Home ATTUALITÀ Esasperati in via Cortina d’Ampezzo. “ASL, aiutaci tu”

Esasperati in via Cortina d’Ampezzo. “ASL, aiutaci tu”

help da via cortina d'ampezzo

Cittadini esasperati in via Cortina d’Ampezzo e dintorni alle prese con il problema dei cassonetti tracimanti, dei rifiuti abbandonati  e del carente servizio di raccolta che oltre a causare gravi disagi ai residenti e alla viabilità sta comportando anche in queste zone la presenza di topi in alcune aree maggiormente sporche.

Già due, a firma del presidente Carlo Di Paola, le diffide inviate a fine dicembre dal “Consorzio stradale via Cortina d’Ampezzo e diramazioni” all’AMA e al Municipio XV nelle quali oltre a sollecitare la sostituzione dei cassonetti rotti e mal funzionanti, la regolarizzazione del servizio di svuotamento e il passaggio regolare e giornaliero, si minacciava di agire a tutela dei consorziati in sede civile e penale. Ma nessun riscontro ha fatto seguito mentre la situazione dei rifiuti è andata pesantemente ad aggravarsi.

Una situazione peraltro non diversa da tanti altri quartieri della capitale dove diverse sono le iniziative in atto da parte di comitati cittadini per mettere in atto la riduzione della Tari prevista dalla sentenza 22531/2017 della Corte di Cassazione, secondo la quale è possibile ottenere un taglio dell’imposta e pagare solo il 20% del dovuto se non c’è stato il servizio di raccolta.

Sul tema si sta muovendo anche il Codacons che in questi giorni ha lanciato “una costituzione di parte offesa di massa” dinanzi la Procura della Repubblica di Roma.

Poichè la situazione rifiuti in città secondo l’associazione “costituisce un serio pericolo per l’ambiente e per la salute dei cittadini”, il Codacons ha pubblicato sul suo sito il modulo con il quale gli interessati possono presentare formale costituzione di parte offesa e avviare, così si legge, “l’iter per ottenere il risarcimento dei danni da mancata raccolta della spazzatura pari a 5.000 euro a famiglia e il rimborso della tari per i periodi in cui il servizio non è stato correttamente erogato”.

“ASL, aiutaci tu”

Nel frattempo, non avendo ricevuto risposte alle due diffide, il Consorzio via Cortina d’Ampezzo si è rivolto all’ASL Roma 1.

E’ di questi giorni infatti una lettera inviata all’Azienda Sanitaria nella quale si denuncia “l’emergenza igienico-sanitaria” che attanaglia le strade consortili dovuta al fatto che “da più di un anno, il servizio di raccolta rifiuti nel Consorzio stradale Cortina d’Ampezzo e strade limitrofe è assolutamente carente come frequenza dei ritiri e insufficiente a causa della presenza di diverse postazioni non funzionanti e della eliminazione di alcuni cassonetti; ciò ha determinato l’accumulo di rifiuti sulle strade e sui marciapiedi ed ha prodotto una situazione  di danno o pericolo alle persone e all’ambiente, tuttora persistente”.

Tale condizione – scrivono dal Consorzio – è divenuta intollerabile anche a seguito della comparsa di ratti che proliferano,con conseguente rischio igienico sanitario peri residenti ed in particolar modo per i bambini” vista la presenza nel comprensorio di due Istituti scolastici, di scuole dell’infanzia e asili nido.

E dopo la denuncia le richieste. All’ASL viene infatti chiesto di accertare entro 15 giorni “il rischio igienico sanitario nel Consorzio” e di scongiurare il reiterarsi dello stesso “previo diretto intervento presso ogni amministrazione o soggetto competente“. Insomma ce n’è abbastanza per alzare il tiro sull’AMA.

Nel frattempo il Consorzio si è dotato di uno strumento più snello per interagire con i consorziati. Si tratta di una newsletter periodica – per riceverla occorre registrarsi cliccando qui – con la quale sicuramente terrà informati i residenti sull’evolversi di questa situazione a valle dell’intervento dell’ASL.

