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    Sedentarietà primo nemico della salute dei bambini romani

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    Un bambino su cinque, a Roma, non svolge regolarmente attività motorie nel tempo libero per mancanza di spazi attrezzati; di contro, più di nove minori su dieci le praticano con regolarità in ambito scolastico (96%). Due ragazzi su tre trascorrono il proprio tempo libero al chiuso, in casa, propria o di amici. Un ragazzo su tre passa da una a due ore al giorno giocando con i videogame.

    Il 12% dei ragazzi dichiara di non disporre di spazi pubblici vicino a casa e di non avere accesso a luoghi all’aperto dove incontrare gli amici. Oltre la metà dei ragazzi (53%) cammina al massimo mezz’ora al giorno.

    L’82% dei genitori dichiara di conoscere le regole per una corretta alimentazione, ma quasi un ragazzo su tre (31%) pranza o cena quotidianamente davanti alla tv. Più di un minore su 10 non fa colazione a casa tutti i giorni.

    Sono alcuni dei dati più significativi emersi dalla ricerca “Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi” realizzata da IPSOS per Save the Children – l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a proteggere i bambini in pericolo e tutelarne i diritti – e il Gruppo Mondelēz in Italia.

    Lo studio è stato presentato oggi in una conferenza stampa a Roma, in occasione dei cinque anni di “Pronti, Partenza, Via!”, progetto promosso da Save the Children insieme a Mondelēz International Foundation nelle aree periferiche di 14 città italiane (Milano, Torino, Genova, Ancona, Bari, Sassari, Catania, Palermo, Aprilia, Napoli, Roma, Brindisi, Gioiosa Ionica e Scalea) a favore della pratica motoria e sportiva e dell’educazione alimentare dei bambini.

    Il progetto, realizzato in partnership con il Centro Sportivo Italiano (CSI), l’Unione Italiana Sport Per tutti (UISP), e con il contributo di alcune organizzazioni territoriali (Associazione Antropos, Roma; Associazione Gianfrancesco Serio, Scalea; Associazione Don Milani, Gioiosa Ionica), ha coinvolto nel corso di questi cinque anni oltre 105.000 beneficiari tra bambini e genitori e più di 1.500 figure specializzate tra insegnanti, operatori e professionisti.

    Il tempo libero dei ragazzi e delle famiglie

    Fortemente limitato il tempo libero che a Roma e dintorni i figli trascorrono con i propri genitori al di là dei pasti e senza guardare la tv: per il 36% dei ragazzi è meno di un’ora al giorno durante i giorni feriali (dato in linea con la media nazionale, anch’essa del 36%). Se il 20% dei bambini e ragazzi pranza abitualmente a casa solo o fuori casa con i compagni, la cena rimane un forte momento di aggregazione: il 76% dei ragazzi intervistati dichiara di consumare il pasto serale in famiglia.

    Ma nel 31% dei casi la TV è ospite d’onore a tavola e, secondo quanto dichiarato dai ragazzi, nel 64% dei casi ai genitori va bene così, nel 30% dei casi borbottano ma si rassegnano, mentre un residuo 6% guarda la TV a pranzo o a cena quando i genitori non sono presenti.

    Le famiglie romane trascorrono il tempo libero insieme principalmente stando a casa o facendo compere al centro commerciale (50%), visitando nonni e parenti (37%) o facendo passeggiate (32%). Nel tempo libero passato senza i genitori i ragazzi preferiscono ascoltare musica (64%), leggere (49%) o praticare un hobby (43%).

    In base a quanto dichiarano i genitori, più di sei ragazzi su dieci a Roma e dintorni trascorrono il proprio tempo libero in casa (65%), propria o di amici, spesso perché gli adulti di riferimento non hanno tempo di accompagnarli o supervisionarli fuori casa. Ma anche la mancanza di luoghi pubblici adeguati allo svolgimento di attività all’aperto nella propria zona di residenza incide fortemente sulla scelta di passare il proprio tempo chiusi tra quattro mura. Il 12% dei ragazzi romani dichiara di non disporre di spazi pubblici vicino a casa dove poter giocare e incontrare gli amici.

