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Non è più un gioiello il cimitero di Isola Farnese

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Il cimitero di Isola Farnese è stato spesso definito un piccolo gioiello. Di dimensioni ridotte ma ben tenuto e pulito, in tono con l’omonimo piccolo Borgo, un bellissimo e suggestivo sito medioevale incastonato nel verde, amatissimo dai residenti da sempre impegnati a salvaguardare la storia e le radici di questo sito proteggendolo dall’espansione del cemento e del traffico.

Un piccolo gioiello, così il cimitero era fino allo scorso mese di aprile, ovvero finché c’è stato il vecchio custode Luigi. Andato in pensione, per il cimitero è iniziato un graduale ma costante degrado. Oggi, ad occuparsene, ma solo per quanto riguarda apertura e chiusura, è il custode del cimitero di Cesano, dividendo il suo tempo fra l’uno e l’altro.

Siamo andati a constatare l’effettiva condizione del cimitero. E’ un po’ difficile da raggiungere per chi non è del posto, infatti non c’è indicazione stradale che consenta di raggiungerlo. Ma una volta imboccata la strada giusta, sembra quasi di trovarsi in un sentiero di montagna, in mezzo ad un bosco. Forse in una posizione fin troppo isolata.

E comunque l’incanto per il paesaggio finisce subito dopo aver parcheggiato perché proprio davanti l’ingresso troviamo una decina di sacconi neri di rifiuti insieme a sporcizia d’ogni tipo a terra. Stessa visuale lungo le cinta murarie: cerchioni di auto, bottiglie, cartoni e perfino un bandone di alluminio. Ci consolano gli enormi cipressi che stagliano contro il cielo subito dopo l’entrata.

Ad ogni angolo troviamo ammassati rifiuti, le aiuole sono soffocate dall’erba alta ed incolta. Qua e là  piccoli cantieri dall’aria abbandonata. No, non si potrebbe più definire un piccolo gioiello.

Incontriamo una donna anziana che con un espressione di rammarico ci dice: ”lei avrebbe dovuto vedere che giardinetto bello era il nostro…” . Proseguendo, troviamo vasche di fiori abbandonate con erba secca, tavole di legno una sopra l’altra, lastre di marmo tra sottovasi e bidoncini di plastica. L’idea è quella di una casa trasandata dove si vuol nascondere la polvere sotto i tappeti.

Alcune zone sono transennate alla meno peggio, indice di lavori da effettuare. Alcuni passaggi sembrano sbarrati dalle scale ed ovunque sacconi e mattonelle.

Abbiamo chiesto il parere del “Comitato tutela cimiteri Flaminio Prima Porta Verano Laurentino” nato pochi anni fa allo scopo, come dice il nome, di tutelare i cimiteri capitolini.
Non abbiamo ricevuto segnalazioni di gravi episodi anzi, essendo un cimitero piccolo conserva un minimo di decoro pur patendo la latitanza dell’amministrazione capitolina e dell’AMA” ci dice un rappresentante ricordando però che è tutt’ora in atto un braccio di ferro tra Campidoglio e AMA, che ha in carico la gestione dei cimiteri, in quanto il Comune “vorrebbe elidere un debito verso l’AMA di 18 milioni di euro risalenti al 2011 al solo fine di migliorare il bilancio capitolino, cosa che come comitato ci preoccupa molto.

Sempre per quanto riguarda il cimitero di Isola Farnese poi aggiunge: “Parliamo di una condizione lievemente più gestita rispetto ai reggiseni trovati al Verano o agli spacciatori di Prima Porta…ma manutenzioni e pulizia a Isola Farnese lasciano molto a desiderare.”

Anche gli abitanti sono delusi ed arrabbiati. Uno di questi, Achille,si sfoga con noi: ”Lei vada o nel campo in alto, oppure basta guardare il campo a sinistra, si potrà rendere conto. Noi cerchiamo di estirpare le erbacce ma non basta. Sino ad aprile era un cimitero svizzero, andato via il custode Luigi, un tracollo istantaneo. Sono state raccolte firme, inviate lettere, ma non è successo nulla! E’ vero che che viene il custode da Cesano ad aprire e chiudere ed una ditta di pulizie a spazzare i viali sommariamente, ma se lei legge l’accordo siglato tra comune e AMA è previsto che in quel cimitero debba esserci un dipendente fisso.

Come scritto su un foglio un po’ lacero affisso all’entrata il cimitero chiude alle 13. Nel girovagare, ci siamo attardati oltre tale orario ma nessuno ci ha invitati ad uscire ed il cancello è rimasto aperto. Ovviamente il custode di Cesano non può averne colpa dovendo chiudere contemporaneamente due cimiteri, a meno di avere il dono dell’ubiquità.

Francesca Bonanni

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