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Marìn, il Forrest Gump della Cassia

marin240.jpgTutti quelli che lo conoscono lo chiamano il Forrest Gump della Cassia; in effetti ha la barba lunga e di strada ne fa tanta tutti i giorni. Armato di una carriola, gira per la Giustiniana togliendo erbacce e rifiuti dai marciapiedi, curando piante e alberi. Si chiama Marìn, ha 61 anni e viene dalla Romania.

Oggi Marìn vive dentro una roulotte parcheggiata nell’area della Parrocchia Beata Vergine Immacolata in via Cassia 1286 e la sua storia è così lunga e travagliata che neanche Padre Leonardo, il parroco che lo ha accolto due anni fa, la vuole raccontare in tutti i suoi particolari.

Quel che possiamo dire è che, rimasto vedovo, ha lasciato la Romania in cerca di fortuna, allontanato dai suoi fratelli che pare non vedessero di buon occhio il suo comportamento. Aveva infatti iniziato il suo lavoro di pulizie anche al suo paese, ma questo non piaceva alla sua famiglia che la riteneva cosa di basso rango.

Così ci racconta Padre Leonardo mentre aspettiamo il ritorno di Marìn in Parrocchia. Come tutte le mattine infatti è uscito all’alba. Con la sua carriola, è andato in cerca di una zona da pulire o da sistemare lungo la Cassia. Pulisce i marciapiedi togliendo i rifiuti, tira via erbacce e rovi dai fossi. Si arrampica sugli alberi e rimuove i rami spezzati.

“Fa il lavoro di quattro operatori dell’Ama”, ci dice Padre Leonardo; Marìn esce più volte al giorno per pulire, scavare, strappare, tagliare, e picconare.

Non si sa bene da quanto tempo sia in Italia, ma di certo sono più di tre anni che si è “stabilizzato” sulla Cassia dove i primi tempi trovava da dormire un po’ ovunque, in mezzo ai campi, in un angolo di strada.

“Ora sono due anni che Marìn vive nella roulotte che gli abbiamo regalato; da quando ha incominciato a pulire il quartiere senza voler in alcun modo essere ricompensato i residenti della zona non hanno voluto lasciarlo solo. Dapprima solo delle collette perché potesse comperare cibo e vestiario, poi finalmente siamo riusciti a dare a Marìn una sorta di casa.
Una roulotte per dormire, il bagno del campo da calcio per lavarsi e uno spogliatoio dove sistemare le sue cose; intorno alla roulotte abbiamo fatto mettere una rete ed una specie di porta così che Marìn possa avere la sua privacy”.

Padre Leonardo ci racconta il tutto con orgoglio e semplicità. Non vuole passare per il buon samaritano e ci tiene a sottolineare che Marìn è stato aiutato da tutta la Comunità. Del resto, continua Padre Leonardo “lui per primo si è preso cura del nostro territorio che ogni giorno è sotto la sua protezione e manutenzione”.

Eccolo che arriva alla fine; sono quasi le 12 e ha finito il suo giro di lavori. Marìn percorre la salita all’ingresso della Parrocchia portando la carriola, con addosso una vecchia giacca, dei pantaloni lisi e delle scarpe da montagna. L’abbiamo aspettato non poco e dopo aver saputo tante cose di lui da Padre Leonardo durante l’attesa, lo guardiamo con curiosità.

Sarà per questo che non ci rimaniamo male quando nel presentarci, rimane infastidito e non vuole parlare. Parla poco l’italiano, ma quello ci dice è chiaro: “perché volete tutti parlare con me? Io sono un uomo semplice, non faccio niente di particolare, pulisco e sistemo quello che posso perché mi sento di dover fare così, sento che è una cosa buona; non dovete intervistarmi, non serve”.

Ha gli occhi buoni e uno sguardo serio, uno di quegli sguardi che si ha quando la vita non è stata facile. Cammina dritto, sembra non sentire il caldo e la fatica. Gli chiediamo scusa dicendogli che volevamo sentire da lui la sua storia, che siamo rimasti colpiti quando siamo venuti a conoscenza di quello che fa. Per questo volevamo conoscerlo.

Marìn sembra capire la nostra buona fede e ci guarda con senso di approvazione, accetta le nostre scuse. Gli tendiamo la mano e nello stringere la nostra ci dice: “piacere, io sono Marìn”. Poi riprende la sua carriola e si incammina verso la roulotte.

Valentina Ciaccio

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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11 COMMENTI

  1. Brava Valentina, bella storia. Sicuramente questo personaggio è molto più utile a Roma del suo sindaco e della sua giunta; magari qualche assessore dovrebbe prendere delle ripetizioni da Marin così da scoprire cosa vuol dire essere al servizio della comunità e della città che ti paga profumatamente!

  2. anche a vigna clara c’è un ragazzo biondo che di notte pianta pota e cura gli alberi bravissimo. avrà piantato più di 50 piante si dovrebbero premiare queste persone

  3. Cara la mia Chiara se definisci il mio commento “scontato” evidentemente dai per certo ed ovvio che ne il sindaco ne la sua giunta hanno il benche minimo senso del “servizio”; se vivessimo in una città con quartieri puliti ed ordinati il buon Marin sarebbe un DISOCCUPATO.

