Home ATTUALITÀ 40 piccole librerie diventano grandi… partendo da Ponte Milvio

40 piccole librerie diventano grandi… partendo da Ponte Milvio

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13 milioni di euro stanziati dalla Regione Lazio per supportare le reti d’impresa, joint-venture di operatori commerciali che si mettono in gioco per migliorare lo sviluppo delle città e la qualità della vita.

Il bando si è concluso in questi giorni e fra le 32 reti romane che avranno accesso al finanziamento di 100mila euro ciascuna, troviamo quella di un network di 40 piccole librerie indipendenti riunite sotto il progetto “Librerie di Roma – Ldr” emanato su iniziativa dell’assessorato capitolino alla Crescita culturale.

Ldr, librerie di Roma

Ispirato al modello francese di Paris Librairies che ha permesso a tanti piccoli librai indipendenti di dare vita alla più grande libreria di Francia, l’obiettivo delle 40 librerie  è diffondere la lettura a Roma con un progetto che si propone di arrivare con consegne a domicilio anche ai lettori anziani e disabili al quale basterà un click sulla nuova app per ricevere la copia del testo desiderato.

E’ il tempo delle app

Il cuore del progetto è tutto qui: realizzare un sito web e una “app” che consentirà alle librerie di gestire i magazzini e dare a ognuna la possibilità di rispondere in tempo reale alle richieste dei lettori.

Grazie a questa app, sarà possibile monitorare in tempo reale, e comunicare in pochi secondi, se un libro è reperibile e in quale libreria si trova.

La ricerca di un testo sarà quindi immediata, semplice e rapida da ogni luogo della città. Si amplierà così un catalogo che verrà dunque composto dai volumi delle 40 librerie che saranno così, tutte insieme, in grado di competere sia con i colossi dell’editoria cartacea, sia con quelli degli acquisti on-line. digitali.

L’app potrà infine verificare la disponibilità dei volumi richiesti dai lettori anche nelle Biblioteche di Roma Capitale.

Opportunità di crescita = miglior servizio

Grazie al finanziamento di 100mila euro che la Regione destinerà al Comune per la realizzazione del progetto, si concretizza così un’interessante opportunità per le piccole e medie librerie indipendenti romane che, attraverso questo nuovo modello organizzativo di sviluppo economico, saranno in grado di accrescere le loro capacità di competizione, di avere una maggiore forza sul mercato e, soprattutto, di fornire un migliore servizio ai lettori.

Soddisfazione in Campidoglio

Sono soddisfatto per essere riuscito a mettere a disposizione delle imprese culturali romane questa opportunità, si tratta di un progetto utile per sostenere la crescita delle piccole librerie diffuse nel territorio“, commenta il vicesindaco di Roma Capitale con delega alla Crescita Culturale, Luca Bergamo.

La sua realizzazione sarà un contributo alla diffusione della lettura in città, anche nei luoghi dove i libri  e gli appuntamenti culturali di solito faticano ad arrivare.”

Mi congratulo – aggiunge Luca Bergamo – con gli imprenditori culturali che hanno dimostrato di saper adottare una  logica di rete e di cooperazione per lo sviluppo delle proprie attività  facendo valore della specificità di ciascuno“.

La spinta da Ponte Milvio

E Ponte Milvio che c’entra? E’ presto detto. Due sono i promotori del progetto: Alessandro Alessandroni, della libreria Altroquando in via del Governo Vecchio, e Carmelo Calì, deus ex machina di Libri e Bar Pallotta a Ponte Milvio e ben noto agli aficionados della lettura di Roma Nord.

Quest’ultimo, come il suo collega, è da sempre convinto che essere all’interno di un gruppo, poter accedere ai cataloghi di librerie associate è la carta vincente per soddisfare le richieste di un cliente evitando di mandarlo via a mani vuote e col desiderio insoddisfatto di un buon libro.

Dai oggi e dai domani, questa idea ha preso corpo ed è nata la rete delle 40: quaranta librerie indipendenti, un solo grande Catalogo.

Un orgoglio per Libri e Bar Pallotta, per tutti gli estimatori di Carmelo Calì e, perchè no, per tutta Ponte Milvio.

 

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4 COMMENTI

  1. L’iniziativa è comunque lodevole, ma temo che il consorziarsi di queste librerie di quartiere non allarghi di molto il ventaglio dei titoli a disposizione dei lettori. I libri su ordinazione devono poter contare su magazzini molto forniti, che spesso neppure catene come ” la Feltrinelli” garantiscono. Sono servizi che vanno bene per chi si accontenta di ciò che è a portata di mano…

  2. Caro Daniele,
    non sono proprio d’accordo. Nella nostra piccola libreria universitaria abbiamo libri che Amazon non ha (ad esempio) disponibili subito. Continuare a colpire il piccolo, che invece offre un servizio più puntuale e preciso (e non rispondono call center), con luoghi comuni è dannoso per gli acquirenti e soprattutto per la salute economica dell’Italia che ricordo ha nelle PMI la risorsa maggiore.

  3. Mi associo al commento di Francesco e sottolineo come le “piccole” librerie indipendenti riescono a proporre libri di qualità senza svendersi ai best-sellers di turno come invece fanno le “grandi” librerie supermercato nelle quali i libri spesso sono venduti alla stessa guisa di boatte di pomodori.
    Noi siamo strafortunati ad avere ben due grandissime “piccole” librerie indipendenti a portata di mano: Libri & Bar a Ponte Milvio e Koob dietro Piazza Mancini, frequentiamole di più.

  4. Sottoscrivo pienamente i punti di vista rispettivi di Francesco e di Giuseppe R.(vedi sopra)-e non solo da appassionata lettrice..ma anche e soprattutto da ex libraia che ha vissuto concretamente il ‘divario’ importante tra piccole librerie A DIMENSIONE UMANA e grandi strutture oramai totalmente ‘spersonalizzate’.
    Dobbiamo credere nel rapporto UMANO dando valore positivo alle nuove tecnologie che accompagnano il nostro tempo,in ogni ambito.
    E utilizzarle a scopo divulgativo e con un fine ‘nobile’ come quello di andare incontro a persone di differenti generazioni e strati sociali,laddove le stesse lo desiderano.
    Livia Sebasti

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