Home ATTUALITÀ Piove, e alla stazione di Labaro spunta il solito lago

Piove, e alla stazione di Labaro spunta il solito lago

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vista sul "lago"

Altro che ombrello e galoche. Tocca munirsi di canoe, di quelle gonfiabili magari, così da poter portarsele appresso senza troppo ingombro. Ieri è arrivata la prima pioggia e si è formato il solito lago in mezzo alla strada. Copre tutto un marciapiede ed un’intera carreggiata. Siamo sulla via Flaminia, a pochi metri dalla stazione di Labaro.

Sono circa le 20 e le macchine arrivano da tutti i lati. C’è chi percorre la Flaminia, chi dalla Flaminia vuole entrare a Labaro e chi da Labaro vuole immettersi sulla Flaminia. Ma non ci sono solo auto costrette a rallentare o ad occupare l’altra corsia per non finire impantanate. Ci sono anche i pedoni.

È buio, e non è subito chiara la situazione al povero passante. Davanti a sé ha un lago che arriva a coprire, per intenderci, metà ruota di un motorino parcheggiato là da qualcuno che se non si affretta a recuperarlo, rischia di non vederlo più, sommerso dall’acqua che invece ha già provveduto ad inghiottire il marciapiede.

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Sul tratto in questione ce ne è solo uno di marciapiede, quello sommerso appunto, l’altro lato della carreggiata non ha una zona pedonale.

Ed ecco allora che per il nostro passante la decisione da prendere è davvero difficile. Ha due alternative: passare sul marciapiede interamente coperto dall’acqua o passare in mezzo alla strada. Sì, proprio in mezzo alla strada. Perché sotto l’acqua è finita anche una delle due corsie, quella in direzione Roma centro.

E allora non resta che andare nella corsia opposta dove l’acqua non è arrivata e da lì tagliare la Flaminia per trovare approdo nella prima zona asciutta. Peccato però che nel frattempo ci siano le macchine.

Sembra quasi un videogioco, di quelli con le automobiline che vanno una contro l’altra e i passanti che cercano di evitarle. Nel nostro caso però è tutto vero.

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Ed ecco che allora troviamo gli intrepidi: si “lanciano” e con mosse feline attraversano la strada proteggendosi dagli schizzi delle macchine facendosi scudo con gli ombrelli. Ma ci sono anche i più prudenti: per timore di essere investiti, decidono di “immolarsi” e passare proprio in mezzo all’acqua che arriva oltre metà caviglia.

Una signora, di certo una sportiva, ha con sé un bimbo nel passeggino. Sicuri di vederla in difficoltà, ci lascia basiti quando dopo un attimo di tentennamento, dà una spinta al passeggino e ci si appoggia sopra, con entrambi i piedi; busto in avanti, come se dovesse prendere il volo, e neanche fosse una vera canoa, attraversa come una saetta tutta la strada sommersa dall’acqua; lei, il bimbo e il passeggino-saetta. C’è da dire che in quel preciso momento le macchine non passavano. È comunque una donna prudente.

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Eppure i tombini ci sono. Due per l’esattezza. Il tratto di strada in questione è leggermente in discesa, c’è come una piccola conca. E’ lì che sono i tombini. È evidente che non funzionino, o quanto meno non abbastanza quando la pioggia è abbondante. Che fare allora? Vien proprio da pensare che una canoa sia la soluzione più immediata.

Valentina Ciaccio

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1 commento

  1. Caspita, è lo stesso problema che ho io nell’uscire dal cancello del mio condominio, se il comune ci fornisce qualche canoa!!!!!!!!!!!
    Almeno sappiamo dove finiscono i nostri soldi!!!!!!

    Mi consolo, comunque perchè almeno io , abito in una “strada privata” anche se ci passano tutti, e per la pulizia dei tombini troveremo qualche cittadino volenteroso…..
    Allegria……………….

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