Edoardo Cafasso

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6 COMMENTI

  1. Si esprime solidarietà agli abitanti di Via Cortina D’Ampezzo per la lunga sfilza di problemi con i quali stanno convivendo da anni, tra il disservizio AMA, la viabilità da sempre fonte di preoccupazione e come tutti la crisi economica epocale e globale, vede vanificati tutti i loro sforzi di contributo alle amministrazioni, all’economia ed al sociale implicitamente richiesti loro e persino anche l’istituzione del Consorzio Stradale che sarebbe potuto essere oltre che una novità un modello da esportare (partecipazione attiva).
    La sospensione del pagamento della TARI e la sistemazione dei cassonetti sembra il minimo che il Comune di Roma o chi per Lui possa fare, atteggiamento responsabile e dovuto ai tanti che si sono accollati l’onere dei primi processi d’integrazione realizzati con successo costati impegno e soldi.
    Dispiace ma interlocutori così sono stati e sono una vera barriera ad atteggiamenti intransigenti sul tema proprio dell’immigrazione.
    Via Cortina D’Ampezzo (la popolazione) con le tante opportunità di lavoro che ha offerto negli anni a questa gente in arrivo da situazioni difficili dei loro paesi ha costituito un argine alla grettezza ed all’egoismo, l’immagine pubblica di un paese libero e grande……………………………………

  2. Non capisco come si possa pensare di risolvre i problemi dei rifiuti sospendendo il pagamento della tassa…Non sarebbe il caso forse di commissariare l’AMA e cominciare un bel repulisti all’interno dell’azienda? Almeno in attesa di cambiare il Sindaco.

  3. sarebbe il caso di mettere più cassonetti, ma anche punire chi mette insieme, cartone bottiglie e plastica e umido, molti mettono le scatole intere dentro ai cassonetti, gli fa fatica romperli prima di metterli dentro, oppure la plastica dentro a quello dei rifiuti normali, e quando la mettono nel posto giusto non schiacciano le bottiglie anzi le lasciano con il tappo . e pur avendo il cassonetto della plastica o del vetro a portata di mano, la buttano nell’indifferenziata. cominciano da noi a fare la differenza e a multare, chi non fa la differenziata e magari continuare a informare , informare, informare , nelle scuole e anche via tv, in continuazione e gli incivili vanno puniti, ne ho visto troppi e litigato con troppi per questo motivo, oltre vedere pittori e muratori che riempiono i cassonetti di ogni cosa. e persone che per pigrizia non chiamano ama che ti porta via le cose gratis, preferiscono buttare frigoriferi, lavatrici , televisioni materassi, incivili prima di lamentarvi cominciate da voi stessi.

    • Per quel che riguarda il ritiro dei rifiuti ingombranti a domicilio (quello per il ritiro al piano, a pagamento) la mia esperienza con AMA è stata pessima. Chiamati quest’anno più volte tramite 060606 non hanno mai risposto; ho inviato successivamente il modulo on line più volte senza mai essere contattato. Sono andato anche in una delle varie isole ecologiche e ho avuto problemi perchè non sapevano dove mettere i rifiuti, poi alla fine me li hanno ritirati. Per fortuna che ho una soffitta dove poter tenere le cose! E’ un’azienda allo sfascio che va commissiariata. I cittadini poi certo non agevolano le cose con i loro comportamenti che denotano ignoranza e menefreghismo tipicamente romani. Per quel che riguarda l’educazione civica siamo all’anno zero e non ci si deve sorprendere se poi ci ritroviamo delle municipalizzate (e amministrazioni comunali) che sono praticamente degli stipendifici per raccomandati, incapaci di organizzare un servizio degno di una capitale europea .

  4. E’ assolutamente condivisibile la procedura avviata dal Consorzio di chiedere la riduzione del pagamento di Ama. Sarebbe auspicabile che tale competenza passasse interamente al Consorzio, pulizia intorno ai cassonetti , ritiro e conferimento nei centri di raccolta. I questo modo avremmo una “prossimità” maggiore al soggetto incaricato, vedremmo come sono spesi nostri soldi, ed un potere di intervento sicuramente più efficace di quello cha abbiamo adesso con un interlocutore lontano che chiami e non risponde mai, a cominciare dal Municipio.

  5. Roma al buio la sera ed immondizia dappertutto…la situazione delle buche ormai diventata insostenibile…cosa si aspetta a sostituire il sindaco?

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