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Ponte Milvio, striscione choc in “onore” di Luca Traini

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VignaClaraBlog.it

A esser schietti lascia un po’ interdetti quanto accaduto nelle ultime ore. A Macerata così come a Roma.

Il fatto di cronaca è sulla bocca di tutti, è stato commentato, sviscerato nei salotti televisivi che vanno per la maggiore e vivisezionato da chiunque, nessuno escluso, per cui non entreremo nello specifico dell’ulteriore commento.

Sottolineeremo invece la notizia dello striscione-“omaggio” per Luca Traini, l’uomo di ventotto anni arrestato dopo aver ferito a colpi di arma da fuoco sei extracomunitari, appunto, a Macerata.

Onore a Luca Traini”. Così recitava il lungo striscione esposto ieri sera a Ponte Milvio, all’angolo con via Prati della Farnesina, da un gruppo di ragazzi che lo hanno srotolato alzandolo in modo tale da coprire i loro visi per non rendersi riconoscibili. Il tempo di qualche scatto fotografico e poi si sono dileguati.

Che significato ha una scritta simile? Serve davvero sobillare la platea capitolina con uno striscione del genere?

Il gesto di Luca Traini ha portato l’uomo in carcere, quindi senza star a discettare sul “giusto” o “non giusto”, per la legge italiana (per tacere della buona creanza), lo sparare all’impazzata non è da educande. E allora? Da che parte stiamo?

Ammesso e non concesso si possano avere tutte le ragioni del pianeta, esistono organi di giustizia preposti per decretare i “se”, i “ma”, i “però”.

Ma nel contesto di un sistema-Paese dove in curva si “onorano” i diffidati, gente che magari è entrata allo stadio con una bomba carta, con un serramanico o che comunque si è resa protagonista di gesti incivili, resta poco spazio allo scandalo d’uno striscione.

Qui c’è da resettare tutto. Perché in ogni caso lo slogan appare più come un attacco all’extracomunitario che vive in Italia che un “evviva!” al marchigiano armato di qualche giorno fa.

Del resto, siamo quel popolo pronto a cominciare ogni discorso sul tema con la classica frase “io non sono razzista, ma…”. Nessun claim politico, lungi dalla redazione di VignaClaraBlog.it l’idea di voler indicare la “strada maestra”. Ma sarebbe piacevole un confronto con i lettori.

Massimiliano Morelli

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7 COMMENTI

  1. “A esser schietti lascia un po’ interdetti quanto accaduto nelle ultime ore. A Macerata così come a Roma”
    Interdetti ? Questo è l’aggettivo giusto ?

  2. Notizie del genere vanno commentate? o addirittura su di esse instaurare un confronto fra lettori come suggerisce o stimola Morelli oppure favorirne, dopo averle chiaramente deprecate, il più rapido oblio? L’assenza di senso, l’irragionevolezza possono essere valorizzate da un confronto? Mi permetto di dire no. Mentre credo sia bene ribadire le leggi e le ragioni dell’umana convivenza che condannano i crimini, i gesti e le forme di esaltazione successive.
    Per chiudere sull’episodio segnalo un fatto non irrilevante: mi è parso ingiustificata l’esibizione di foto, effettuate al commissariato o in questura, del folle autore della sparatoria di Macerata ancora con il tricolore indosso. L’onore della nostra bandiera va salvaguardato da simili accostamenti.

  3. Un fatto tragico di cronaca non piega i nostri valori
    “Il drammatico fatto di sangue che ha visto come vittima una nostra giovane concittadina non ci fa spostare di un millimetro dai nostri valori. La Costituzione poggia solide gambe sui principi dell’antifascismo e dell’accoglienza. E noi del partito democratico siamo orgogliosi di fare di questi principi una bandiera.
    Il gesto di un folle e la provocazione di questa notte a Ponte Milvio alimentano il clima d’odio e portano ad una pericolosa deriva culturale e politica nel nostro Paese. Noi le paure non le cavalchiamo. Vogliamo reagire con senso di responsabilità e con serietà!
    Nessuno potrà riportare in vita la nostra povera Pamela e confidiamo nella magistratura affinchè faccia luce e giustizia. Al tempo stesso condanniamo con fermezza ogni forma di violenza, quella subita dalla ragazza, quella perpetrata da un pazzo esaltato, quella verbale di arruffapopoli che si permettono di utilizzare un linguaggio criminale con il solo fine di eleggere l’odio a sentimento primario.
    Non c’è nulla di onorevole nello sparare su esseri umani indifesi o contro la sede di un Partito. Il PD è e sarà sempre argine contro ogni degenerazione populista, estremista e fascista.“
    Claudio Marinali, segretario del PD del Municipio XV e membro dell’assemblea Nazionale del PD

  4. complimenti a questi fenomeni che non hanno neanche il coraggio di metterci la faccia. Quanti di questi signorini si nascondono dietro il “paravento” della Roma Bene?

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