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Via dell’Acqua Traversa: “Ei fu” all’Insugherata

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“Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro…” Spiace scomodare il Manzoni per una così piccola vicenda ma il fatto è che alla fine di Via dell’Acqua Traversa, nei pressi del fosso della Rimessola, lungo il confine della Riserva Naturale dell’Insugherata c’era una grande tabella in legno di Roma Natura: ora non c’è più. Restano soltanto le assi sgangherate e marcite di quello che era un pannello indicativo.

Queste tabelle sono state messe nei pressi degli accessi e in alcuni punti di interesse a ricordare che in quel posto c’è una riserva tutelata; formate da due colonnine in legno e da un pannello centrale riportano in maniera stilizzata i confini dell’area.

Chi transitava per Via dell’Acqua Traversa, lanciando una occhiata a quel pannello, non poteva far altro che pensare alla grande fortuna dei residenti di Roma Nord circondati dal verde. Ora passandoci non vede altro che un paio di travi sgangherata e allora si chiede: ma è mai possibile che un ente regionale che gestisce 14.000 ettari di aree protette non sia in grado di “proteggere” la propria segnaletica?

E’ vero che il legno con le intemperie e il passare del tempo si danneggia ma tutto può essere riparato; gli ortopedici con chiodi e viti riparano le ossa umane figuriamoci se non si possono sistemare quattro assi.

E’ anche vero che i parchi sono in sofferenza e le risorse modeste ma, che diamine,  per rimettere insieme questa tabella sarebbero bastati un po’ di chiodi, della colla e una mano di flatting.

E allora? Cosa è che non funziona nel nostro sistema dove neppure le piccole cose riescono a sopravvivere all’incuria e al tempo? Perché quei legni non è che siano crollati di botto, anzi, li abbiamo visti con il tempo piegarsi sempre più fino al loro schianto.

E prima di loro abbiamo visto la segnaletica lungo i sentieri della riserva, quella con immagini colorate di piante e animali, andare in malora. Ad esempio, abbiamo visto anche quel grande pannello con la carta dell’area all’ingresso dell’Inviolatella Borghese fare la stessa fine (ma in questo la competenza è del Parco di Veio).

Vogliamo quindi chiedere ai vertici di Roma Natura se questa piccola installazione utile e comunque sempre piacevole non poteva essere salvata. Lo vorremmo sapere per una semplice ragione: perché l’hanno pagata i contribuenti con le tasse addizionali regionali e comunali.

Francesco Gargaglia

 

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4 COMMENTI

  1. Ma le risorse per questi parchi da dove arrivano ? e secondo lei sign. Gargaglia cosa si potrebbe/dovrebbe fare per farsì che queste realtà riuscissero ad avere maggiori risorse per preservare quel meraviglioso patrimonio??

  2. Gentile Sig. Savi, le risorse per Roma Natura arrivano dalla Regione Lazio e pertanto la decisione di destinare maggiori risorse alla gestione delle are naturali deve venire dalla politica anche se non mi sembra che la tutela dell’ambiente sia, nel nostro paese, una priorità.
    Premesso che la riparazione di una tabella in legno non dovrebbe essere un problema per Roma Natura, ritengo però che per la pulizia e manutenzione dei parchi si potrebbero coinvolgere le associazioni, gli istituti scolastici e i volontari cosi come accade per la pulizia delle strade (da anni Retake Roma fa uno straordinario lavoro). La segnaletica con le norme di comportamento e quella relativa alla flora e fauna del parco attrezzato dell’Inviolatella Borghese furono realizzate dal Comitato Robin Hood.

  3. Sono d’accordo con l’autore dell’articolo, senza necessariamente dover scomunicare il Parlamento Europeo e i caschi blu dell’ONU, avere la decenza di ripristinare il decoro delle tabelle che indicano un’area considerata riserva naturale e protetta non dovrebbe comportare grossi disagi. Né l’impiego di troppe risorse economiche. Basterebbe bypassare un minuscolo gruzzolo sottratto alle spese inutili (e qui…apriti cielo) per investirlo in ripristino tabelle e segnaletiche varie con successiva campagna di sensibilizzazione enti, scuole e comitati perché quello che abbiamo a Roma Nord un tempo era invidiato da tutto il resto della capitale, adesso possiamo dormire sereni e tenercelo stretto, vale sempre meno, e riqualificarlo costerà ogni giorno di più- Complimenti per l’articolo.

  4. Purtroppo fin quando si continuerà a fare nomine politiche dei vertici di queste istituzioni sarà sempre peggio sia sotto il profilo della tutela del patrimonio da salvaguardare, sia per la difesa delle aree protette ai confini con il rischio di essere sottrate per fini specilativi come purtroppo sta ancora accadendo.

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