Home ATTUALITÀ Cassia, il monumento ai Caduti trasformato in ostello

Cassia, il monumento ai Caduti trasformato in ostello

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Guardando l’incredibile scempio che si è fatto del Monumento ai “Gloriosi Caduti di tutte le guerre della zona Tomba di Nerone” ci viene in mente che a Roma altri monumenti potrebbero essere destinati ad ostello.

Magari si potrebbe trasformare il Vittoriano in B&B e il Sacrario Militare del Verano in dormitorio pubblico: gradinate e sedili in marmo per riposare, fontanelle per le abluzioni e un po’ di verde per rilassarsi all’ombra dei cipressi.

Da monumento in ricordo dei caduti di tutte le guerre a bagno pubblico  e ostello; questa a quanto pare oggi la destinazione d’uso del monumento in marmo con acqua del Peschiera ubicato sulla Cassia, a Tomba di Nerone.

Su questo monumento ci si fa di tutto: ci si può sedere come dormire; si possono fare i bisogni in modo discreto dietro la stele in marmo; si può comodamente mangiare e lavare poi le stoviglie nella fontana; si può fare il bagno e la doccia (l’acqua calda però non c’è) e lavare i panni sporchi da mettere poi ad asciugare sui sedili.

Ma non solo, in questa oasi di pace e di impunità si può persino scrivere col pennarello sul marmo o frantumare una panca ben consapevoli che nessuno interverrà mai. Sembra quasi che questo monumento sia stato messo lì apposta per soddisfare le esigenze di sbandati e senza tetto.

D’altra parte come non provare pena, compassione e comprensione per chi non ha lavoro, ha perso la casa e vive di stenti o di alcol; la “pietas” è più forte di ogni altro sentimento compreso l’onore, la dignità ma anche la decenza.

E poco importa che i romani paghino le più alte tasse comunali per avere servizi tra cui quelli che dovrebbero occuparsi degli emarginati così da toglierli da un monumento dedicato ai Caduti e sistemarli in una casa famiglia o in una comunità-

Cosa importa se quel monumento ieri pagato dai romani di buon cuore oggi è un ostello dove ogni giorno bivaccano una mezza dozzina di persone con il loro fardello di disperazione. Forse è un altro modo di fare accoglienza, alla faccia però della memoria di chi “con dolcezza e decoro è morto per la Patria”.

Da anni Vignaclarablog.it denuncia questa situazione di abbandono che offende non solo la memoria dei Caduti ma anche quella del quartiere e dei cittadini che vi risiedono. Se l’Amministrazione municipale e quella capitolina non sono in grado di garantire dignità al Monumento che allora provvedano a recintarlo, così da metterlo al riparo una volta per tutte.

Francesco Gargaglia

VignaClaraBlog.it

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