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Via Cassia, tre strisce su quattro sono a rischio

pedoni

A Roma attraversare sulle strisce già di per sé non è garanzia di arrivare vivi sul marciapiede opposto. Se poi le strisce sono scolorite o, come spesso accade, quasi del tutto invisibili, avrà buon gioco il fato a toglierci di mezzo prima del tempo.

Il tratto di via Cassia all’interno al Grande Raccordo Anulare non fa eccezione all’usura della segnaletica stradale orizzontale capitolina, e spesso le voci dei cittadini che ne reclamano la ritinteggiatura restano inascoltate.

Partendo dalla fine di Corso Francia, dove inizia via Cassia Nuova che poco più avanti incrocia e diventa via Cassia, siamo arrivati fino all’incrocio con il GRA per contare uno ad uno gli attraversamenti pedonali e vedere in che stato si trovano.

Sei chilometri per un totale di 31 strisce, in media una ogni 194 metri. Qualcuna è in condizioni accettabili, tante altre, anche in prossimità di importanti incroci, risultano malandate.

Partendo dalle prime, l’attraversamento in corrispondenza del grande snodo tra Corso Francia, via Cassia Nuova e via Flaminia è ben visibile.

Anche i successivi, posti rispettivamente all’incrocio con via Fabbroni e a quello con via Oriolo Romano (quest’ultimo dopo circa un chilometro di percorso senza alcuna possibilità di attraversare), si stagliano alla vista di pedoni e automobilisti.
Questi ultimi, però, nel senso di marcia verso il centro, rischiano di non vedere il segnale di stop, che è ormai quasi dello stesso colore dell’asfalto.

Così come poco più avanti notiamo che le strisce in prossimità dell’ingresso al Teatro Patologico, al civico 472, sono state ritinteggiate di recente.
Ottima cosa, perchè per un attore può andar bene morire in scena, ma per uno spettatore che ha appena visto l’Amleto recitato dalla compagnia di D’Ambrosi l’ambizione sarebbe poterlo raccontare il giorno dopo.

E a proposito di cultura, un attraversamento ci starebbe bene anche davanti al poco distante Museo Crocetti che corrisponde al civico 492. Qui per i visitatori che vogliono raggiungere il marciapiede opposto l’unica possibilità è l’incrocio con via Massarosa, a cento metri dal museo, che se non altro è ben visibile (ma gli stop pure qui sono evanescenti su entrambi i sensi di marcia).

Visibile è anche quello davanti l’entrata dell’Ospedale San Pietro. Anche perchè tornare in reparto appena dopo essere stati appena dimessi sarebbe il colmo.

Fin qui tutto bene quindi? Diremmo di sì, almeno per questo primo e breve tratto della Cassia. Ma i problemi iniziano adesso, sui restanti venticinque attraversamenti pedonali lungo i poco più quattro chilometri che mancano per raggiungere il GRA.
Alcuni esempi?

Eccoci all’incrocio con via dei Due Ponti dove la situazione è più critica.

incrocio-2-pontiSe le strisce disegnate su via Cassia sono appena visibili (ma anche in questo caso lo stop per chi va verso il GRA è opinabile), quelle per chi transita su via Manfredi Azzarita e la stessa via dei Due Ponti sono quasi del tutto “erose” dagli elementi.
Che non sono aria, terra, fuoco e acqua, ma le gomme delle migliaia di pneumatici che giornalmente vi passano sopra.

Anche più avanti, in zona Tomba di Nerone all’altezza del civico 639, le strisce sono poco visibili. E non siamo in corrispondenza di un semaforo o di uno stop, pertanto i pedoni possono solo sperare che chi è alla guida abbia una buona vista.

strisce-Giardino-Caduti-Fronte-RussoCosì come attraversando all’altezza del Giardino ai Caduti del Fronte Russo si rischia di andare a fargli compagnia, ai caduti: le strisce visibili sono solo quelle fino a metà carreggiata, poi nel senso di marcia in direzione GRA quasi non si vedono più. Che si debba saltare ?

