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No, quel “sette e mezzo” non mi va giù

RAGGI sette e mezzo

Paolo Farneti: da decenni giornalista professionista, ex direttore responsabile di diverse testate, voce fuori dal coro per carattere, bastian contrario per partito preso, pungente quanto una spina di pesce sotto al palato e caustico quanto una cicca di sigaretta che ti resta fra le dita, quel sette e mezzo datosi autonomamente dalla sindaca Raggi – neanche fossimo nel ’68 quando nelle università imperava il  voto politico – proprio non va giù.

E allora, presa carta penna e calamaio, ci ha inviato quel che lui chiama “un pezzullo”, nel quale così scrive.

“Che i dirigenti ‘5 stelle’ abbiano una alta opinione di se e del loro Movimento-Partito è ormai noto a tutti. Oddio non capita solo a loro, per la verità: Berlusconi scese in campo contro il “comunismo” (ed è tornato!), Salvini oggi per “salvare la razza bianca”, la Meloni per l’Italia tutta, persino un personaggio come il Presidente del senato, per salvare la Sinistra.
Renzi lasciamo perdere, è un discorso a parte, lui la sinistra è riuscito a sminuzzarla, ma continua a dire che “uniti si vince”.

“Ma i 5 Stelle ci credono più di tutti, tanto che la Sindaca di Roma si dà i voti: per ben due volte… E sempre sette e mezzo. Ora davanti ad una città come Roma, capitale d’Italia, che dal centro alla periferia mostra le ‘ferite’ di un’Amministrazione immobile (no, pardon, Assessori e Dirigenti si muovono eccome: per andarsene), un giorno dice una cosa e il giorno dopo si contraddice (vedi Atac, solo per non annoiarvi con gli esempi), davanti alle buche che non vengono ricoperte ma si chiudono le strade e si impone il limite di 10 km orari, davanti all’immondizia che invade le strade per la gioia di gabbiani, cornacchie e maiali (ma non c’è alcuna emergenza dice la Sindaca gridando al complotto), beh sette e mezzo ci sembra un tantino esagerato”.

“Ma naturalmente è colpa degli altri. E certo, anche le precedenti Amministrazioni, da anni, hanno fatto il loro per distruggere la città e nessuno pretende che Virginia Raggi abbia la bacchetta magica. Ma fare qualcosa, anche minima, sarebbe accettabile. Ah sì, 600 autobus in tre anni (a venire): e intanto? Se ne stanno accorgendo anche i romani che a frotte hanno votato i 5S alle ultime elezioni: cominciano quanto meno ad avere qualche dubbio, qualche perplessità e, perché no, qualche incazzatura (licenza poetica).”

“Ci viene un dubbio: non è che la Sindaca, parlando di sette e mezzo si riferisca al gioco delle carte? Se sì avrebbe una bella fortuna: due sette e mezzo di fila… La città può aspettare”.

 

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1 commento

  1. non posso più sopportare ka scappatoia che la sindaca usa come ombrello che anche gli altri avevavo fatto male o peggio: intanto lei (loro) volevano cambiare il mondo, rovesciare tutto per un mondo migliore e allora? se tutto doveva restare come prima? anzi peggio perchè l’immobilismo sta distruggendo questa città. La Raggi si fa vanto di avere risparmiato, certo non facendo niente e mandando tutto in malora a partire dalle strade, gli alberi, i mezzi pubblici e… mi fermo quà

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