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Nuovo regolamento accesso agli atti, OK dal XV. Torquati: ” È opaco e sbagliato”

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Nel XV Municipio, all’ordine del giorno dell’odierno Consiglio c’era l’approvazione del nuovo regolamento capitolino per il diritto di accesso agli atti con  conseguente abrogazione della delibera del Consiglio Comunale datata dicembre 2013.

Come da prassi, trattandosi di un’iniziativa nata in Campidoglio, il Consiglio doveva esprimere solo un parere, peraltro non vincolante.

E parere positivo è stato il responso della maggioranza M5S mentre uscivano dall’aula i consiglieri PD, votavano contro quelli della Lista Marchini e FI e si asteneva il consigliere FdI.

E così, quello che la stampa ha definito un “regolamento bavaglio” tanto da costringere la FNSI, Federazione Nazionale della Stampa, a chiedere delle modifiche, ha avuto il via libera dal XV.

Per la Federazione, l’oggetto del contendere è la formulazione del secondo comma dell’articolo 39 che sembra concedere una eccessiva discrezionalità ai dirigenti che dovranno rilasciare gli atti pubblici.

L’obbligo di questi ultimi di tenere “in considerazione il rilievo pubblico, il potenziale uso strumentale ed il danno all’immagine che le risposte dell’amministrazione possono generare” attraverso la pubblicazione degli atti “sui social network, sui blog e sulle altre piattaforme web realizzate per la promozione e la difesa del diritto di accesso all’informazione” per la FNSI potrebbe configurare i presupposti per il rifiuto degli atti o per eventuali ingerenze nel lavoro dei cronisti, ai quali spetta la esclusiva valutazione degli atti e del rilievo da dare alle eventuali notizie in essi contenute.

Ai giornalisti – ha detto il direttore della Federazione – va riconosciuto un accesso semplificato e immediato agli atti pubblici, in ossequio al diritto di informare e al diritto dei cittadini ad essere informati“.

Tornando al Consiglio, dopo il voto è caduto il numero legale e la seduta è stata riconvocata per giovedì 21 settembre per continuare ad esaminare gli altri punti all’ordine del giorno.

A margine della stessa, Daniele Torquati, capogruppo PD, ha esternato le sue considerazioni in una nota sostenendo che “hanno altro da fare evidentemente perché in Municipio XV faticano anche a garantirsi il numero legale. Questa maggioranza a 5 Stelle è un insieme di meteoriti che si fanno solo gli affari loro. Mai del territorio e dei suoi cittadini: oggi dopo il voto sulla Delibera comunale di Regolamento di accesso agli atti pubblici, il Consiglio si è chiuso per mancanza del numero legale. Eppure dopo lo spettacolo di oggi in Aula ci saremmo aspettati un po’ di responsabilità”.

“All’ordine del giorno – ricorda Torquati – c’era infatti la già citata proposta di Delibera comunale sul Regolamento di accesso agli atti. In sintesi, per fornire documenti a cittadini e consiglieri che ne fanno legittima richiesta, il nuovo bellissimo e trasparentissimo Regolamento recita che i Dirigenti possono farlo ma tenendo conto del “potenziale uso strumentale” degli stessi documenti richiesti, nonché del “danno di immagine” che potrebbe derivare dalla loro divulgazione. Un Regolamento sbagliato e opaco nelle intenzioni e negli effetti su cui abbiamo visto i consiglieri straccarsi le vesti e, in piena violazione delle norme d’aula, minacciare con la forza pubblica un nostro consigliere perché reo di aver mostrato un cartello di dissenso”.

“Un Regolamento su cui la maggioranza si è espressa in modo favorevole e ha tenuto il numero legale grazie al solo sostegno degli ormai amici del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Sugli altri temi all’ordine del giorno, non si è discusso.  Nessuna veste stracciata.  Non erano evidentemente gli interessi dei 5 Stelle”.

“La maggioranza – conclude Torquati – non c’è quando si tratta dei problemi del territorio e i consiglieri hanno probabilmente altro da fare. È uno show tutti i giorni e invito i cittadini a partecipare. Certo non assicuro risate. C’è da piangere: portano in Aula Delibere contrarie alla legge, non rispettano le regole di gestione dell’Aula e ovviamente sempre in Aula non si presentano in numero sufficiente per garantirsi il numero legale”.

 

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