Home ATTUALITÀ I romani vogliono o no le Olimpiadi? Lo dirà un referendum

I romani vogliono o no le Olimpiadi? Lo dirà un referendum

Scheda-referendum

“Volete voi che l’Amministrazione capitolina ritiri la candidatura di Roma ai XXXIII Giochi Olimpici e ai XVII Giochi Paraolimpici del 2024?”

Sarà più o meno questa la domanda a cui i cittadini romani saranno chiamati a rispondere alla consultazione proposta dai Radicali che, dopo aver raccolto mille firme, giusto quanto bastava, le hanno consegnate alla Commissione referendum del Capidoglio la quale, lo scorso aprile, ha convenuto sulla fattibilità del quesito dando così l’ok a procedere al referendum consultivo. Ora, affinchè si tenga, occorre che venga sostenuto da almeno l’1% della popolazione residente, ovverosia dovranno essere raccolte non meno di 28mila firme.

“Il referendum è lo strumento migliore per aprire un dibattito pubblico e trasparente su costi e benefici di questa impresa e sapere se i romani credono che il progetto del Coni sia veramente un’occasione per migliorare la qualità della vita a Roma oppure no”.
Così ci ha dichiarato Riccardo Magi, promotore della consultazione. “Ora c’è solo un modo per essere sicuri che il referendum si faccia: raccogliere le firme dei romani”.

Una volta raccolte dovrà passare un anno perchè il referendum si tenga. Più o meno, alle urne si potrebbe andare intorno a giugno 2017, appena in tempo quindi visto che la decisione del Comitato olimpico internazionale in merito a quale città aggiudicare i Giochi del 2024 è prevista per il 13 settembre 2017.

Perché votare no?

Secondo i radicali “negli ultimi 50 anni, i budget presentati dalle città in sede di candidatura olimpica sono stati puntualmente sforati. Le spese effettive sono sempre lievitate rispetto alle previsioni iniziali, in alcuni casi anche dell’800%, con evidenti conseguenze sulle tasche dei cittadini. Per le Olimpiadi del 2024 a Roma si ipotizza un budget di partenza tra gli 8 e i 10 miliardi”.
E’ quella che Vladimir Andreff, presidente dell’associazione internazionale degli sports economists, chiama “la maledizione del vincitore” perché la città che vince i Giochi non fa che aggravare la sua situazione economica.

Roma comunque non sarebbe certo la prima città a rifiutare la partecipazione ai Giochi Olimpionici. Davos, Cracovia, Oslo, Monaco e Amburgo hanno rinunciato alle Olimpiadi proprio a seguito di referendum popolari e a Boston è bastato solo il dibattito in vista del referendum per rinunciare.

C’è da dire che ad oggi il comitato referendario non dice ancora di essere per il sì o per il no, ma solo di volere una consultazione popolare.

Un dossier di 64 pagine per dire si

Il Comitato promotore delle Olimpiadi ha presentato il dossier di ben 64 pagine lo scorso 17 febbraio. Al Palazzo dei Congressi, all’Eur, si è svolto un evento di grande importanza che ha avuto come scopo quello di presentare il budget, le opportunità di nuovi posti di lavoro che si verrebbero a creare (stimati in 177mila) ed i benefici che andranno a vantaggio di tutta la nazione (+0,4% del Pil).

“Le Olimpiadi a Roma saranno una grande festa dello sport”, ha detto il presidente del Comitato organizzatore, Luca Cordero di Montezemolo.

“E con il budget più basso della storia delle Olimpiadi” gli ha fatto eco il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che comunque, davanti all’ipotesi del referendum consultivo, così obietta: “la città di Roma si è già espressa sulla candidatura con il voto unanime della giunta e con l’approvazione dell’assemblea capitolina. Io non sono né a favore né contro il referendum, se ci sarà non sarà un problema, abbiamo sondaggi a nostro favore con numeri molto chiari”.

La parola ai romani

La decisione spetterà quindi ai cittadini. Non resta che attendere che prenda il via la raccolta delle firme che come ha dichiarato a Vignaclarablog.it lo stesso Magi, è questione di poco: “il tempo di organizzaci, di stampare i moduli da far firmare e di collocare i vari stand per la città”.
Poi, se le 28mila firme saranno raccolte, il prossimo anno saranno i romani a dire se le Olimpiadi le vogliono o no.

Valentina Ciaccio

Visita la nostra pagina di Facebook

1 commento

  1. Certo che “Le Olimpiadi a Roma saranno una grande festa dello sport”, ci mancherebbe pure… il vero problema non è lo sport, è il contorno. La presentazione cui si accenna nell’articolo è stata tenuta al palazzo dei Congressi dell’EUR, struttura evidentemente ancora efficiente, che sarà presto sostituita (Ma quando?) dal Nuovo Centro Congressi (quello con la “Nuvola”) che è in fase di costruzione (dal 2007 – nove anni!) a 500 metri di distanza dal vecchio. I lavori iniziarono nel 2007 ma la gara di di appalto fu aggiudicata nel 2002. Ed il costo previsto è passato dagli iniziali 272 milioni di euro ad oltre 400 milioni. Allora, vogliamo le Olimpiadi?
    Il Presidente del CONI è Giovanni Malagò, che da Presidente del Comitato organizzatore dei Mondiali di Nuoti di Roma 2009, chiuse il bilancio di 14 giorni di gare (senza costruire nuovi impianti per le gare) con un passivo di 8,5 milioni di euro. Allora, vogliamo le Olimpiadi?
    Il Presidente del Compitato per Roma 2024 è Luca Cordero di Montezemolo che ha lasciato sulle spalle degli italiani un imbarazzante carico di extra costi per i Mondiali di Italia ’90, con lo Stadio Olimpico di Roma che gravò per oltre 230 miliardi di lire, contro gli 80 preventivati. Allora, vogliamo le Olimpiadi?

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome