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Campidoglio, proposta M5S: stop alla parità di genere

piazza campidoglio avvocatura

Una proposta presentata in Campidoglio da 17 consiglieri M5S sta facendo insorgere le opposizioni. La maggioranza pentastellata chiede infatti di modificare lo Statuto del Comune abrogando il principio di parità sia nella giunta capitolina sia nelle giunte dei municipi.

Oggi lo Statuto prevede che “fra i nominati è garantita la presenza, di norma in pari numero, di entrambi i sessi, motivando le scelte difformemente operate con specifico riferimento al principio di pari opportunità”, disposizione valida sia per la Giunta capitolina che per quelle municipali.

La proposta di modifica prevede invece, più genericamente, che “fra i nominati è garantita la presenza di entrambi i sessi”, proposta ora che sarà innanzitutto portata al vaglio, come di prassi, dei consigli municipali che dovranno esprimere un parere, peraltro non vincolante, per poi approdare in assemblea capitolina per il voto finale.

E proprio in vista del dibattito che si aprirà nei municipi, il PD affila già le armi. Nel XV, a tuonare contro la proposta è Daniele Torquati, capogruppo PD, che la definisce “un passo indietro culturale che intende coprire lacune evidenti“.

Non è infatti un segreto – sostiene Torquati – che nelle Giunte dei Municipi XV, XIV e VII la parità non sia garantita, come è chiaro a tutti che anche le mancate nomine nella Giunta Comunale dipendano dal fatto che non riescono come maggioranza a garantire la presenza di donne e uomini in pari numero. Ed è un peccato perché lo Statuto di Roma Capitale è quanto di più avanzato in termini di pari opportunità. Gli art. 25 e 27, attualmente in vigore, impongono a Sindaco e Presidenti la grande sfida culturale della parità anche nel numero, ma sono anche il riconoscimento del prezioso ruolo che le donne possono e devono svolgere nella Politica. La visione di genere è infatti quanto di più innovativo la Politica abbia regalato alla nostra organizzazione di Governo della città e agli enti locali tutti“.

La Sindaca richiami la sua maggioranza su questa proposta – conclude l’esponente PD – e non passi alla storia come la prima Sindaca donna che scoraggia e non tutela la presenza delle donne nelle Istituzioni. Non si torni al Medioevo per coprire le proprie lacune, ma anzi si sostenga lo Statuto di Roma Capitale e si aiuti la maggioranza a capire perché ne deve essere orgogliosa piuttosto che preoccupata“.

 

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1 commento

  1. Ne facesse una buona. Abbamo impiegato decenni per far capire che l’umanità è composta di 50% di uomini e 50% di donne e che pertanto la partecipazione alla vita pubblica deve essere, laddove possibile, suddivisa equamente. Non si puà accettare che una sindaca – mi astengo dall’aggiungere attributi spiacevoli – si permetta esternazioni così antistoriche e che non aumenteranno di certo il gradimento per la sua persona nella carica che le è piovuta dal Cielo. Io non sostengo che tutte le donne siano brave e ciò vale anche per gli uomini, pertanto strada aperta a tutte e a tutti… se capaci

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