Home CRONACA Acquedotti Arsial S. Brigida e Malborghetto vietati anche nel 2018

Acquedotti Arsial S. Brigida e Malborghetto vietati anche nel 2018

arsenico-acqua malborghetto

Per il quarto anno consecutivo circa 140 famiglie di Casaccia-S. Brigida e Malborghetto, due località all’estrema periferia di Roma Nord, non potranno usare l’acqua che esce dai loro rubinetti perchè contenente arsenico.

Il primo stop fu dato a marzo 2104 e riguardava anche gli atri acquedotti “Brandosa”, “Monte Oliviero”, “Piansaccoccia”, “S. Maria di Galeria” e “Camuccini”, nel tempo poi integralmente bonificati

Ma le 140 famiglie di Casaccia-S. Brigida e Malborghetto dovranno invece attendere ancora un anno. Il Campidoglio ha infatti prorogato al 31 dicembre 2018 l’ordinanza con cui si vieta l’utilizzo dell’acqua per il consumo umano.

Nel frattempo …

Dal Campidoglio fanno sapere che, individuate da Acea e Arsial le fonti di contaminazione da arsenico sul ramo idrico di “S. Brigida”, è stato convenuto di realizzare un nuovo tronco di 1.500 metri su strada. Un’opera che secondo Acea richiederà tre mesi di lavori.

La stessa informazione (“Acea ha assicurato l’immediata realizzazione dell’intervento, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni“) era già presente nel comunicato di dicembre 2016.

La novità di quest’anno è che Acea nel frattempo ha conseguito il nulla osta archeologico e preso atto che non è necessaria l’autorizzazione paesaggistica – a seguito dell’entrata in vigore il 06/04/2017 del nuovo DPR 31/2017 “Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistico sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata” – è stata confermata l’attivazione della fase realizzativa del “tronco” suddetto, con durata di tre mesi, a valle della quale è prevista una campagna di monitoraggio di circa due mesi da parte della Asl competente per verificare l’idoneità delle acque al consumo umano.

Quanto all’acquedotto “Malborghetto”, si legge nella nota, si stanno affrontando i problemi legati all’attuazione delle procedure di esproprio necessarie per l’esecuzione dei lavori. In questo caso invece nulla di nuovo rispetto a quanto comunicato l’anno scorso: “sono stati evidenziati una serie di problemi legati all’attuazione degli espropri“.

Così come la chiusura, identica a quella di 12 mesi fa: “La proroga fino al 31 dicembre 2018 si rende quindi necessaria per consentire l’espletamento delle attività tecnico-amministrative fin qui descritte“.

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