Home PRIMA PORTA Prima Porta, consigli (non richiesti) al presidente del XV Simonelli

Prima Porta, consigli (non richiesti) al presidente del XV Simonelli

lettera aperta

Da Marco Tolli, dirigente regionale del PD e ultimo responsabile politiche del territorio del PD romano, riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta diretta a Stefano Simonelli, presidente del XV Municipio, sul tema della “fragilità idraulica” di Prima Porta.

“Gentile Presidente, con questa mia breve lettera mi permetto di darle alcuni consigli (ovviamente non richiesti) sui problemi che derivano dalla fragilità idraulica di Prima Porta. Lo faccio perché credo fermamente che le questioni di straordinaria importanza per la vita delle persone vadano tenute fuori della contesa politica, dalle insopportabili strumentalizzazioni e affrontate con spirito di collaborazione.
Le consegno quello che so, niente di più, con la speranza che questa mia iniziativa possa aiutare. Ho scelto di farlo alla luce del sole, con una lettera aperta, come segno di trasparenza e di rispetto verso le persone che rappresentiamo.
Ringraziando ovviamente Vignaclarablog.it per l’ospitalità.”

Vengo alle questioni. Dopo ogni alluvione si riscopre il tema Prima Porta e cessa per un certo periodo la latitanza delle istituzioni: si sbloccano finanziamenti fermi da anni, si tirano fuori vecchi progetti, si torna a studiare tante cose che la memoria non ha trattenuto. Nasce un comitato di cittadini che, come da tradizione, decide di chiamarsi con la data dell’ultimo evento. Non passa molto tempo e si allenta la presa, le amministrazioni arretrano, i comitati si sfilacciano. In poche parole si torna al all’insopportabile vuoto che gli abitanti di Prima Porta conoscono molto bene. Solitamente sono soprattutto i cambi di amministrazione, vissuti talvolta come delle vere fratture storiche,  a determinare il distacco delle nuove amministrazioni dalle cose da fare. Spero che questa volta non accada, perché  la continuità amministrativa è un valore da difendere nell’interesse dei cittadini.”

Dopo gli allagamenti del 10 agosto 2002 si fecero tante cose che non si erano fatte negli anni precedenti. La scogliera del Rio Cremera, la sistemazione delle sezioni di deflusso del fascio di fossi che giunge fino alla parte urbanizzata, l’abbassamento del fondo e la bonifica complessiva della marrana di Prima Porta, l’acquisto dei gruppi elettrogeni per alimentare le tre idrovore, il ripristino dell’officiosità del canale di guardia. Ma soprattutto, assieme all’università Roma 3, venne fatta l’indagine conoscitiva sulle cause degli allagamenti e il piano di mitigazione del rischio idraulico, mentre l’ufficio extra dipartimentale di protezione civile fece il censimento delle famiglie a rischio e il piano di gestione delle emergenze. Vennero anche finanziati i primi interventi previsti dallo studio. Nasce il comitato 10 Agosto.”

E’ stato così, seppur con meno vigore, anche dopo l’alluvione del 31 Gennaio 2014. Lo shock ha comunque dato un impulso: partono i lavori per la costruzione di un nuovo impianto idrovoro in Via Procaccini, opera pubblica che era stata finanziata e progettata nel 2008 e per anni imbrigliata dai vincoli del patto di stabilità. Vengono completati i lavori di potenziamento dell’impianto di Via Frassineto, che nel frattempo avevano assunto il ritmo della Salerno – Reggio Calabria, viene fatto lo sfalcio dell’erba sugli argini e nell’alveo della marrana. Il dipartimento Simu realizza un piccolo, ma utile, intervento di discontinuità idraulica per la fogna di via Dalmine. Un po’ di strascichi ce li portiamo ancora dietro a ricordare che la fase di gestione dell’emergenza non è terminata. Sembra un paradosso ma alcune famiglie sono ancora in albergo e nel quartiere c’è ancora parte del cumulo di rifiuti accatastati in un’area lungo la Giustiniana destinata, in verità, a diventare una piazza. Nasce il comitato 31 gennaio.”

