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NEET e disagio sociale, il XV maglia nera a Roma

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Non solo “pariolini” e “figli della Roma bene”, anzi. Il tessuto sociale del territorio che si estende a nord del centro di Roma è molto più variegato da quello che si possa pensare. La zona nord-est della Capitale e in particolare quella nord  presenta infatti la più alta percentuale di disoccupazione e disagio sociale, almeno stando all’analisi dei dati Istat condotta dal “Progetto Roma 3000”.

La ricerca ha prodotto una serie di tavole diagrammatiche sui diversi scenari della città che sono state illustrate durante la presentazione del Laboratorio permanente per Roma, creato dall’associazione Aspesi (l’associazione nazionale tra le società di promozione e sviluppo immobiliare).

Nello specifico, il quadrante del Municipio XV presenta diverse criticità, a partire dall’elevata presenza di NEET (Not in Education, Employment or Training), termine anglofono che indica i giovani che non risultano impegnati né nello studio, né nel lavoro, né nella formazione professionale. E a detenere il “record” di Roma è proprio una zona del XV: Grottarossa.

Il 25 per cento dei residenti compresi tra i 20 e i 29 anni di questo ampio quartiere che si estende fra via Flaminia Nuova e la Cassia rientrano in questa categoria. Una percentuale così elevata di persone fuori dal mercato del lavoro e della formazione è quasi eguagliata solo dal I Municipio e, in particolare, dalla zona dell’Esquilino, che ospita il 22 per cento di giovani NEET.

Ma, d’altronde, la situazione di Grottarossa non fa altro che riflettere l’altro dato emerso dall’indagine, e cioè l’elevata percezione di disagio sociale nello stesso territorio, calcolato sulla base di occupazione, concentrazione giovanile e scolarizzazione.

Sempre all’interno dei confini del XV Municipio che si estende per 187 kmq (di cui però la metà a verde) risultano alte le percentuali di disoccupazione. Secondo l’analisi sviluppata dal “Progetto Roma 3000”, infatti, il numero di disoccupati che vivono nel territorio del XV si aggira tra l’8,2 e il 9,6%. Ma la media si piazza comunque al di sotto del tasso di disoccupazione generale registrato a Roma nel 2017, che equivale all’11,5 per cento.

Due punti in più rispetto al 9,5 per cento del 2011, segnalato nell’ultimo censimento pubblicato sul sito del Comune. Lo stesso vale per la disoccupazione giovanile, che nel XV Municipio arriva fino al 32,7%, ma non raggiunge la media della Capitale (35,8 per cento).

L’insieme dei dati raccolti dall’indagine, inoltre, potrebbe essere la conseguenza di un altro elemento che risulta nelle tavole diagrammatiche: in tutto il territorio del XV c’è una percentuale di scuole che varia tra lo 0,2 e lo 0,25% ogni mille abitanti. Solamente cinque municipi di Roma hanno numeri più bassi: il I, il V, il VI, l’XI e il XIV.

Infine, l’ultimo dato rilevante nell’ambito sociale della ricerca di “Progetto Roma 3000”, per quanto riguarda il territorio del XV Municipio, è l’elevata presenza di cittadini stranieri.

In tutta la città, la percentuale di popolazione straniera è cresciuta dall’8,9 al 13,3 per cento negli ultimi dieci anni (dal 2008 al 2018). L’aspetto interessante è che la maggior parte di cittadini stranieri si concentra nei quartieri del I Municipio, come il Centro Storico (35%) e l’Esquilino (21%). Ma ci sono alcune zone più “esterne” che hanno percentuali molto più elevate rispetto alla media della città. Tra queste c’è ancora Grottarossa, con il 23% di popolazione straniera.

Camilla Palladino

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