Home ATTUALITÀ Abbandonata, vandalizzata e pericolante: finirà per crollare?

Abbandonata, vandalizzata e pericolante: finirà per crollare?

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Fagocitata dalla vegetazione incolta, imbrattata e vandalizzata, crepe evidenti sulle facciate, qualche topo sul piancito esterno. E’ l’istantanea della casetta di via del Podismo, a Vigna Clara. Un edificio pubblico costato ai romani 150mila euro che prima o poi finirà per crollare. E allora sarà festa finita.

Sono trascorsi due anni e mezzo dalle prime avvisaglie del rischio crollo. E’ servito un anno intero per monitorare la staticità. Accertatane l’instabilità, vi si doveva porre rimedio. Ma da quel che si vede, dagli atti vandalici di cui nel frattempo è stata fatta oggetto, dalla vegetazione in modalità giungla, appare chiaro che nessun tecnico vi ha più messo piede da un bel po’.

Era gennaio 2017 quando i tecnici del Municipio XV ritennero necessario provvedere  a dei monitoraggi per appurare se le crepe erano o no conseguenza delle scosse telluriche avvertire a Roma nei mesi precedenti.

Dopo un anno, a gennaio 2018, l’esito finale del monitoraggio evidenziò un graduale e costante incremento delle lesioni dovute invece “ad un cinematismo di rottura che è ancora in corso di evoluzione”. I tecnici del Comune decisero di lasciare il manufatto in consegna ai colleghi del XV affinchè fossero prese misure per fronteggiare “il fenomeno statico riscontrato“.

casetta-podismo3Fine della storia. Da allora questa casetta è diventata un rudere abbandonato fagocitato dalla vegetazione incolta, visitato da vandali e pseudo writer e abitato da topi.

Come nel gioco dell’oca

Come nel gioco dell’oca, la vicenda di questo piccolo edificio prende le mosse dalla sua inagibilità e dopo 12 anni torna al via come nel gioco dell’oca. Una vicenda kafkiana che inizia nel 2007 quando l’allora XX Municipio decide di ristrutturarlo dopo che era diventato pericolante e covo di sbandati. Ci vogliono due anni e 150mila euro per farlo e poi viene assegnato tramite bando diventando un poco frequentato sportello dell’Ufficio diritti degli animali del XV Municipio.

Dopo quattro anni la casetta torna ad essere libera ma rimane inutilizzata per i successivi tre. Arriviamo a novembre 2016 e viene assegnata, previo bando, ai ragazzi dell’associazione “So.R.Te. Solidarietà Romana sul Territorio” per realizzare un progetto con finalità sociali.

Ma poco dopo l’assegnazione ecco la sorpresa: la casetta presenta diverse crepe nelle mura. Morale, l’associazione non può prenderne possesso, è pericoloso.

casetta-podismo2E così, a gennaio 2017, prende il via la “campagna di monitoraggi” il cui esito sarà, a luglio 2017, la sospensione della concessione e, a gennaio 2018, la revoca della stessa. Il motivo? “L’esito finale del monitoraggio ha evidenziato un graduale e costante incremento delle lesioni misurate non riconducibili ad un singolo episodio ma riferibili ad un cinematismo di rottura che è ancora in corso di evoluzione”.

L’immobile viene quindi giudicato “non agibile per gli usi previsti dal bando“ e torna in carico ai tecnici del XV per valutare “le azioni da intraprendere per fronteggiare il fenomeno statico riscontrato“. Sono state valutate? Sono state intraprese? Dallo stato in cui oggi versa è facile dedurre la risposta.

Come nel gioco dell’oca in cui capita di tornare al via, questa vicenda si apre nel 2007 con una casetta pericolante che oggi, giugno 2019, è di nuovo nella stessa situazione: abbandonata, crepata, vandalizzata e pericolante. Finirà per crollare?

Claudio Cafasso

3 COMMENTI

  1. Ma come??? La storia iniziava che tante associazioni senza fissa dimora volevano in concessione la casetta, e adesso è abbandonata e pericolante? Che diavolo è successo nel frattempo???? Poi la supercazzola del “cinematismo di rottura che è ancora in corso di evoluzione” direi che è ben redatta, peccato che anche le nostre case sono vittime del cinematismo di rottura, dipende dalla destinazione d’uso che si assegnerà. Se vogliono metterci dentro dei cetacei probabilmente avranno dei problemi, per uffici che non richiedono nulla se non scrivanie e terminali basterebbero delle palafitte. Volere è potere.
    Si tratta poi di un piano unico, dalla consistenza di poco superiore ad un prefabbricato, ma come tale per quanto pericolante se non si abbattono sopra tronchi di pino e automobili si può mettere in sicurezza e mettere in una eventuale concessione una “clausola di salvaguardia e di impegno” che chi la vuole in comodato magari, si paga ristrutturazione e manutenzione, ovviamente a tempo indeterminato. Come dovrebbe essere ‘a tempo indeterminato’ la lunghezza della concessione.
    Ma come??? I manutentori delle metropolitane di Roma hanno gli uffici nei bagni della Stazione Termini e qui lasciano che delle casette implodano per l’inedia delle varie amministrazioni??? E’ tutto sempre più disarmante.

  2. si tratta di una costruzione fatiscente , pericolosa , inagibile , che nessuno vuole perché non serve a nessuno…..o si fa un bando per darla come rudere da ristrutturare senza oneri per lo Stato a qualche associazione privata interessata o ê meglio demolirla …

  3. Sono pienamente d’accordo con la signora Antonella, da residente di vigna clara sono anni che sostengo questa tesi. Dispiacerebbe abbatterla e lasciare il parco circostante all’incuria già presente in tutte le zone verdi di Roma, ma se tanto non si ha la voglia neanche di vagliare se ci fosse qualche “mecenate” interessato, allora conviene abbattere tutto prima che la occupino nuovamente come in passato.

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