 “Attualmente sono in corso i soli lavori di costruzione della nuova idrovora di Via Procaccini. Su tutto il resto si è fermi. Il reticolo fognario è insufficiente e l’impianto di spinta Acea di via Dorno funziona male (era previsto e finanziato il potenziamento). Sono ancora frequenti fenomeni di rigurgito dei condotti fognari adduttori agli impianti idrovori dovuti agli alti livelli della sommergenza minima delle idrovore installate e all’alto livello del fondo dell’alveo della marrana di prima porta. Soprattutto c’è un tema rilevantissimo che riguarda la manutenzione programmata del sistema idraulico esistente che garantirebbe, perlomeno, il corretto funzionamento di quello che c’è.”

Partendo dal controllo del livello dell’invaso di Castel Giubileo. La diga, progettata nel 1948, fu portata a compimento agli inizi degli anni ‘50 dalla Società Idroelettrica Tevere durante la straordinaria fase della ricostruzione, grazie ai finanziamenti del piano Marshall. Attualmente è in concessione a Enel Produzione S.p.a. e gestita per produrre elettricità utilizzando l’ acqua fluente, cioè la corrente del fiume Tevere. L’energia prodotta viene immessa sulla linea dell’alta tensione che alimenta anche le linee delle Ferrovie dello Stato di Aurelia e Settebagni. La gestione è quindi sotto il controllo di una grande azienda nonostante la rilevanza pubbliche che in generale dovrebbe avere il governo delle acque. Soprattutto quando incide in maniera significativa con la sicurezza di interi quartieri.”

Il governo delle  piene è certamente uno degli aspetti chiave nell’ambito delle azioni di mitigazione del rischio idraulico e le traverse di fiume, come Castel Giubileo, svolgono un ruolo chiave nello sfasamento dei picchi di piena e nella salvaguardia dei territori. Per questa ragione, in attesa di tante opere necessarie, ritengo che serve una grande attenzione da parte sua, richiamando costantemente tutte le autorità competenti (compresa la Prefettura) affinché sia costantemente garantita la corretta regolazione dei deflussi, compatibilmente con i livelli idraulici di Prima Porta.”

Nell’ambito dell’indagine sulle cause degli allagamenti è stato effettuato  il censimento di buona parte delle fogne abusive e degli allacci irregolari anche ai fossi. Questo è un tema rilevante sia sul piano ambientale che su quello della sicurezza. Operare per  rimettere ordine significa stimolare i cittadini che possono richiedere l’allaccio alla rete fognaria secondo le norme in vigore e installare le valvole antireflusso. I fenomeni di rigurgito sono molto frequenti e si potrebbe inoltre, attraverso una specifica ordinanza, intimare a tutti i proprietari di mettersi in regola entro un tempo stabilito. Mentre di fronte ai collettori abusivi che scaricano direttamente nei fossi, alcuni dei quali realizzati anche dal Municipio stesso, credo che spetti proprio al Municipio mettere in campo quei piccoli, ma utili, interventi che darebbe il senso di una presenza vera delle istituzioni nel governo minuto del territorio.”

“E’ vero, le cose da fare sono tantissime. Molte hanno costi rilevanti, altre possono essere fatte con poco. Tuttavia lo sforzo complessivo potrà solo aumentare lo scarto temporale tra due fenomeni alluvionali. Occorre dirsi la verità: molte zone del quartiere non saranno mai libere dal rischio idraulico perché sorte in una area depressa, di dissesto idrogeologico. La fragilità è un tratto identitario di questo territorio.  Nelle zone storicamente più colpite siamo in presenza di edilizia povera che non ha più mercato. L’abbattimento dei valori immobiliari, incrociandosi con la crisi economica, ha prodotto una progressiva ricomposizione sociale, confinando nella parte bassa del quartiere nuovi gruppi sociali, perlopiù immigrati. Dobbiamo avere la consapevolezza che non è possibile invertire la tendenza con il solo ricorso all’investimento pubblico, ma che invece quello di Prima Porta sia un ambito dove poter sperimentare politiche di rigenerazione urbana, di sostituzione edilizia, di demolizione e ricostruzione, con l’intento di rimuovere gli edifici privi di pregio e insicuri, e inserire nuovi valori nel contesto urbano. Salvaguardando ovviamente la proprietà diffusa, che deve essere coinvolta in un progetto di riscatto.”

