Home ATTUALITÀ Indagine sui servizi pubblici: “Roma, una città ferma”

    Indagine sui servizi pubblici: “Roma, una città ferma”

    pollice-verso

    Presentata oggi in Campidoglio l’Indagine sulla qualità della vita e dei servizi pubblici locali 2018 dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale e il voto dei romani continua a essere di insufficienza: 5,3 in lieve risalita rispetto agli anni precedenti. Il minimo era stato toccato nel 2016 quando i romani attribuirono ai servizi comunali 5,1. Il dato scende per i romani che vivono al di fuori del Gra che danno ai servizi locali un voto di 5,26.

    Giunta alla sua undicesima edizione, l’indagine, presentata dal presidente Carlo Sgandurra, fornisce una mappa dettagliata della qualità della vita a Roma, dimostrando la stretta connessione che esiste tra il livello dell’offerta dei servizi pubblici locali e la qualità della vita, percepita e vissuta, dai cittadini.

    Ne emerge il ritratto di una città ferma, sul cui sfondo, dal centro alla periferia, dentro e fuori il raccordo anulare, i romani esprimono giudizi critici soprattutto sul sistema dei trasporti e sulla raccolta dei rifiuti. Si ritengono più soddisfatti, invece, dei servizi culturali, delle farmacie comunali e del servizio idrico.

     Una capitale con la media del cinque

    Il voto medio attribuito dai romani alla qualità della vita nella capitale nel 2018 è 5,3, un dato in lieve crescita dopo il minimo di 5,1 toccato nella primavera del 2016. La percezione e la valutazione dei cittadini presentano oscillazioni minime, sia tra un municipio e l’altro, sia dal centro alla periferia, per cui la lettura territoriale non fornisce un quadro molto differenziato ma delinea un trasversale e generale malcontento.

    Tutte le valutazioni sono al di sotto della sufficienza, con una lieve flessione tra i residenti della periferia esterna al grande raccordo anulare (5,26). Il voto più alto, anche se si tratta solo di un 5,5, va al municipio X, quello di Ostia e Acilia, seguito dal 5,46 del municipio XIII (Aurelio, Casalotti, Boccea).

    Il voto più basso (5,03) va al municipio VI, il municipio delle Torri (Torre spaccata, Torre Maura, Torre Angela, Torrenova), quadrante est, quello in cui ex-borgate e quartieri nuovi confinano con il grande raccordo anulare.

    La maggior parte dei romani, poi, tende ad attribuire alla qualità della vita nel proprio municipio un voto leggermente superiore a quello del resto della città: assuefazione a criticità con cui sono abituati a convivere? Fa eccezione a questa tendenza proprio il municipio VI, i cui residenti giudicano la qualità della vita locale lievemente peggiore a quella degli altri quartieri. 

    Non è una città per vecchi

    La lettura socio-anagrafica dei dati dell’indagine mette in evidenza, invece, il diverso livello di soddisfazione di alcune categorie di cittadini. I più soddisfatti risultano (anche quest’anno) gli studenti che hanno attribuito alla qualità della vita a Roma 6,5, seguiti dalla categoria giovani (5,97). I più insoddisfatti, invece, sono i laureati e i pensionati (5,1).

    Tra gli uomini e le donne, poi, il genere che da una valutazione più negativa è quello femminile con 5,1. Mezzo punto in meno rispetto agli uomini (5,6).

     La classifica dei servizi nel giudizio dei romani

    Dei diciotto servizi pubblici locali presi in esame (pulizia urbana, rifiuti, trasporti, mobilità, taxi, illuminazione, parchi e verde pubblico, bioparco, asili nido, farmacie comunali, servizi alla persona, servizi idrici, servizi cimiteriali, sedi espositive, spettacoli e biblioteche comunali) soltanto undici risultano sufficienti o più che sufficienti nelle valutazioni dei cittadini.

    Nella parte alta della classifica si posizionano i servizi culturali e il servizio idrico, con il Palaexpo al primo posto (7,7), seguito dall’Auditorium (7,6), dall’acqua potabile (7,5), dai Musei comunali (7,4) e dalle biblioteche comunali (7).