    Ma cosa sognano i ragazzi romani per il proprio quartiere? In primo luogo vorrebbero dei luoghi di divertimento e aggregazione come i cinema multisala (37%) e parchi giochi immersi nel verde con alberi, panchine e prati (26%). Vorrebbero inoltre un fast food (21%) e aree dove praticare attività sportive: campi di calcio (24%), piste ciclabili o spazi dove poter andare sui pattini o con lo skateboard (22%), piscine (20%). Quasi un ragazzo su cinque sogna un centro commerciale, mentre il 16% vorrebbe una sala giochi.

    Il poco tempo trascorso all’aperto si traduce anche nel fatto che i ragazzi passino molto del loro tempo davanti a uno schermo, tra Internet, videogame e TV. Quasi un ragazzo su tre (32%) a Roma e dintorni dichiara di passare da una a due ore al giorno giocando con i videogame (a livello nazionale la media è di uno su cinque), mentre l’11% dedica addirittura più di due ore al giorno a quest’attività. Eppure l’attenzione dei genitori rispetto alla frequenza e all’uso che i loro figli fanno di media e nuove tecnologie non è sufficiente: solo il 67% di loro controlla quanto tempo i figli passano davanti alla TV o giocando ai videogame, la stessa percentuale che si registra su scala nazionale. Situazione simile anche per l’uso di Internet: a livello nazionale il 3% dei genitori dichiara di non sapere per quanto tempo i figli utilizzino la Rete, dato che si riduce all’1% in riferimento a Roma e dintorni.

    Ragazzi sedentari e che stanno poco all’aria aperta

    Le attività motorie rivestono grande importanza per la quasi totalità dei genitori in tutto il Paese, che le ritengono indispensabili (51%) o importanti (44%) nella crescita dei loro figli. È la scuola il luogo dove il maggior numero di ragazzi – nove su dieci – pratica attività motorie, di cui il 70% almeno due volte a settimana. Scendono invece al 77% i ragazzi che si dedicano a qualche sport o attività motoria durante il tempo libero, un dato in contrazione rispetto all’83% del 2015.

    Ma quali sono le cause? Un numero crescente di genitori lo imputa alla mancanza di strutture vicino a casa (15%) o all’impossibilità di accompagnare i ragazzini (12%), mentre diminuiscono lievemente coloro che lo attribuiscono a motivazioni di ordine economico, come l’elevato costo delle strutture (22% contro 27% dell’anno precedente).

    La sedentarietà rimane una condizione che riguarda moltissimi ragazzi romani. Oltre la metà di loro (53%) cammina meno di 30 minuti al giorno. Di questi, il 22% lo fa per meno di 15 minuti (dato che arriva al 28% a livello nazionale) e solo il 2% afferma di percorrere a piedi più di un’ora al giorno. Più di uno su tre (35%) va a scuola o alle attività extrascolastiche a piedi, mentre gli altri vengono accompagnati in macchina da un familiare (32%) o si spostano utilizzando i mezzi pubblici (26%, ben più che nel resto d’Italia dove la percentuale si assesta al 16%). Solo il 7% dei ragazzi romani, inoltre, si sposta in bicicletta (a fronte del 16% a livello nazionale).

    Sono molti i ragazzi che non dedicano abbastanza tempo alle attività all’aria aperta. Solo il 14% di loro gioca o svolge attività all’aperto tutti i giorni e il 50% lo fa con frequenza settimanale. Eppure le attività motorie o ludiche all’aperto sono molto importanti per la socializzazione dei ragazzi: a Roma e dintorni nove su dieci dichiarano di aver sviluppato nuove amicizie proprio svolgendo queste attività.

    “Lo sport e il movimento sono fondamentali per lo sviluppo dei bambini e dei ragazzi, sia in termini di salute che per quanto riguarda la sfera della socialità e dell’aggregazione con i propri pari. Un bambino che fa sport e che conosce le regole di una sana alimentazione sarà un adulto più sano e un genitore attento, a sua volta, a offrire uno stile di vita sano e salutare ai propri figli,” spiega Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children Italia. “Migliorare e rendere più fruibili gli spazi pubblici, soprattutto nei quartieri più disagiati delle nostre città, e dedicare il giusto spazio alle attività motorie nei programmi scolastici sono la chiave per combattere la piaga dilagante della sedentarietà e diminuire il tempo in cui bambini e ragazzi rimangono incollati a uno schermo”.

