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Sposarsi all’americana a Roma

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foto di repertorio

Oltre che nei siti istituzionali del Comune di Roma – Sala Rossa, Vignola Mattei, Sala Azzurra, Villa Lais e Torretta Valadier di Ponte Milvio, quando e se verrà mai riaperta – ora i matrimoni civili si potranno tenere anche in location private. Lo prevede una delibera recentemente approvata dalla Giunta capitolina.

Ne dà notizia il sito web del Campidoglio spiegando quali sono le condizioni e le prescrizioni essenziali per aprire sale dove celebrare matrimoni.

Innanzitutto gli spazi devono “possedere rilevanza storica, culturale, ambientale o turistica; essere aperti al pubblico e disporre da subito di ogni caratteristica per ospitare le celebrazioni, senza necessità di realizzare adeguamenti strutturali”.

In caso di immobili vincolati, la richiesta andrà corredata dal parere favorevole della sovrintendenza competente (capitolina o Soprintendenze di Stato).

Il Campidoglio raccoglierà le proposte con un bando a cadenza annuale, affidando a una commissione tecnica il compito di vagliarle. Quelle approvate saranno oggetto di una convenzione che durerà dodici mesi.

Ovviamente il proprietario della location dovrà pagare una tariffa al Campidoglio e, per essere valido, il rito celebrato dovrà vedere la partecipazione di almeno due ufficiali di stato civile.

Ulteriori proventi dalle convenzioni, una più forte promozione della città e dei suoi ineguagliabili scenari, impulso alle imprese che organizzano matrimoni: sono gli obiettivi alla base di questa novità.

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