Home LA STORTA Chiuso il Centro di Casale S.Nicola, “Buona fortuna ragazzi”

Chiuso il Centro di Casale S.Nicola, “Buona fortuna ragazzi”

Casale San Nicola

Il Centro accoglienza profughi di Casale di San Nicola, a La Storta, è stato definitivamente chiuso. Al di là di tutte le polemiche e le traversie che hanno fatto da sfondo a questa vicenda, a conclusione della stessa 23 residenti hanno voluto esternare il loro pensiero.

Ci siamo sentiti di scrivere due righe per ricordare quest’esperienza che, andando oltre tutte le mancanze burocratiche, è stata per la nostra zona assolutamente indolore” sostengono in una lettera aperta e firmata che riceviamo e pubblichiamo integralmente.

“Siamo  abitanti di Casale San Nicola che hanno accettato con serenità l’arrivo di giovani immigrati nell’edificio dell’ex Scuola Socrate in nome di una solidarietà che non si può negare a chi ha bisogno di aiuto per sopravvivere. Un vecchio detto recita: una mano lava l’altra ed è sempre così. In questo panorama mondiale pieno di violenze e soprusi potremmo anche noi trovarci in qualche momento della nostra vita, speriamo mai, nelle stesse tragiche condizioni di questi immigrati”.

“Purtroppo, per ritardi ed errori burocratici, gli ospiti innocui e senza colpe del centro vengono spostati come merce dopo quasi due anni,  con malinconico dispiacere di quella parte dei residenti che era per l’accoglienza ed aveva conosciuto i ragazzi, ne aveva apprezzato il lavoro scolastico e i progressi linguistici, i disegni che ne descrivevano le storie e le etnie e che, col tempo,  aveva imparato a riconoscerne i volti e le espressioni, ad apprezzarne i sorrisi pieni di aspettative. In un termine solo, l’umanità”.

“Ci eravamo così abituati a vederli passare, salutando allegri ed educati e frequentandoli, anche sporadicamente per qualcuno di noi, erano sorte amicizie o appena conoscenze, che avevano cementato il “gruppo dell’accoglienza”. È così sorta una storia bellissima, quella di Gabriele, un ragazzo disabile che conosce un ragazzo del Gambia e diventano grandi amici; il ragazzo gambese lo frequenta, lo va a trovare a casa, conforta le sue giornate con gioia e i genitori del ragazzo disabile godono di una nuova serenità”.

“Ora tutto questo all’improvviso, dopo quasi due anni finisce, ha avuto il suo epilogo triste per la fine delle lezioni di italiano della maestra Daniela, la fine dei disegni che qualcuno di noi ha messo in mostra nella propria casa, per sapere quei ragazzi divisi e sparpagliati in altri centri, per addii rimasti inespressi”.

“Buona fortuna ragazzi, buona fortuna da Aldo Claudio Zappalà, Anna Urbanik, Andrea Zappalà, Piero Moro, Nucci Caggiati, Pierludovico Moro, Simona Guida, Mirko Fanelli, Stefania di Mei, Stefano Carpi, Renato Guida, Anna Maria di Cicco, Rosalba Marafioti, Letizia Marafioti, Rodolfo Maruccio, Matteo Maruccio, Filippo di Pretoro, Maria Giaccio, Enrico Giaccio, Giovanni Cefaratti, Maria Pia Cefaratti, Donatella Ferri e Tommaso Picini”.

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7 COMMENTI

  1. Un sincero grazie agli autori della lettera per questo commovente squarcio di umanità che illumina giorni costellati di assurde polemiche sulla pelle di chi ha già sofferto tanto, troppo.

  2. Saluto anche io con affetto i ragazzi e sottoscrivo quanto scritto dai residenti che hanno dimostrato umanità e solidarietà

  3. Ancora una volta questo ignobile e subdolo accostamento al tema della disabilità per tentare di convincere gli altri sulla correttezza di questa operazione che é invece impossibile da difendere.
    Parliamo delle stesse coop che.gestiscono i campi nomadi che hanno distrutto la città e dato solo lavoro ad amici e compagni.
    Ma non basta. Chi plaude é anche complice consapevole dello sfruttamento di questi ragazzi voluti dai paesi del nord europa per metterli in concorrenza nel mercato del lavoro con le classi più deboli.
    Fatevene una ragione. Il centro era illegale.
    E la finta solidarietà/accoglienza non puó derogare alla legalità.
    G.Mori

  4. Ma per quale ragione dovremmo criticare una esperienza come questa di buona integrazione con gente che cerca un futuro migliore lontano dalle propria terra ? (NESSUNO E’ CONTENTO DI ALLONTANARSI DALLE PROPRIE RADICI). Ben vengano esperienza come questa in un mondo in cui si perdono valori di tolleranza e di umanità che sono fondanti della civiltà occidentale e dove le ONG che si occupano di salvare vite umane vengono trattate come associazioni a delinquere. Ricordiamoci che il mediterraneo è una tomba che custodisce circa 30.000 migranti morti e che non siamo noi a farli venire: SONO LORO CHE SCAPPANO da miseria, guerra, persecuzioni politiche, stupri, torture e per finire schiavismo come territorio libico. Impariamo da PAPA FRANCESCO che secondo me è uno dei pochi cristiani autentici in mezzo a tanti cristiani fasulli.

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