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Come un “vizietto” da stadio, da Anna Frank all’antifemminismo

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Un “vizietto” senza soluzione di continuità, come se non si riuscisse comunque a far tesoro degli errori del passato. Ricordate ottobre del 2017?

Dopo la partita Lazio-Cagliari i riflettori si accesero non tanto sul risultato del match, favorevole alla squadra di Simone Inzaghi, quanto sugli adesivi contro Anna Frank “appiccicati” nella curva Sud dello stadio Olimpico. Quasi da non crederci allora così come oggi per il volantino contro le donne nelle prime file della curva Nord ritrovato in occasione della partita contro il Napoli di sabato scorso.

Così il club laziale ritorna sotto le attenzioni del Procuratore Giuseppe Pecoraro, che ha aperto un’inchiesta sulla vicenda. La Lazio si è immediatamente dissociata dal comportamento degli autori del gesto e questa presa di posizione non potrà che giocare a suo favore davanti agli occhi della giustizia sportiva.

Si teme comunque, per il sodalizio biancoceleste, la violazione dell’articolo 11 del codice di giustizia sportiva, secondo cui “costituisce comportamento discriminatorio, sanzionabile quale illecito disciplinare, ogni condotta che, direttamente o indirettamente, comporti offesa, denigrazione o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine etnica”.

Lo scorso anno per gli adesivi su Anna Frank la Lazio venne multata con cinquantamila euro “per insulti antisemiti”, a fronte di una richiesta della Procura di due turni a porte chiuse per la Lazio.

Massimiliano Morelli

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