Una suggestione? Io credo di no. Da anni, in tutta Europa e nel resto del mondo si realizzano progetti innovativi. Servono pensieri lunghi, cultura e coraggio. Serve soprattutto un’amministrazione capace di trasmettere fiducia. Il consenso, incredibile per dimensioni, che lei e il Sindaco Raggi avete raccolto vi da la forza per coltivare progetti ambiziosi. Il governo del territorio è fatica e passione. Un progetto da costruire giorno dopo giorno, con condivisione e partecipazione. Spetta a voi.
Sperando di non averla annoiata, nell’interesse del nostro territorio, le rivolgo i migliori auguri di buon lavoro.
Marco Tolli
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6 COMMENTI

  1. Complimenti a Marco Tolli per la memoria, la competenza, la sensibilità civile e il tono della comunicazione. Grazie.

  2. Complimenti del senso civico e della collaborazione sperando ci sia anche in chi riceve queste preziose informazioni. Grazie

  3. Non si può non essere d’accordo con questa lettera aperta, sia nel merito che nella forma. Al tempo stesso viene da chiedersi se questa opportuna lettera al Presidente Simonelli, affinché porti avanti tutte le opere e le iniziative necessarie a ridurre il rischio idraulico a Prima Porta, non sarebbe stato utile pubblicarla e indirizzarla anche nel 2013, quando venne eletto l’ex Presidente Torquati . In tal modo si sarebbero avviate (forse) già allora quelle opere di messa in sicurezza idraulica che, viceversa, sono state avviate solo dopo l’ennesima alluvione. Comunque va bene anche così, perché l’importante ora è guardare avanti.

  4. Caro Marco, Grazie per la Tua Attenta, Chiara ,Lucida Memoria delle problematiche di Prima Porta.speriamo si faccia Tesoro dei Tuoi suggerimenti. Fatica e Passione dovrebbero essere il ” leit motiv” del governo del territorio del XV Municipio.
    Grazie Marco

  5. Ringrazio Marco Tolli per questa particolareggiata analisi sul tema della “fragilità idraulica” di Prima Porta, ma principalmente lo ringrazio per lo spirito di collaborazione che ogni persona che viene chiamata a ricoprire un ruolo di responsibilità in settori così delicati che riguardano anche la vita dei cittadini deve necessariamente avere mettendo a disposizione di tutti le proprie conoscenze a prescindere, ci mancherebbe, dalle diversità politiche.
    Voglio pertanto rassicurarlo della consapevolezza dell’enorme importanza del problema considerato che il primo comitato in assoluto che abbiamo ascoltato e con il quale ci siamo confrontati, scambiato informazioni e metodologie di intervento è stato il Comitato 31 Gennaio, in un incontro con il presidente e in modo sinergico con la presenza di tutti gli assessori.

  6. Assessore, lo dico senza alcuna polemica perchè comprendo l’esigenza di ascolatare tutti, farsi un’opinione e avere il tempo di decidere una linea. Proprio per questo ho scelto di scrivere (alla luce del sole) al presidente del Municipio. Ho consegnato un punto di vista e parte della mia esperienza fatta sul campo su un tema urgente, spigoloso, che non merita propaganda ma impegno sincero. Apprendo che avete, giustamente, incontrato il comitatato 31 gennaio. Tuttavia mi sarei aspettato un resoconto pubblico della riunione e non solo per i tanti appelli alla trasparenza che si fanno, ma semplicemente perchè è prassi istituzionale. Manterene un profilo pubblico della discussione sul governo del territorio e sulle attività che si portano avanti è un vostro dovere che nasce dal presupposto che nessuno (governo municipale, partito, comitato) ha la pretesa di rappresentare tutto e tutti. Soprattutto ai tempi di oggi, caratterizzati da una profonda crisi della democrazia e della rappresentanza. Immagino che tanti cittadini siano interessati.

    Buon lavoro e auguri per tutto.

    Marco Tolli

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