Home LA GIUSTINIANA Critiche le condizioni del bimbo caduto dalla finestra a La Giustiniana

Critiche le condizioni del bimbo caduto dalla finestra a La Giustiniana

policlinico gemelli

Operato d’urgenza nella giornata di ieri, le condizioni del bambino di otto anni caduto dal quinto piano di una palazzina di via Giulio Galli, a La Giustiniana, rimangono critiche. Subito dopo l’intervento effettuato da un’equipe di specialisti del Policlinico Gemelli, è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva dove è monitorato costantemente.

Per tutto il pomeriggio di ieri sono andate avanti le indagini degli investigatori del Commissariato Flaminio Nuovo, diretto da Massimo Fiore, per ricostruire i dettagli della vicenda che a tutti gli effetti è risultato essere un tragico incidente ed a questa conclusione sono giunti anche gli esperti della Scientifica.

A quanto si è appreso, il bambino era in casa con il fratello gemello e la sorellina e con loro c’era la mamma e la nonna. Tutti i balconi dell’appartamento sono dotati di rete protettiva, quella che impedisce ai bambini di sporgersi. Ma le finestre no, ed è da una di quelle che intorno alle 15.30, probabilmente affacciandosi e sporgendosi per gioco, il bambino è stato trascinato dal suo peso volando oltre il parapetto.

Un volo di cinque piani al termine del quale si è schiantato sul vialetto di casa. Le urla di un condomino che assiste al fatto e che si precipita sul corpo fanno accorrere altre persone fra le quali il papà del bimbo. E’ un medico. Mette il dolore da parte, si rende conto che il figlio ha varie fratture agli arti e al bacino, teme che nella caduta possa aver riportato altri danni e chiama subito il 118.

Il resto è cronaca nota. Contemporaneamente arriva l’elisoccorso che atterra in uno spiazzo vicino, il bambino viene trasportato in pochi minuti al Gemelli dove poco dopo entra in sala operatoria. Da subito tutto il quartiere La Giustiniana, tutta la città si è stretta intorno alla famiglia in muta preghiera e in trepidazione per la sorte di questo bimbo.

Edoardo Cafasso

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