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Luca Barbarossa all’Auditorium, musica libera contro le mafie

barbarossa240.jpgSabato 26 dicembre, con inizio alle 18, la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium ospiterà “Musica Libera contro le Mafie”, il concerto-evento con il quale Luca Barbarossa, accompagnato dalla sua Social Band, celebrerà i vent’anni dell’Associazione Libera di don Ciotti. Il cantautore romano proporrà anche alcuni dei duetti con gli artisti ospiti del suo programma radiofonico.

Il 25 marzo 1995, con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia, nasce l’Associazione Libera, che attualmente è un coordinamento di oltre 1500 fra associazioni, gruppi, scuole e realtà impegnate sul territorio. Eccellenza italiana nella creazione e nell’organizzazione di sinergie volte a diffondere la cultura della legalità, Libera è stata inserita dal prestigioso The Global Journal nella classifica delle cento migliori ONG del mondo.

I vent’anni dell’associazione di cui don Luigi Ciotti è fondatore e presidente saranno presto festeggiati all’Auditorium con un concerto di Luca Barbarossa e della sua Social Band. Musica d’autore, parole e duetti con ospiti a sorpresa per divertire il pubblico e per contribuire a costruire una società più giusta e solidale dove le mafie e le tante forme di corruzione che le alimentano non abbiano più spazio.

Il cantautore romano ha da poco pubblicato “Radio DUEts – musica libera”, quindici tracce (quattordici duetti e un terzetto) in cui la sua voce si incontra con quella di De Gregori e Morandi, si fonde con quella di Chiara Civello e Fiorella Mannoia, per citare solo alcuni degli artisti che hanno partecipato a Radio2 Social Club, il programma radiofonico di qualità e di successo che Barbarossa conduce da sei anni per la RAI.

E c’è da scommettere che alcuni di questi artisti si faranno vivi all’Auditorium nel tardo pomeriggio di Santo Stefano per rendere questo concerto ancora più speciale, per dare seguito ancora una volta a quanto don Ciotti testimonia da tutta la vita: “la memoria deve diventare impegno, non parole di circostanza”.

Giovanni Berti

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