    Fanalino di coda restano autobus e tram (4,4), raccolta dei rifiuti (3,8) e pulizia delle strade (3,5). Il voto medio, tuttavia, è quasi sufficiente (5,9) e registra un primo lieve miglioramento dopo un periodo di diminuzione iniziato nel 2011.

    Tra i servizi universali, il servizio idrico, nonostante resti uno di quelli valutati più favorevolmente, ha seguito nel corso dell’ultimo decennio un continuo declino, mentre la percezione collettiva degli altri tre servizi (illuminazione, igiene urbana, raccolta rifiuti) ha registrato un miglioramento fino al biennio 2011/2012, cui è seguito un peggioramento: lieve per l’illuminazione, più deciso per i servizi di igiene urbana e raccolta rifiuti.

    Tale peggioramento, probabilmente, deve essere imputato ai disagi seguiti alla chiusura della discarica di Malagrotta, non essendo stata ancora predisposta un’adeguata impiantistica alternativa. Tuttavia dal 2018 si registra un momento di lieve ripresa.

    Per quanto riguarda trasporti e mobilità, emergono due servizi complessivamente sufficienti (taxi e metro) e due (autobus e strisce blu) percepiti più criticamente.

    All’interno del comparto sociale, le farmacie comunali sono il servizio ritenuto più soddisfacente, in miglioramento dal 2014. Gli asili nido rimangono nella sufficienza mentre i servizi sociali dei municipi, dopo un periodo di miglioramento, sono di nuovo andati calando e non raggiungono la sufficienza.

    Il settore cultura e tempo libero, infine, è quello che raccoglie solo valutazioni più che sufficienti, nonostante la valutazione dei parchi e delle ville storiche nel 2018 abbia avuto solo un 6, seguendo un continuo peggioramento dal 2012. 

    La raccolta rifiuti e igiene urbana municipio per municipio

    Le aree più problematiche rispetto all’igiene urbana e alla raccolta rifiuti (i due settori bocciati dai romani con i voti più bassi) si trovano ad est e a nord della città. La valutazione più negativa è quella espressa dai residenti del municipio VI, proprio nella periferia est, nonostante in giugno sia stato avviato il nuovo sistema di raccolta differenziata porta a porta.

    Riguardo alla pulizia stradale, il servizio è ritenuto particolarmente inefficiente nel municipio VI dall’82% dei residenti, nel municipio II (Flaminio, Parioli, San Lorenzo, Nomentano) dall’80% e nel municipio IX (Eur, Laurentino) dal 79%. Solo l’8% dei romani non rileva alcuna criticità e solo nei municipi III e VIII i soddisfatti superano l’11%.

    Per la raccolta rifiuti, i municipi più scontenti del servizio sono il VI, con il 77% di cittadini insoddisfatti, e il XIV (Trionfale, Primavalle) con il 76%, mentre il X è il meno critico, sia sotto questo aspetto, sia rispetto alla situazione generale. In questo territorio, infatti, gli utenti che non rilevano alcun problema sono il 18%, contro una media cittadina del 10%.

    Vale la pena notare, infine, che il rischio igienico sanitario preoccupa solo il 5,7% dei romani per la pulizia e solo il 4,4% per la raccolta dei rifiuti, anche se nel municipio XV (Giustiniana, Labaro, La Storta) tali percentuali salgono rispettivamente all’8,4% e al 7,0%.

     Il servizio dei trasporti municipio per municipio

    Il voto medio per il servizio autobus e tram, terz’ultimo nella classifica, è 4,4. Il municipio più scontento è il IX dove il voto attribuito dai cittadini è 4,1. Lo segue il XIV e poi il II, il IV e il XII.

    In queste zone la criticità principale denunciata è la qualità del servizio in termini di efficacia (puntualità, affollamento, pulizia), che risulta più problematica rispetto alla media romana.