Invece all’altezza del civico 794, a metà del tratto che va dall’incrocio con via dei Santi Cosima e Damiano a quello con via al Sesto Miglio (il quale avrebbe bisogno pure lui di una mano generale di vernice), non si capisce se l’attraversamento c’è o no.
Civico-794-strisce-gialle-cancellateSi tratta di strisce gialle – quindi dovute presumibilmente a lavori su strada fatti di recente – quasi del tutto cancellate, stavolta non dagli elementi ma dalla mano dell’uomo.
Però la cancellazione ha lasciato l’impronta delle vecchie strisce, oltre a qualche residuo di giallo dall’ormai debole vigore cromatico, e pertanto può indurre in errore i pedoni.

Ancora, salendo verso il GRA, altri attraversamenti usurati si trovano in prossimità dell’incrocio con via Gradoli e di quello con via di Collegiove. In mezzo, l’attraversamento in corrispondenza dello slargo dov’era la vecchia sede del Teatro Stabile del Giallo.

Ma è all’incrocio con via di Grottarossa che abbiamo una situazione simile a quella di via dei Due Ponti. Anche qui entrambi gli attraversamenti pedonali in corrispondenza dei due semafori hanno avuto giorni migliori.
Incrocio-via-GrottarossaSì è vero, c’è il semaforo a segnalare quando è rosso. Ma perchè la nostra vita deve dipendere solo da una lampadina ?

E così ci avviamo verso la fine della nostra passeggiata. Prima di uscire dall’ “anello anulare”, però, c’è tempo per un’altro paio di segnali volubili.

Sono quelli all’altezza del civico 974, dove le strisce visibili sono solo quelle al centro della carreggiata, e al civico 1004 in prossimità del Liceo Gaetano De Sanctis, dove  lo stop è pure qui quasi del tutto cancellato.

Una situazione che nel suo complesso merita più attenzione di quanto gliene venga prestata. Lungo via Cassia c’è un “popolo” che aspetta solamente di poter andare da un lato all’altro della strada senza rischiare ogni volta la vita.

Che se ne faccia carico il XV Municipio o che se ne faccia carico il Campidoglio in fondo in fondo a chi vi abita poco importa. Quel che conta è che si provveda: basta un secchio di vernice per salvare una vita.

Valerio Di Marco

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3 COMMENTI

  1. Ben vengano questi richiami, ma che diventino un pungolo continuo, sino a che le cose non miglioreranno. Mi rimane la perplessità di cosa aspettarsi da chi realizza uno scivolo (vedi foto nell’articolo) per agevolare ai disabili (ma non solo) l’uso del marciapiede (stretto) e poi ci piazza in mezzo il palo di un semaforo, rendendolo impraticabile per le carrozzine ed i passeggini.

  2. Un’altro grave problema à Roma è il fatto che tutte le strade sono rotte. Uno non può camminare senza guardare dove mette i piedi. Non solo sulla Cassia, mà anche in centro. Una vergogna.

  3. Dovreste provare ad attraversarle la sera: 3/4 dei passaggi non sono illuminati. Io in macchina sono terrorizzata dall’idea di vedermi sbucare qualcuno all’improvviso, pur andando piano. E da pedone, mi sento sempre un birillo in attesa di essere preso. Sulla Cassia ci sono tante scuole e tanti centri medici, ricordiamocelo. Trovare un parcheggio è un terno al lotto perciò l’attraversamento della strada è una cosa ben più frequente di quanto si possa pensare. È la sera, le luci sono spesso spente. Non è un quartiere di palazzi illuminati lungo tutta la strada, è piena di parchi e di condomini che si sviluppano verso l’interno quindi il riflesso delle luci domestiche è decisamente meno estesi di altre zone cittadine. Va bene il risparmio energetico ma i passaggi pedonali quelli vanno illuminati

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