Home CRONACA La burocrazia nega a Roma Nord un reparto oncologico d’eccellenza

La burocrazia nega a Roma Nord un reparto oncologico d’eccellenza

ospedale-San-Pietro

Perdere la possibilità di avere a disposizione nella capitale un reparto oncologico di ultima generazione a causa di alcune finestre rettangolari. È possibile? A Roma, nel XV Municipio, sì, potrebbe accadere.

Grazie alla burocrazia e a vecchi errori di natura estetica finora ritenuti superflui, all’Ospedale San Pietro sta per sfuggire un finanziamento da 6 milioni di dollari.

L’investimento arriva dall’America, ovvero dalla University of Pittsburgh Medical Center che intende realizzare un centro di medicina nucleare a Roma Nord, dando ai romani e alla ricerca un servizio che al momento è presente solo a Napoli e a Milano. Un’opportunità che potrebbe svanire per motivi “estetici” e “paesaggistici”.

La notizia, un’esclusiva di VignaClaraBlog.it,  è dell’ultima ora e le fonti sono più che certe. Ma andiamo per ordine.

Il progetto 

L’UPMC- University of Pittsburgh Medical Center, è una tra le più importanti istituzioni di carattere sanitario nel mondo e, tra i tanti, gestisce ad esempio l’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione ubicato a Palermo.

Lo sposalizio tra l’UPMC e l’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli non è una novità: nel gennaio 2013, grazie agli investimenti americani, fu realizzato nell’ospedale romano di via Cassia 600 l’attuale centro di radioterapia ad alta specializzazione “UPMC San Pietro FBF“, fornito di un’apparecchiatura in grado di individuare e colpire il tumore con molta precisione attraverso la radiochirurgia stereotassica, il TrueBeam STX.
L’accordo diede origine, quindi, a un centro di cura oncologica e di ricerca di spessore internazionale.

Oggi, l’UPMC ha stanziato 6 milioni di dollari per finanziare l’ampliamento e l’avanzamento di questo centro. Il nuovo progetto prevede la realizzazione di un reparto dotato del Sistema trimodale RM-PET/TC (tomografia a emissione di positroni e risonanza magnetica), un macchinario di ultima generazione e di altissimo livello tecnico per la cura del cancro che consente di fare tre differenti esami diagnostici contemporaneamente.

Il problema “estetico-paesaggistico”

Per la realizzazione di questo nuovo reparto è necessario modificare solo la distribuzione degli ambienti interni del centro attuale con un intervento edilizio minimale. Il progetto però, oltre a dover giustamente superare i normali controlli della Asl, ha bisogno anche della Scia (segnalazione certificata di inizio attività).

Ma improvvisamente, quello che pareva essere un semplice spostamento di tramezzi, è diventato un progetto di enorme impatto ambientale che necessita di verifiche e controlli paesaggistici, anche in ambito regionale, che normalmente con l’attuale burocrazia durano mesi, anche un anno. Com’è possibile?

Secondo le nostre fonti, alla richiesta di autorizzazione per l’inizio dei lavori, la Direzione Tecnica del XV Municipio ha risposto richiedendo ulteriori documenti fra i quali gli “estremi del titolo abilitativo della preesistenza”, in sostanza la verifica della concessione edilizia originaria del fabbricato. Una stranezza, perchè in base alla legge n. 183 del 12 novembre 2011 la Pubblica Amministrazione non può più richiedere certificati rilasciati da sé stessa. Ma c’è di più.

Per soddisfare la richiesta, i responsabili del progetto hanno trovato negli archivi dell’ospedale il titolo abilitativo edilizio rilasciato nel 1979 per la costruzione di quell’edificio e dallo studio della vecchia planimetria è emersa una differenza tra il disegno e la realtà: le finestre, originariamente progettate quadrate, furono invece realizzate a nastro, cioè rettangolari.

Un dettaglio, in un contesto romano dove gli abusi edilizi – se così vogliamo chiamare questo particolare – sono di altro e maggiore peso, che può far nascere un sorriso e apparire banale; che ai quei tempi fu forse ritenuto un irrilevante elemento estetico; che, nella realtà, non incide affatto sulla realizzazione del nuovo reparto e sull’utilizzo dei macchinari in quanto le finestre saranno oscurate e gli ambienti dotati di impianti per l’aria condizionata.

Un dettaglio sul quale, però, il XV Municipio pare voglia essere integerrimo e avviare una procedura di verifica della sostenibilità paesaggistica. Infatti, l’Ospedale formalmente si trova all’interno del Parco di Veio e, di conseguenza, deve rispondere alle normative sulla tutela del paesaggio.

Un dettaglio che sembra stia facendo sfumare una grande opportunità. Regolarizzare le finestre “illegittime” – stando le attuali procedure – potrebbe richiedere mesi e mesi: un tempo che gli investitori e la medicina non sono disposti ad aspettare.

L’ingarbugliamento della vicenda sta nel fatto che la Direzione Tecnica del XV Municipio non intende far modificare la facciata ma avviare una procedura urbanistica che la renda “paesaggisticamente sostenibile”, una sorta di sanatoria per rendere legali delle finestre rettangolari ma originariamente autorizzate quadrate.
Tempi? “Circa un anno”, sostengono più volte le nostre fonti.

