Home ATTUALITÀ Flaminia, “Rifùgiati nell’integrazione” pone l’accento sull’accoglienza

Flaminia, “Rifùgiati nell’integrazione” pone l’accento sull’accoglienza

rifugiati-point-hotel

Porte e braccia aperte all’accoglienza nella mattina di sabato 9 gennaio, nella chiesa di Santa Maria Immacolata in via Flaminia 994. L’iniziativa “Rifùgiati nell’integrazione” ha rappresentato una significativa occasione per dare qualche picconata al muro del pregiudizio, come quello che da alcuni mesi pesa sui ragazzi del centro accoglienza ubicato nel Point Hotel di via Flaminia.

L’incontro ha preso il via alle 10 e a prendere la parola per primi, guidati dalla CRI e dai responsabili del Centro, sono stati proprio i ragazzi del Point Hotel, testimoni e vittime di violenze fisico-psicologiche di cui portano ancora le cicatrici e il ricordo.

Ognugno ha come bagaglio la propria storia da raccontare: sono diplomati nel settore turistico, camerieri di ristoranti, allevatori, agricoltori, perfino un proprietario di un salone di bellezza ed hair stylist d’alto livello. Tante storie e vite che si ritrovano sulla Flaminia, unite dal desiderio di ricominciare e voltare pagina con gli orrori delle guerre.

“Ho 27 anni – esordisce uno di loro originario della Guinea – sono in Italia da 11 mesi e da circa 6 qui sulla Flaminia. Quel che chiedo è semplicemente un lavoro, perché ho studiato, mi sono diplomato e fatto dei corsi di formazione professionale….mi piacerebbe lavorare nel campo turistico”.

Come lui, tanti altri coetanei desiderano solo una vita dignitosa, “per vivere bene”, contrariamente a quanto avveniva nei paesi da cui sono fuggiti a volte rischiando la vita e lasciando le proprie famiglie.
Come per esempio è accaduto a Silko, il ragazzo che si è lasciato intervistare da VignaClaraBlog.it lo scorso novembre raccontando le drammatiche avventure vissute prima di giungere in via Flaminia (leggi qui).

rif1.jpg

Lo sport oltre le differenze

In questo Centro di Accoglienza sono tutti giovani e giovanissimi, di diversa origine ed estrazione sociale, ma come la maggior parte degli adolescenti hanno una passione che li accomuna: il pallone.

Oltre che evasione, il calcio è uno sport che abbatte le differenze e permette di socializzare e proprio per questo è stato celebrato nella giornata di sabato 9 gennaio con una partita simbolica fra i ragazzi del Point Hotel e i rappresentanti del XV Municipio e che si è giocata alla presenza del minisindaco Daniele Torquati, degli assessori Elisa Paris, Michela Ottavi e Alessandro Cozza, e dei consiglieri municipali Agnese Rollo, Alessandro Pica, Emilia Tricoli, Marco Paccione e Marcello Ribera, alcuni dei quali in veste anche di giocatori.

rif2.jpg

Il Point Hotel ospita attualmente circa 64 ragazzi provenienti da diversi paesi dell’Africa subsahariana: Guinea, Ghana, Mali, Gambia, Senegal e Nigeria.
“Tutti i rifugiati qui ospitati fuggono da persecuzioni di tipo razziale o religioso – spiega durante l’incontro uno dei responsabili del Centro – alcuni si trovano in Italia da un anno o poco più, si sono integrati nella comunità imparando l’italiano.
Altri, invece, sono giunti da 2-3 mesi e stanno seguendo dei corsi di lingua tenuti qui nel Centro e delle iniziative che permettono loro d’impegnarsi socialmente e relazionarsi con gli altri in un paese che non conoscono o che spesso fatica ad accoglierli.

Accoglienza ed integrazione nel XV Municipio

La lingua, in ogni caso, non è un problema insormontabile perché, pur non parlando fluentemente italiano, le poche parole che i rifugiati pronunciano nell’incontro, rivolti ai presenti, è “grazie”, “auguri” e “voglio lavorare”. Sono le prime parole essenziali che apprendono per farsi capire e accogliere. Ma, a volte, il gesto non basta, soprattutto quando collidono gl’interessi con gli abitanti di zona.

“Vorremmo sapere – esordisce aspramente una partecipante durante la mattinata – cosa e come intendete mantenervi nel nostro paese”. Vostro, nostro e loro assumono allora nuovi significati, innalzando i muri del fraintendimento e della paura.

A dire il vero, i rifugiati del Point Hotel hanno già avuto modo di farsi conoscere e darsi da fare all’interno del XV Municipio, partecipando all’iniziativa dello scorso novembre alla Biblioteca di Galline Bianche, l’evento in cui i Pittori Anonimi del Trullo, i residenti ed i rifugiati hanno ridipinto l’edificio contro il degrado.

“Va detto che la maggior parte di questi ragazzi è giunta in Italia sì per cercare rifugio, ma soprattutto lavoro. Alcuni sono analfabeti e hanno maggiori difficoltà, ma il lavoro per loro arriverà, perché per loro è un’esigenza”, spiega un’operatrice della Croce Rossa Italiana, presente all’iniziativa insieme a Comitato Locale Municipio XV della CRI, che nella mattinata ha tenuto alcune lezioni informative di Pronto Soccorso e dimostrazioni di Disostruzione Pediatrica.

Una nuova speranza, un nuovo anno per i rifugiati del Point Hotel e un augurio che, fra un tiro in porta ed una lezione di lingua, possano finalmente abbattere quel muro che li divide dall’integrazione sociale verso una nuova vita, senza discriminazioni.

Barbara Polidori

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome