Home ATTUALITÀ Novità dal Comune di Roma: senza bancomat niente certificati

Novità dal Comune di Roma: senza bancomat niente certificati

bancomat

Senza carta di credito o bancomat niente più certificati, carte d’identità o cambi di residenza. Scatta la rivoluzione nelle modalità di pagamento dei servizi anagrafici del Comune. Nel Municipio XV entra in vigore da lunedì 12 marzo.

L’annuncio dato dal Campidoglio è recente. Roma Capitale, recita una nota, “nel percorso di attuazione della strategia di crescita delle procedure di pagamento online dei servizi e delle attività erogate alla cittadinanza, ha programmato l’estensione delle modalità di pagamento tramite bancomat o carta di credito anche per i servizi resi dagli uffici municipali.”

In tal senso, è stato deciso di introdurre nuove modalità di pagamento che consentiranno al cittadino di pagare preventivamente gli importi dovuti tramite un POS che rilascerà una ricevuta da esibire allo sportello per usufruire dei servizi richiesti.

L’operazione, in corso di attuazione in tutti gli uffici anagrafici comunali sparsi sul territorio della capitale, avverrà con una scaletta graduale fino alla completa messa a regime prevista da fine giugno.

Nel Municipio XV

Per quanto riguarda il Municipio XV la sostituzione del pagamento in contanti con quello in denaro elettronico è scattata dal 6 marzo a partire dal quale sono previste tre fasi.

Prima fase: dal 12 marzo al 30 aprile si potranno usare carte di credito e bancomat oppure pagare ancora in contanti, il tutto a prescindere dall’importo.

Seconda fase: dal 1 maggio al 30 giugno si potranno usare carte di credito e bancomat oppure pagare in contanti ma in tal caso solo per importi fino a tre euro.

 Terza fase: dal 1 Luglio i servizi anagrafici dovranno essere pagati solo tramite POS.

Visita la nostra pagina di Facebook

9 COMMENTI

  1. Come al solito si riesce a rendere ridicola e grottesca una giusta iniziativa.. la possibilità di pagare qualunque somma alla P.A. tramite pagamento elettronico era prevista dal decreto Sviluppo bis (il decreto crescita 2 approvato con D.lg. 18/10/2012 n°179 e convertito con legge 17/12/2012 n°221 G.U. 18/12/2012) che prevedeva l’obbligo di adesione al sistema dei pagamenti elettronici di tutte le P.A., centrali e locali, entro il 31 dicembre 2015. Entro tale data, quindi, le P.A. dovevano garantire all’utenza strumenti e applicazioni per eseguire pagamenti elettronici in proprio favore. Considerando il numero delle amministrazioni coinvolte e dei relativi servizi, il completamento dell’attivazione di questi era stato posticipato a dicembre 2016.
    Ma si parlava di “possibilità”, non di obbligo… non tutti hanno un bancomat – soprattutto tra gli anziani – e questo creerà delle difficoltà…

  2. Io sono stato sempre favorevole all’uso della moneta elettronica, e se dipendesse da me io pagherei con il bancomat pure il caffè al bar.
    Però, poiché usare il contante per pagamenti di importo limitato non è un reato ma, anzi, è la normale prassi, non vedo perché creare dei problemi alle persone anziane o anche a quelle di reddito basso che non usufruiscono di servizi bancari, soprattutto visto e considerato che qua si parla di erogazione di un servizio pubblico.
    Se le cose stessero effettivamente così, potrei pensare che questa sia una disposizione emessa da qualcuno che vive un po’ fuori dal mondo. Invito però questa testata a verificare meglio quanto sostenuto in questo articolo, perché potremmo anche essere di fronte ad un’interpretazione errata delle cose.

    • Come al solito invece di facilitare, come dovrebbe la P.A., complicano la vita al popolo, così come quando hanno obbligato ad aprire un conto corrente o conto postale per poter riscuotere le pensoni dai 1000 euro in su. Bisognerà portarsi quaalche parente munito di carta di credito anche per fare un certificato di nascita o residenza. Ma non c’è una legge che prevede la semplificazione?

  3. si deve considerare anche che per ogni operazione bancomat la Banca si fa pagare . Per lo meno la mia, ma non credo sia la sola

  4. Era ora, nel 2018.
    Il Bancomat è nato 35 anni fa, nel 1983. Questo vuol dire che le persone anziane oggi (over 80) nel 1983 erano cinquantenni, direi un età più che matura per iniziare ad aprire un conto corrente con una relativa carta elettronica, in un’epoca di grande cambiamenti economici e sociali come gli anni ’80.
    Tra l’altro, il costo della gestione del contante è di gran lunga maggiore rispetto alle altre modalità (http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-04-01/euro-ma-quanto-mi-costi-ogni-anno-italia-spende-8-miliardi-lo-052percento-pil-l-uso-banconote-e-monete-181918.shtml?uuid=ABG5YV7&refresh_ce=1).

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome