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    Da venerdì 5 gennaio si saldi chi può

    saldi invernali

    Partiti sottobanco da diversi giorni grazie ai passa-parola e agli sms “riservati ai clienti”, è da venerdì 5 gennaio che a Roma prenderanno ufficialmente il via i saldi invernali aprendo la saga dello shopping che durerà fino al 28 febbraio.

    Secondo i sondaggi, le intenzioni di acquisto si concentreranno come sempre su capi di abbigliamento, calzature e accessori.

    Non sono previste impennate eclatanti degli acquisti ma secondo La Confesercenti Roma le previsioni non sono pessime: “le famiglie spenderanno in media tra i 250 e i 300 euro anche perché i saldi invernali sono l’occasione per l’acquisto di capi ‘importanti’ quali ad esempio cappotti, piumini, giacconi”.

    Pessimista è invece il Codacons secondo cui si va verso un “ennesimo flop per i saldi invernali”, visto che “le famiglie non prevedono di effettuare grandi acquisti durante gli sconti né dedicheranno significativi budget di spesa ai saldi, al punto che solo il 40% degli italiani conta di approfittare delle vendite di fine stagione per fare qualche acquisto nei negozi”.

    Per il Codacons le famiglie spenderanno una media di 170 euro con un calo del 4% rispetto ai saldi di gennaio 2017.

    Ad influire, secondo il presidente Carlo Rienzi, sia l’effetto ‘Black Friday‘ che con 4 giorni di sconti speciali ha indotto molti consumatori ad anticipare acquisti, sia l’e-commerce che praticando promozioni nel corso dell’intero anno attira un numero sempre più crescente di acquirenti.

    Quale che sia la visione giusta, resta il fatto che da venerdì 5 sarà caccia aperta agli sconti, ma attenzione: non è così scontato fare grandi affari. Quando scatta il “fuori tutto” non è difficile incappare in fregature o brutte sorprese.

    Dieci consigli per acquisti sicuri

    Ogni anno il Codacons diffonde un decalogo per fare acquisti in tutta sicurezza e non rischiare di fare un investimento  sbagliato. Ecco il decalogo con i 10 consigli d’oro.

    1) Conservare sempre lo scontrino

    non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare.

    Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.

    2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione

    la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino.

    Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli.

    È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.

    3) Girare

    Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code.

    Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.

    4) Consigli per gli acquisti

    Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno.

    Valutare la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche).

    Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti.

    5) Diffidare degli sconti superiori al 50%

    Spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto).

    Un commerciante, salvo nell’Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.

    6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia

    oppure acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.

    7) Negozi e vetrine

    Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato.

    Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”.

    Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere i saldi.

    8) Prova dei capi

    non c’è l’obbligo. È rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

    9) Pagamenti

    Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

    10) Fregature

    Se pensate di avere preso una fregatura chiamate i Vigili Urbani oppure rivolgetevi al Codacons.

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