    Il servizio di metropolitana e ferrovia urbana, invece, è giudicato più positivamente di quello di superficie e, in effetti, i quattro municipi periferici serviti dalle linee A e C (VII, XIII, VI e XIV) esprimono tutti una sufficienza piena, mentre le maggiori criticità provengono, non tanto dai municipi dove il servizio su ferro non è presente, ma da quelli serviti dalla linea B e dalla Roma-Lido. I più scontenti sono infatti i residenti dei municipi IV, IX e X, con percentuali di criticità nettamente superiori alla media.

    Tutti i numeri dell’indagine

    Le interviste sono state effettuate tra giugno e luglio 2018, su un campione di residenti, dai 15 anni in su, in un numero più elevato rispetto alle edizioni precedenti al 2017 che ha consentito di ridurre l’errore statistico a livelli minimi.

    Le domande poste riguardavano la percezione della qualità della vita a Roma, nella zona di residenza e il voto sui 18 servizi pubblici locali in esame.

    Il campione è stato analizzato sia nella struttura amministrativa decentrata (15 municipi), sia per macro-aree concentriche (a: centro storico e quartieri dentro l’anello ferroviario; b: quartieri all’interno della fascia verde; c: quartieri entro il Gra; d: aree esterne al Gra) cui si aggiunge la zona litorale di Ostia e Acilia, per individuare differenze tra centro e periferia.

     Conclusioni

    Nonostante un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente – ha affermato il presidente dell’Agenzia Carlo Sgandurral’analisi dei dati sulla qualità della vita, determinata e condizionata dalla qualità dei servizi pubblici, restituisce un’immagine critica e statica della città soprattutto rispetto alle sfide urbanistiche, demografiche ed economiche che Roma dovrà affrontare per riposizionarsi tra le grandi capitali internazionali. E l’efficienza dei servizi è una leva fondamentale per vincere queste sfide e non restare ai margini del cambiamento”.

    Viviamo nel secolo delle città e saranno le città a guidare lo sviluppo del futuro prossimo delle nazioni. I nuovi modelli di competizione hanno dimostrato che la competizione economica si è trasformata da competizione fra imprese a una competizione fra sistemi territoriali. Questo significa che le amministrazioni delle aree metropolitane sono chiamate ad esercitare un ruolo ben più importante rispetto al passato per assicurare efficienza e qualità della vita, crescita e competitività”.

    E a Roma, in particolare, – sostiene Sgandurra – occorre non solo un’agenda di sviluppo urbano, ma anche un progetto dedicato alla pubblica amministrazione, a cominciare da quella capitolina – che ridisegni i modelli organizzativi degli uffici e dei servizi pubblici – e a seguire e più in generale, un piano necessario a semplificare il sistema burocratico e a ridefinire la governance dei livelli istituzionali: municipi, città metropolitana, regione e Stato centrale, creando un raccordo con gli altri Enti territoriali”.

    “La via dello sviluppo passa attraverso l’efficacia dei servizi e l’efficienza della PA ed è da questi presupposti – conclude Sgandurra – che puó partire il cambiamento e Roma dovrebbe legittimamente ambire a guidarlo, anche per il sistema territoriale di cui fa parte”.

    L’indagine sulla qualità della vita e sui servizi pubblici locali 2018 è disponibile cliccando qui (sintesi) o cliccando qui (versione completa) 

    Gaia Azzali

    Visita la nostra pagina di Facebook

    1 commento

    1. Lascia esterrefatti la conclusione dell’indagine, non tanto per il “voto” insufficiente, ma perché si deduce una situazione in miglioramento. Siccome i numeri (solitamente) non mentono, sono andato a controllare la metodologia del sondaggio ed ho rilevato che le interviste sono state fatte a 384 persone per ogni Municipio. Questo vuol dire che si è sentita una percentuale di popolazione che varia da 0,29% del Municipio 8 (il meno popoloso) allo 0,12% del 7 (il più popoloso). Per il XV si tratta dello 0,24% una persona ogni 400. Forse le altre 399 erano bloccate in attesa alla fermata dell’autobus.

    LASCIA UN COMMENTO

    inserisci il tuo commento
    inserisci il tuo nome