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Il K2 è chiuso ma in centinaia lo percorrono: urge la messa in sicurezza

K2

E’ da Marzo che i cittadini di Roma Nord soffrono forti disagi per la chiusura di Via Edmondo De Amicis, la strada che collega le zone di Trionfale-Camilluccia al Foro Italico e al tratto del Lungotevere che porta alla Circonvallazione Clodia. La strada, soprannominata il K2 di Roma, è indispensabile per far defluire il traffico veicolare in caso di chiusura o rallentamenti sulla Panoramica (via Falcone e Borsellino) o nella Galleria Giovanni XXIII.

A raccontarne la vicenda è Luca Pagni, di professione fotografo, che in una mail ci spiega che lo scorso 10 marzo una squadra del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco è intervenuta su via Edmondo De Amicis, “per Verifica di un albero di alto fusto – radicato sul margine del marciapiede – inclinato verso la strada. Il personale V.F. giunto sul posto, constatando il pericolo di caduta della pianta di cui sopra, ha provveduto al taglio ed alla rimozione della stessa, posizionando le porzioni di tronco al margine della strada, in posizione stabile e sicura. Il personale V.F. ha inoltre constatato la presenza, nel medesimo tratto di strada, di altri alberi pericolanti. Ciò stante, poiché anche a causa di avversi fenomeni meteo non può escludersi un’evoluzione peggiorativa del fenomeno in parola, rendesi necessario che chi di dovere provveda a far eseguire, con l’urgenza che il caso richiede e sotto la guida di tecnico qualificato e responsabile, una verifica accurata dello stato di salute degli alberi di che trattasi lungo l’intero tratto interessato, ed gli eventuali lavori di potatura e messa in sicurezza. Rendesi inoltre necessario che chi di dovere provveda alla rimozione delle porzioni di tronco rimosse ed alla bonifica del luogo. Nelle more dei provvedimenti di cui sopra si è provveduto, congiuntamente al personale della Polizia Locale del I Prati sopraggiunto sul posto, all’interdizione pedonale e veicolare del tratto di strada interessato, per una lunghezza di circa 300 metri, mediante nastro segnaletica e transennamento rigido, da mantenersi fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Presente sul posto anche personale dell’Ufficio Servizio Giardini del Comune di Roma. Quanto sopra per i provvedimenti di competenza a salvaguardia dell’incolumità delle persone e per la preservazione dei beni

Così si legge – spiega Luca Pagni – nel fonogramma dei Vigili del Fuoco indirizzato al I e XV Municipio, al Gruppo Prati della Polizia Locale di Roma Capitale, all’Ufficio Giardini del Comune e al Commissariato di Prati.

“Dalla data dell’11 marzo fino a domenica 11 settembre – continua a raccontare Pagni – i lavori urgenti sulle alberature ‘arrivate a fine vita’ non sono mai stati realizzati e diverse istituzioni si rimpallano le responsabilità fino alla notizia che il Servizio Giardini del Comune avrebbe bloccato tutti gli appalti, incluso quello di oltre 3 milioni di euro per gestire il verde della città  che non è mai partito e che ha lasciato nell’incuria molte zone verdi di Roma dal centro alla periferia. Dal Dipartimento Tutela Ambiente e Servizio Giardini non fanno sapere nemmeno se nel mese di luglio 2016 sia stato fatto un assestamento di bilancio per dedicare le risorse necessarie alla messa in sicurezza degli alberi con conseguente riapertura di Via Edmondo De Amicis, una strada nonostante tutto frequentatissima da pedoni con bambini e cani, tifosi di calcio, pellegrini che vengono dalla Francigena, ciclisti e motociclisti pur essendo formalmente chiusa con transenne, reti arancioni ormai logore, e due spartitraffico a valle ed a monte.”

Prova ne è che la scorsa domenica 11 settembre, prima e dopo la partita di calcio tra Roma e Sampdoria, interrotta per maltempo e ripresa dopo circa 80 minuti, centinaia di tifosi sono scesi e risaliti lungo via Edmondo De Amicis.

“Le alberature a sinistra del K2 erano di proprietà dell’Istituto Don Orione, famoso per il suo istituto professionale, per il centro di riabilitazione e per la cosiddetta Madonnina, la statua dorata di “Maria Salus Populi Romani” che svetta sui cieli di Roma. Dai primi anni ’90 – sotiene Luca Pagni continuando il suo racconto – i terreni e le alberature del Don Orione sarebbero stati ceduti in convenzione al servizio Giardini del Comune di Roma che dovrebbe occuparsi anche delle alberature sul lato destro della carreggiata, che sono state di proprietà del CONI che per qualche tempo le ha date in concessione all’ASI, Associazioni Sportive Italiane. Tutto il comprensorio interessato rientra nel comprensorio della Riserva Naturale di Monte Mario, con un territorio a  139 metri d’altezza che è il rilievo più imponente del sistema dei colli denominati Monti della Farnesina e che  rappresenta per le sue caratteristiche ambientali un vero mosaico di diversità biologica ormai raro a Roma”.

“Già in epoca romana il colle ospitava le ville residenziali di poeti e nobili ed era attraversato dagli eserciti di ritorno dalle campagne militari lungo la via Trionfale percorsa in seguito i pellegrini che si recavano a Roma, divenendo l’ultimo tratto della via Francigena, il tracciato medievale cha da Canterbury giungeva a S.Pietro e ancora più a sud, a Gerusalemme. Dell’area fanno parte ville storiche tra cui Villa Mazzanti, sede di RomaNatura, e Villa Mellini, sede del celebre Osservatorio Astronomico, scendendo dietro Villa Stuart dal Km. 4,9 al Km. 2,9 della Via Francigena con ingressi dal Don Orione su Via della Camilluccia e da Via Edmondo de Amicis, a ridosso del civico 8. I vincoli nella Riserva Naturale di Monte Mario sono gestiti da RomaNatura e la scorsa domenica 11 settembre alcuni volontari della Sovraintendenza dei Beni Culturali di Roma hanno accompagnato un gruppo di cittadini lungo la Via Francigena dalla Chiesa di San Francesco a quella di San Lazzaro al Borgo, passando sotto degli alberi cadenti che poi nel pomeriggio sono definitivamente caduti a terra.”

Ma non basta, perchè sabato 17 e domenica 18 settembre è in programma “In Cammino Sulla Via Francigena Tra fede, arte, natura e storia Formello-Roma” e RomaNatura in mattinata accoglierà ed accompagnerà i pellegrini nel percorso della Via Francigena che attraversa le Riserve Naturali dell’Insugherata e di Monte Mario fino all’arrivo, nel pomeriggio, a San Pietro, passando per Via Edmondo De Amicis.

“Ma siamo certi che sia sicura? Si rende forse necessaria – conclude Luca Pagni – un’ordinanza prefettizia che imponga il monitoraggio e la messa in sicurezza di via Edmondo De Amicis?”

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Via Edmondo De Amicis, Roma, RM, Italia

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