Sorge spontanea più di una domanda

Più di una domanda sorge spontanea: perché tutto questo zelo? Come possono turbare il paesaggio delle finestre fatte in un modo anzichè in un altro circa quarant’anni fa in una zona diventata peraltro estremamente urbanizzata pur essendo tutta formalmente nel Parco di Veio?

Perchè le dimensioni delle finestre diventano un elemento discriminante e ostativo visto che la realizzazione del nuovo reparto non impatta l’esterno dell’edificio che rimarrà com’è?

Perchè in un caso del genere la Pubblica Amministrazione non si fa parte diligente per superare i problemi anzichè barricarvisi dietro, visto che la posta in gioco è la realizzazione di un reparto ospedaliero avanzato per la cura oncologica di cui Roma ha bisogno,  e non una semplice unità immobiliare ad uso privato?

Bye bye UPMC…

Amara la conclusione: Roma Nord e l’intera capitale potrebbero avvalersi di un centro di medicina nucleare che oggi non esiste e che in Italia trova eguali solo a Napoli e a Milano ma la burocrazia capitolina rischia di vanificare l’intera iniziativa.

Secondo le nostre fonti, infatti, l’UPMC sta mettendo in standby il progetto e sta pensando di revocare l’investimento dirottandolo altrove.

Ne vale la pena per qualche finestra rettangolare invece che quadrata?

Giulia Vincenzi

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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28 COMMENTI

  1. Si può fare una petizione per fare continuare l’attivita di questo centro di eccellenza. Mia cugina , tumore al polmone, e’ in cura da loro ottenendo risultati miracolosi. Grazie a queste nuove tecniche si e evitata un intervento chirurgico al polmone, senz’altro traumatico, doloroso è rischioso. Il personale tutto e’ preparatissimo, gentile e umanamente eccellente.

    • sono d’accordo per una petizione o qualsiasi altra cosa per far proseguire questa magnifica attività.
      sono stata trattata questo inverno in questo fantastico centro, con macchinari avveniristici e da personale gentile e professionale e dalle ultime Tac-Pet risulto praticamente guarita!!!

  2. Si credo che non solo sia necessario lanciare una petizione ma anche coinvolgere quanto più possibile media e istituzioni

  3. non solo una petizione,ma fare delle manifestazioni civili contro questa gente,fate girare nomi e cognomi di questi signori scrupolosi,è brutto dirlo ma se capitasse nelle loro famiglie questi mali forse se ne renderebbero conto del male che stanno facendo e poi per che cosa…….per delle finestre,è ridicolo, quando anno lasciato costruire borgate intere senza permessi per più di 40 anni,facciamo qualcosa tutti insieme per il bene di tutti.

    • Caro SIg.Eraldo …io sono un tecnico del municipio XV e 28 anni fa mio padre è morto per un microcitoma polmonare se lo può soddisfare nella maledizione che ha lanciato …sono pronto ad accoglierlo nel mio ufficio per spiegarle come stanno le cose veramente …una buona serata

  4. si potrebbe fare una petizione per rimuovere burocrati cavillosi che applicano pedestremente regolamenti assurdi laddove l’interesse di più che PUBBLICA UTILITA’ è ben superiore alla mera applicazione di normative di sapore pignoleggiante e comunque DEROGABILI ???

  5. La caccia alle streghe non serve a nulla e a nessuno di coloro che potrebbero fruire del servizio, avete detto bene, sono burocrati ma applicano regolamenti scritti da qualcunaltro. Ok petizione, manifestazioni, sit-in per sbloccare un sistema fatto sicuramente di tante, troppe firme di chi soprattutto in questo periodo non vuole correre il rischio di chiudere un occhio.
    Partiamo con il TamTam sul web come ha riportato il ns. sempre fedele Vignaclarablog

  6. Curioso che venga a Roma, la città che è stata ammiistrata da Ignazio Marino, quel University of Pittsburgh Medical Center presso cui lo stesso Marino lavorò, lasciando si appresso una scia di polemiche e sospetti sgradevoli.

  7. Sono esterrefatta, tanto più se penso che gli stessi uffici hanno chiuso gli occhi, nonostante le segnalazioni, su abbattimenti e ricostruzioni e nuove cubature realizzate da privati tramite SCIA in pieno Parco di Veio.

  8. Forse un aiuto da parte di striscia la notizia potrebbe essere risolutivo. Ormai si riesce ad ottenere qualcosa solo in queste forme, o, appunto, attraverso una petizione tipo change.org.
    Che peccato se sfuma una tale occasione….

  9. Perdere la possibilità di avere a disposizione nella capitale un reparto oncologico di ultima generazione a causa di alcune finestre rettangolari. È possibile? A Roma, nel XV Municipio, sì, potrebbe accadere.
    Certo che potrebbe accadere…………poi danno le autorizzazioni ai 1000 locali a Ponte Milvio.