  4. La storia di questo uomo è bellissima e lo ringrazio per il suo contributo. E’ facile per tutti lamentarsi e prendersela con le istituzioni e basta, Roma è una città molto grande e capisco che per mantenerla pulita non è molto semplice…ma mi chiedo: ma perchè invece di lamentarsi tutti…perchè io quello che sento sempre sono lamentele…ma poi vedo tanta gente che per strada butta di tutto rendendo questa meravigliosa città una fogna a cielo aperto, forse invece ci vorrebbe un briciolo di intelligenza e pensare prima di lasciare in vari angoli della città (in questo caso specifico mi riferisco a via valle muricana) lavatrici, pc, spazzatura di ogni genere, carte gettate dai finestrini mentre si freccia a tutta velocità sulla strada…e secondo voi cosa dovrebbero fare le istituzioni? Dovrebbero installare un microchip su ogni abitante che suona ogni volta che qualcuno butta spazzatura ovunque? Io direi che prima di lamentarsi ognuno di noi dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza…e dirsi che forse è vero le istituzioni sono poco presenti ma io cosa faccio per il mio territorio?

  5. Cara la mia Catia hai ragione…..quasi in tutto: vero è che quello che dici ma io per il mio territorio una cosa già la faccio: PAGO LE TASSE E LA TASI, una tassa introdotta dal Governo Renzi proprio per fornire i SERVIZI INDIVISIBILI (ovvero quelli che non si richiedono ma mi devono essere dati). Certo che serve maggiore educazione e civiltà ma se poi pago per un qualcosa che non mi viene dato ho ragione a lamentarmi?
    E’ mai possibile che per avere un po’ di pulizia, nonostante venga tartassato di tasse, devo affidarmi al buon cuore di Marin o di Retake o di qualche volontario?
    Commento scontato? L’unica cosa scontata è l’incapacità di chi amministra questa città che NON VA GIUSTIFICATO IN NESSUN MODO!

  6. Forze non mi sono spiegata, e’ giusto il discorso che visto che paghiamo le tasse dobbiamo avere dei servizi, ma se oltre che non abbiamo i servizi ci si mette anche il popolo romano a sporcare più del dovuto proprio non ci siamo. Non so dove vivi tu ma dalle mie parti sembra essere usanza buttare oggetti e spazzatura di ogni tipo ovunque…così non si fa altro che peggiorare la situazione già drammatica. Non credo che , visto che le istituzioni non sono presenti , il popolo abbia il diritto di sporcare ed inquinare oltre modo. Non è che sto dicendo di pulire noi le strade ma di evitare di peggiorare , e’ così strano? Non credo, si chiama civiltà.

  7. Brava Catia, il senso civico manca totalmente, non passa un giorno in cui non si vedano su via Tieri “belle macchine” di persone non residenti, venire a svuotare i loro numerosi sacchi della spazzatura, e il fatto di trovare i cassonetti pieni non li frena minimamente! Attenzione ad inneggiare l’Olgiata, Formello etc dove è partita la raccolta differenziata e il porta a porta, perché molti di quei “Signor” vanno a svuotare la loro spazzatura altrove! Il camion dell’AMA su Via Tieri passa tre volte al giorno (visto con i miei occhi), ma nonostante il servizio venga svolto come mai siamo sempre in una situazione precaria? è sempre colpa degli altri?? Per non parlare dei cari ragazzi che giocano a pallone nel parco di Via Tieri tutto il pomeriggio lasciando bottiglie di plastica dovunque anche in presenza dei genitori! L’ultimo giorno di scuola il parco era trasformato in una discarica!

  8. Ciao Chiara, è esattamente a questo che mi riferisco…alle brave personcine che dai paesi limitrofi vengono a buttare la spazzatura da noi avendo loro la differenziata… e poi non è che gettano il tutto vicino a cassonetti, no utilizzano spazi (vedi ad esempio dove si trova la fermata dell’autobus all’8° km di via valle muricana) dove non sono presenti cassonetti creando così delle discariche…ma tanto a loro che importa, come si dice “occhio non vede cuore non duole”, poi ovviamente i residenti ci mettono del loro. Io sono d’accordo quando uno dice “eh ma io pago le tasse”, ha ragione è vero, ma se oltre che non abbiamo molti servizi ci si mettono anche i residenti, allora ci scontriamo con una menti ignoranti ed ipocrite.

  9. Ogni volta che incontro Marìn mentre è intento a pulire qualche zona della via Cassia e d’intorni, rivolgo gli occhi al cielo e dico “grazie Signore di averci mandato quest’uomo generoso e altruista”. Speriamo che possa essere di esempio per quegli incivili che senza un briciolo di educazione sporcano l’ambiente con cicche e quant’altro.

  10. Quante belle parole in favore di Marin che meriterebbe, solo se lo accettasse, ben altro da tutti noi. L’unico aiuto che si dava e che si poteva dare a Marin e a tanta altra gente di buona volontà ci è stato tolto dal Comune di Roma e Compagnia bella, i quali con la DETERMINA COMUNALE dell’AGOSTO scorso, hanno di fatto proibito il VOLONTARISMO di tanti, imponendo loro di sottoscrivere una assicurazione personale a loro spese e, poi, se non bastasse, aspettare l’autorizzazione comunale da inoltrare con un modulo ! Ora ognuno ne ricavi le considerazioni che vuole, certamente però non ringraziando il cielo per averci regalato Marin, ma non buttando più per terra il mozzicone di sigaretta appena finito di fumare o gettare al volo dalla macchina il sacchetto con i rifiuti , E un’altra cosa : AMA faccia doverosamente e con scrupolo il lavoro per cui è pagata !

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