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Slot machine e videolottery, giro di vite del Campidoglio

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foto di repertorio

In Italia le slot machine installate sono circa 400mila, una ogni 150 abitanti. E a Roma? Nella capitale sono oltre 50mila, il 12% del totale, praticamente una slot ogni 57 romani.

Distribuite equamente fra Centro e periferia, con prevalenza nella zona sud, fanno di Roma Capitale anche la capitale delle slot machine.

Nel tentativo di porre un freno e disciplinare la diffusione del fenomeno, lo scorso venerdì 9 giungo, con 27 voti a favore, due astenuti e zero contrari, l’Assemblea consiliare capitolina ha licenziato il nuovo regolamento “sale da gioco e giochi leciti” intendendo per questi le “new slot machine” e le “videolottery (VLT)”, giochi che consentono vincite immediate in denaro.

Il nuovo regolamento

Tra i punti salienti della nuova disciplina, la definizione univoca dei luoghi sensibili da proteggere e cioè le scuole di qualsiasi grado, i luoghi di culto, i centri giovanili o altri istituti frequentati da giovani, le strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale e, infine, i centri anziani.

Da questi luoghi sensibili, le sale gioco e le agenzie di raccolta scommesse dovranno essere distanti almeno 350 metri all’interno del cosiddetto “anello ferroviario” (un’area molto più estesa della fascia verde) e 500 metri fuori dallo stesso. All’interno di questi locali sarà inoltre vietata la presenza di bancomat.

Infine, si regolamentano gli orari di esercizio; infatti, sarà possibile l’utilizzo degli apparecchi automatici di intrattenimento con vincite in denaro dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22 mentre nei giorni festivi non sarà consentito.

Altro aspetto importante sono le sanzioni che, aggiungendosi a quelle già stabilite dalla normativa esistente, prevedono in caso di violazioni reiterate sospensioni o in casi gravi revoche dell’autorizzazione da parte dell’amministrazione comunale.

De Vito, “una decisione importante”

Si tratta di una decisione importante che ribadisce il nostro impegno a favore delle fasce più deboli e psicologicamente più vulnerabili dei cittadini di Roma” ha dichiarato Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea, ricordando che “il gioco d’azzardo e le patologie che derivano da comportamenti compulsivi rappresentano una emergenza sociale a cui mettere un freno”.

“Era necessario quindi – ha concluso – stabilire regole certe per disincentivare la propensione all’azzardo e prevenire le degenerazioni patologiche con misure concrete, a tutela della salute delle persone e della loro dignità“.

Caritas, “Un’iniziativa preziosa”

Un provvedimento importante, in cui la dignità della persona viene posta prima di ogni profitto, che mette un freno allo sciacallaggio ai danni dei poveri, che limita il potere delle lobby e riduce lo spazio in cui spesso opera la criminalità. Un’iniziativa ancor più preziosa perché presentata dalla maggioranza e approvata da tutte le forze politiche presenti in Assemblea Capitolina con il coinvolgimento, nella fase preparatoria, anche della Caritas”. 

Così monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, esprime soddisfazione per l’approvazione della delibera.

Si tratta – ha aggiunto – di una serie di misure che, attraverso l’individuazione dei luoghi sensibili , mettono in risalto il vero dramma che si è consumato in questi anni e a cui le amministrazioni locali si trovano a dover porre rimedio in fretta. Le famiglie, soprattutto quelle povere e meno istruite, sono state soggiogate da un’offerta di azzardo senza regole e senza limiti“.

La situazione nel Municipio XV

Nella capitale, come dicevamo, sono oltre 50mila le new slot e le videolottery installate, una ogni 57 romani e distribuite equamente fra Centro e periferia, perchè la proliferazione di sale da gioco nella Capitale riguarda tutti i quartieri.

VLTBasti pensare a ciò che succede in via Tiburtina con la presenza di  insegne luminose che esaltano i giochi con vistosi cartelloni pubblicitari e immagini accattivanti o al caso eclatante del quartiere Appio, dove a Piazza Re di Roma si registra un altro record romano: il più grande locale d’Europa con ben 900 postazioni di gioco.

La più grande concentrazione dell’azzardo si trova infatti nei quartieri più popolari dove le sale da gioco, sostituendo gli scarsi luoghi di socializzazione, finiscono per facilitare l’avvicinamento dei giovani e dei meno giovani al gioco d’azzardo patologico.

Anche a Roma Nord si è assistito in particolare alla proliferazione di sale da gioco, un fenomeno che nel territorio del XV Municipio – stando ad un’indagine da noi condotta tre anni fa – ha registrato una preoccupante esplosione: circa 40 sale da gioco, una ogni 2,3 kmq di territorio abitato, una ogni 4mila residenti.

Ma non basta, considerando solo i cittadini di età compresa fra i 15 e i 40 anni, ce n’era una ogni 1.100, ma guardando alla fascia più a rischio, 15-25 anni, una ogni 370 di loro.

Nel solo tratto che va da Corso Francia ai confini col quartiere Grottarossa, circa otto chilometri, contammo sette sale da gioco, delle quali tre nei pressi di un liceo sulla Cassia.

Numeri a dir poco preoccupanti e che non paiono esser molto cambiati tre anni dopo.

Questo per le sale da gioco. Impossibile invece quantificare le new slot e le VLT distribuite sul territorio del XV. Ipotizzando che ogni sala ne conti una ventina – ma alcune, le più grandi, anche molte di più – potrebbero essere un migliaio. Un calcolo però assolutamente per difetto.

Occorrerebbe infatti aggiungere quelle presenti nelle sale scommesse, nei bar, nelle tabaccherie, nei vari locali di somministrazione e nei circoli privati il che rende veramente arduo censirne la diffusione.
Ma qualunque numero si possa ipotizzare, sarebbero sempre tante, troppe.

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