  10. Chiediamo subito una petizione nn bisogna aspettare gli eventi…..saremo in molti le motivazioni sembrano scuse belle e buone.

  11. Come sempre le “responsabilità” non sono univoche e questo è uno dei problemi congeniti del nostro paese. Oltre alle troppe leggi che spesso accentuano la possibilità di incappare in burocrati zelanti e oltre alle responsabilità del tecnico che ha progettato una finestra e poi ne ha costruita un’altra (sempre che le cose siano effettivamente come riportato nell’articolo), aggiungerei un’altra responsabilità più a monte che forse è sfuggita: chi sono i geni che nel definire i confini del Parco di Veio hanno incluso al suo interno una struttura sanitaria per di più ubicata in zona altamente urbanizzata come la Cassia / Tomba di Nerone? essere inclusi nel parco aumenta in modo esponenziale l’iter burocratico” da seguire ( o da subire) per qualsiasi pratica edilizia anche minimale. I parchi li realizzassero nelle aree degne di tale nome e soprattutto pensassero ad attrezzarle e renderle veramente fruibili, anziché limitarsi ad affiggere la cartellonistica di delimitazione dei confini del parco. Sono casi simili a questo, opportunamente portato alla luce VCB, che hanno portato alla scomparsa dei vari partiti di stampo ambientalista in Italia e già immagino i commenti che seguiranno, da parte dei pochi fanatici ambientalisti ancora circolanti.

  12. Buona sera a tutti.
    Come già detto la caccia alle streghe non serve a niente e a nessuno.
    Mi sono preso la briga di approfondire la notizia e capire…
    Mi risulta che NON si perderà alcun finanziamento, mi risulta che per i prossimi giorni i Resp. di Osp. San Pietro siano stati convocati in Municipio per portare a chiudere la questione e soprattutto mi risulta che il problema non arriva da uno o più burocrati del Municipio ma è da ascrivere al Tecnico, incaricato dall’Ospedale, che ha lasciato passare parecchi mesi per presentare una semplice domanda di accertamento riguardo alle finestre ed ora i tempi stringono.
    Mi sembrava dovuto condividere quanto sopra nell’interesse di tutti. Ovviamente quanto riportato potrà essere confermato solo dai fatti nei prossimi giorni, invito quindi i bravi redattori di Vignaclarablog a tenerci infornati
    Grazie a tutti per l’attenzione

    • La ringrazio per aver condiviso queste informazioni.
      Seguiremo gli sviluppi che avrà questa faccenda nei prossimi giorni.

  13. Ho cercato di sensibilizzare organi di stampa e media (scritto a Repubblica, Fatto quotidiano, Tempo, Messaggero, Mi manda Rai 3 , TGRlazio). Ho scritto anche a cittadinanza attiva . Ho chiesto che si mobilitino, ovviamente dopo gli opportuni approfondimenti. Vediamo

  14. Dimenticavo, ho scritto anche all’URP della Regione Lazio e al Presidente Zingaretti. Possiamo iniziare una petizione ma credo che nel frattempo sia bene che un numero maggiore di persone scrivano a Istituzioni e media.

  15. Ma la direzione Tecnica del già XX ora XV Municipio quando avvenniva il sacco e la devastazione
    di vasti areali del territorio, ricadenti sia nel Parco di Veio che nel Parco dell’Insugherata in quali faccende era affcendata? Forse i responsabili erano in compagnia di Mizaru, Kikazaru e Iwazaru (meglio note come le tre scimmiette).
    Devastazioni e abusi, bisogna sempre ricordarlo, realizzati a scopo speculativo per soddisfare gli appettiti dei soliti comitati di affari.
    E la Direzione stessa, quando è stata sollecitata per interventi e atti mirati alla repressione degli illeciti, non ha certo brillato per interventismo.

  16. A tale signor Carlo che dice di essere un tecnico del municipio al corrente di come stanno le cose e che invita un commentatore ad andare nel suo ufficio così gliele può raccontare voglio dire: ma perchè non le dice qui pubblicamente a tutti ???

  17. Signori invito tutti al buonsenso.
    Niente anatemi, maledizioni ecc…
    Lo spirito giusto deve essere quello di arrivare ad una soluzione, ovviamente ognuno dica la sua ma cerchiamo di dare un contributo concreto stando ai fatti senza qualunquismi.
    Chi ha tempo e voglia faccia un salto in Municipio e chieda notizie all’Uff. Tecnico chi non ha tempo sia fiducioso, di certo dobbiamo restare in guardia soprattutto per la coincidenza del periodo estivo in cui troppo spesso tutto si dimentica.
    Cordialmente
    Dginnetti

  18. sono stata trattata per un tumore al pancreas quest’inverno in questo bellissimo centro dotato di macchinari avveniristici e da un personale gentile e molto professionale, quindi sono d’accordo per una petizione o qualsiasi altra cosa , per permettere all’ospedale di continuare a svolgere questo formidabile lavoro.

  19. ritengo che valga il cosiddetto silenzio assenso, comunque dal 1979, anno di dichiarata costruzione della struttura, tutto è prescritto

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