    Fuori dai giochi

    Ma se il più delle volte gioco e attività all’aria aperta sono sinonimo di aggregazione, in alcuni casi possono essere fonte di divisioni. Secondo il campione dei genitori, al 25% dei bambini è capitato di essere escluso o di assistere all’esclusione di un amico, mentre faceva attività fisica o giocava all’aperto. A Roma, il 40% dei genitori intervistati afferma che ai propri figli è capitato di essere esclusi o di assistere all’esclusione di un compagno durante l’attività fisica o mentre giocava all’aperto. Anche il 32% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di aver vissuto questa esperienza.

    Regole alimentari: i genitori le conoscono ma non sempre le applicano

    A Roma e dintorni, i genitori sono mediamente piuttosto attenti al tema dell’alimentazione dei propri figli e il 46% di loro ritiene che i genitori di oggi pongano maggiore attenzione all’alimentazione dei ragazzi rispetto alla generazione dei loro genitori. L’82% dei genitori dichiara di conoscere le regole di una corretta alimentazione per lo sviluppo dei loro figli, conoscenze apprese principalmente leggendo e approfondendo in autonomia (46%), rifacendosi all’ambito della loro cultura famigliare (32%), oppure facendo riferimento al pediatra di fiducia (22%). Il ruolo di quest’ultimo è percepito dai genitori come particolarmente importante per l’educazione alimentare dei propri figli: oltre la metà dei genitori intervistati (57%) vorrebbe che fosse proprio il pediatra a fornire loro le informazioni necessarie ad una corretta pratica alimentare, seguito a ruota dagli insegnati (20%).

    Ma la conoscenza delle regole e l’attenzione alla tematica non si traducono sempre in un’applicazione costante nella vita quotidiana. Solo il 61% dei genitori romani dichiara di mettere in pratica sempre o il più spesso possibile le regole di una corretta alimentazione. Un ragazzo su tre non mangia frutta e verdura almeno una volta al giorno e uno su cinque salta spesso la prima colazione o non la fa mai (21%).

    Divertirsi con gli amici all’aria aperta

    L’indagine analizza anche la sfera della felicità personale, sondando quali siano le attività e i momenti che rendono maggiormente felici i ragazzi e quale percezione ne abbiano i loro genitori. A livello nazionale, dalle risposte dei bambini emerge che a renderli più felici siano le attività di gioco e socializzazione. Sul podio delle risposte più gettonate ci sono: uscire con gli amici (22%), giocare con loro all’aria aperta (17%) e praticare il proprio sport preferito (10%), ma anche giocare con mamma e papà (8%), farsi le coccole (8%) e uscire con loro (6%) sono tra le attività più amate. Permangono attività svolte al chiuso, come giocare in casa con gli amici (6%), essere lasciato tranquillo di fronte alla tv o a giocare con i videogiochi (8%). Nel confronto tra le risposte indicate dai bambini e la percezione dei genitori di cosa faccia felici i loro figli emerge che questi ultimi non siano pienamente consapevoli di quanto giocare con i genitori faccia felici i bambini (risposta scelta da solo il 4% dei genitori intervistati, pari alla metà rispetto ai ragazzi).

    Pronti, Partenza, Via! in 14 città italiane

    Save the Children ha lanciato il progetto “Pronti, Partenza, Via” nel 2011 insieme a Mondelēz International Foundation e in partnership con il Centro Sportivo Italiano (CSI) e l’Unione Italiana Sport Per tutti (UISP) per sensibilizzare, informare e coinvolgere bambini, genitori, insegnanti e operatori del settore e per promuovere uno stile di vita più sano, soprattutto in aree particolarmente disagiate di alcune città italiane fra le quali Roma. I risultati ottenuti sono stati significativi, con circa 105mila beneficiari del progetto nei 14 interventi sul territorio, 10 aree sportive e verdi – anche pubbliche – che sono state riqualificate e utilizzate per attività motorie e 1.500 persone coinvolte, tra operatori, insegnanti, pediatri e nutrizionisti. Il progetto prevede anche la partecipazione di pediatri e nutrizionisti che mettono a disposizione la propria professionalità per offrire consulenze su sani stili di vita a famiglie e bambini. Nelle 14 città, infatti, con il supporto di professionisti e delle ASL locali vengono organizzati workshop di formazione e convegni.

     

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    1 commento

    1. Sono finiti, purtroppo, i tempi in cui l’unica cosa che si guardava in televisione era Carosello, mentre il resto della giornata si passava in cortile o al campetto. Anche in questo caso ha inciso molto la questione sicurezza…

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