platea dai numeri impressionanti ad approcciare la musica senza barriere di stile e di genere spostando però l’attenzione verso la musica più importante e forse meno frequentata dalla maggior parte degli ascoltatori.

Così facendo, alcuni autori classici spiegati in concerto ma anche in una serie di trasmissioni televisive di successo sono divenuti più familiari a quanti ne ignoravano persino l’esistenza.

Sarà quindi una grande serata quella di sabato 21 dicembre in compagnia di due delle più belle e coinvolgenti Sinfonie di Beethoven e di Ezio Bosso e della sua capacità di proporle senza barriere, senza intellettualismi ma per il solo piacere di ascoltare grande musica.

La n. 5 e la n. 7, due tra le sinfonie più note di Beethoven

La Quinta Sinfonia ebbe una lunga e travagliata gestazione e, abbozzata già nel 1804 nel periodo in cui il compositore stava lavorando alla Terza, fu ultimata soltanto nel 1808. Con il suo celeberrimo motivo ritmico di quattro note, quello del “destino che bussa alla porta”, che ascoltiamo fin dal primo movimento e che irradia l’intera composizione, esprime in modo sublime, evocativo e drammatico la lotta del’uomo contro il fato, profilandosi come uno dei capolavori assoluti della musica di ogni tempo.

La Settima Sinfonia, completata nel 1812, è caratterizzata dal suo aspetto gioioso e dal ritmo frenetico del suo finale. Definita da Richard Wagner come “l’apoteosi della danza, come la danza nella sua suprema essenza, la più beata attuazione del movimento del corpo quasi idealmente concentrato nei suoni”, questa sinfonia, che richiede 38 minuti per la sua esecuzione, è composta da quattro movimenti.

Primo movimento: poco sostenuto – vivace, dopo un’introduzione basata su un quadro melodico discendente (oboi e legni) intervengono i flauti che man mano coinvolgono tutta l’orchestra; secondo movimento: allegretto, qui viene introdotto l’elemento della tristezza; terzo movimento: presto, assai meno presto: il momento più danzante, leggero e fresco dell’intera sinfonia; quarto movimento: allegro con brio, protagonisti fiati ed archi in un finale che trasmette allegria e gioia di vivere.

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21 Dicembre 2019, alle 20.30
Auditorium Parco della Musica sala Santa Cecilia
Viale Pietro De Coubertin 30

I biglietti possono essere acquistati al botteghino dell’Auditorium, aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle ore 20, oppure on-line su www.ticketone.it/

Ludovica Panzerotto

VignaClaraBlog.it

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