Home ARTE E CULTURA Sociopatie, sociofobie e sociofollie a Vigna Clara (ma non solo)

Sociopatie, sociofobie e sociofollie a Vigna Clara (ma non solo)

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Ce n’è per tutti e per tutti i gusti. Nessuno escluso. Dalla sindrome H.S.A. “ho sopportato abbastanza” al Gaffismo Inconsapevole fino al distacco da R.I.P. forzato. Sono solo alcune delle patologie di cui tutti più o meno inconsapevolmente siamo affetti. A Vigna Clara, ma non solo.

E come Pulcinella che ridendo e scherzando diceva la verità, Cinzia a Lucia si sono divertite a tratteggiare nel loro libro diversi comportamenti che tutti nel quotidiano ci troviamo ad assumere. A vigna Clara, ma non solo.

Se poi le autrici, Cinzia Armelisasso e Lucia Valdarnini, sono due professioniste affermate a Vigna Clara (ma non solo) – una pediatra e l’altra architetto – allora la cosa diventa esilarante e si traduce in “Sociopatie, sociofobie e sociofollie. Nuovi contributi alle psicopaturnie della vita de’ noantri. Materiali e metodi – vol.1”.
Un trattato semi serio dove alcuni disturbi psicologici vengono descritti e classificati con l’ironia di chi non si prende troppo sul serio e vuole sdrammatizzare.

Il libro è appena uscito e verrà presentato a Vigna Clara venerdì 8 gennaio nella libreria Fanucci in via di Vigna Stelluti.
A che ora? alle 18 e 28, un orario che è stato così voluto da Cinzia e Lucia per rimanere in tema con le diverse ” stranezze” di cui tutti siamo affetti. Saranno presenti le due autrici e alcuni amici attori che leggeranno parti del testo; il tutto sotto la direzione del professor Ciriaco Scoppetta, scrittore e neuropsichiatra che ha accettato di buon grado di essere il presentatore ufficiale di un’opera seria scritta con ironia.

Lucia è architetto, mamma di quattro bambini, impegnata ogni giorno nel tran tran familiare. Cinzia invece è pediatra, ma è anche impegnata nel sociale, una volta l’anno va in Guatemala a curare i bimbi che sono lì.
Tutto il ricavato delle vendite del loro libro andrà a finanziare la Onlus ” Sulla strada” di cui Cinzia è uno dei medici responsabili.

Amiche nella vita, hanno però due diverse personalità e conoscono e frequentano tipologie di persone differenti. “Ci siamo conosciute ad un coro e proprio grazie all’osservazione e alla nostra innata curiosità antropologica ci è venuta l’idea di scrivere questo trattato”.

Settantadue pagine che le nostre autrici hanno deciso di pubblicare autofinanziandosi, stampando circa 150 copie che ci auguriamo debbano essere presto ristampate; un prezzo ” anomalo”, 8 euro e 80 centesimi, così giusto per far notare che siamo tutti ” strani”.

Abbiamo chiesto a Cinzia di spiegarci come è nato questo libro e quale intento abbia. E’ divertita Cinzia mentre ce ne parla e anche noi non possiamo trattenerci dal ridere: “Lucia ed io abbiamo deciso di mettere per iscritto tutto quello che vedevamo di strano nel comportamento nostro e degli altri; volevamo raccontare le dinamiche che tutti ogni giorno ci troviamo a vivere e a vedere. Dall’amico egocentrico affetto da E.H.A.B. “Ego hot air balloon”, al conoscente che ha il torcicollo a causa della P.I. “partecipazione inattiva”.

Come ogni malattia che si rispetti, ci sono le sigle per identificarne ciascuna.
” Sì – continua Cinzia – ci siamo divertite a dare un nome ad ogni patologia usando delle vere e proprie sigle proprio come si fa in medicina”. Ma tranquilli, come ogni trattato degno di questo nome, le ultime pagine contengono il glossario; ogni sigla o termine non comune è accuratamente descritto.

“Il nostro libro è diviso in due parti, potremmo dire che la prima riguarda i rompi balle verso gli altri – che le nostre autrice definiscono i frangitesticoli – e la seconda riguarda i rompi balle verso se stessi – definiti invece i flagellantes; siamo tutti affetti da condizioni psicopatologiche molto comuni spesso non riconosciute”; ma le nostre scrittrici non si limitano ad elencare le varie “stranezze”, danno anche soluzioni concrete per provare a ” guarire”.

“Ma se qualche rimedio potrebbe essere applicato con successo dai flagellantes, per i frangitesticoli invece non abbiamo suggerimenti di sorta; possiamo solo guardare al futuro con speranza”, conclude Cinzia.

Ma è un trattato a lieto fine in realtà perché “delle proprie manie si può anche imparare a sorridere e arrivare al traguardo di piacersi così come siamo, senza ricercare conferme dall’esterno”, è l’auspicio di Cinzia.

La curiosità a questo punto è tanta: noi facciamo parte dei frangitesticoli o dei flagellantes? E voi? Per la risposta occorre attendere venerdì 8 gennaio. Alle 18 e 28 a Vigna Clara (ma solo).

Valentina Ciaccio

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