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Stabile del Giallo, applausi ai tecnici di Sherlock Holmes

Sherlock-Holmes 2

In scena fino al 20 marzo allo Stabile del Giallo – via al Sesto Miglio 78, sulla Cassia – “Sherlock Holmes e Il Mastino dei Baskerville” è l’ottima trasposizione teatrale del romanzo di Conan Doyle. Sette attori per nove personaggi, regia sicura e un cast tecnico eccellente.

Non è raro che il cast tecnico contribuisca significativamente alla riuscita di uno spettacolo teatrale, come è altrettanto frequente che quell’apporto prezioso passi pressoché inosservato per fare spazio a considerazioni di impatto più immediato.

Noi, dopo aver assistito a “Sherlock Holmes e il Mastino dei Baskerville” allo Stabile del Giallo, vogliamo citare per primi quelli che non salgono sul palco ma lavorano fuori dalla scena per aggiungere bellezza, ritmo e suggestioni ad una rappresentazione più che riuscita.

La scenografia preparata da Giuseppe Convertini, grazie ad alcuni particolari disseminati qua e là e grazie al disegno luci di Pietro Pignotta (che quei particolari evidenzia o ignora a seconda dei casi), è complessa, funzionale e dinamica, essendo in grado di trasportare efficacemente (e sempre a sipario aperto) il pubblico dal 221b di Baker street alle strade affollate di Londra, e poi da Baskerville Hall alla brughiera di Dartmoor e, infine, di nuovo nell’appartamento londinese di Holmes e Watson.

Grazie alla sapiente regia di Anna Masullo, le scene e le luci sono ulteriormente valorizzate dagli effetti sonori e dalle musiche originali firmate da Carlo Venezia, oltre che dai costumi più che azzeccati di Francesca Mescolini, che con il suo talento e le sue scelte riesce a far regredire il calendario fino agli inizi del Novecento.

È in questo contesto – eccellente e ben orchestrato – che si muovono egregiamente i sette attori di uno spettacolo che in quasi due ore (più l’intervallo) riesce non solo a convincere ma anche ad avvincere.

Alessandro Parise regala al suo Sherlock Holmes i tratti dell’avversione all’inattività, della malinconia di fondo e, naturalmente, delle geniali deduzioni, oltre che di un’ironia che appartiene più alle rimasticazioni di Guy Ritchie che alle pagine di Conan Doyle.

Mentre Mauro Recanati è un dottor Watson tanto generoso quanto misurato, tanto preso dal compito che gli è stato affidato quanto brancolante nel buio nelle sue elucubrazioni, invece la splendida Claudia Guidi interpreta i suoi due personaggi con trasporto e sensualità, venandoli di sentimenti repressi, forti e contrastanti.

Molto bene in parte anche Andrea Ruggieri (il dottor Mortimer), Francesco Iaia (Henry Baskerville), Riccardo Cascadan (John Stapleton) e Alessandro Chini (Barrymore).

La trama? È presto accennata: nella brughiera di Dartmoor, nel Devon, l’anziano Sir Charles Baskerville viene trovato morto, apparentemente ucciso da un attacco di cuore causato da un grosso spavento.
Il suo medico personale, però, ritiene che il responsabile del decesso dell’uomo sia un’orribile creatura che si aggira proprio nella brughiera. Una maledizione e una leggenda vecchie di due secoli, un mistero da risolvere e Sherlock Holmes che manda Watson in avanscoperta…
(Per informazioni e prenotazioni si può chiamare il numero 0633262799).

Giovanni Berti

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Via Al Sesto Miglio, 78, Roma, RM, Italia

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