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Via della Giustiniana, 10 chilometri di degrado

gius240.jpgLe campagne che cingono Roma sono uno spettacolo bello e suggestivo, lo dicono tutti. Prova ne è via della Giustiniana, itinerario di circa 10 km che da Prima Porta o da via Cassia permette una lunga vista panoramica su Parco di Veio e le verdi vallate di Roma Nord. Una cartolina bucolica rovinata però dal degrado imperante.

Partendo da Prima Porta, all’altezza della biforcazione con via di Santa Cornelia, lo scenario che ci ritroviamo non ha nulla d’idilliaco, anzi le aspettative vengono tradite dal degrado su strada e nelle vicinanze delle ville.

Balle di fieno e vigneti lasciano il posto a cassonetti strabordanti d’immondizia d’ogni genere: per 10 km non c’è un solo secchione che non tracimi rifiuti, scatole, scarti organici, rami secchi e materiali edili provenienti da alcuni cantieri sulla via, si riversano sul manto stradale costringendo i conducenti ad uno zig-zag azzardato per evitarli.

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Più che un rilassante viaggio nelle vallate romane, sembra di destreggiarsi in un percorso di rally. Abbassare il finestrino è a proprio rischio e pericolo.

Nelle campagne si sa gli odori sono molto forti, soprattutto per la presenza di bestiame, ma in questo caso si appesantiscono per la presenza di rifiuti costantemente esposti al sole, depositati a pochi centimetri dalle fermate del bus. Chi lo aspetta è costretto a farne i conti insieme al pericolo di essere tranciato da un’auto.

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Quest’ultime sfrecciano sulla strada a grande velocità, non ci sono segnali di limiti visibili e controlli elettronici, se non delle saltuarie pattuglie dei carabinieri all’altezza dell’Irish Institute. Un rischio incidente costante, considerando poi i ponticelli e le strettoie a percorrenza alternata e scarsa visibilità, come quello dello Wild West Steak House.

Anche il percorso a piedi è difficile, i marciapiedi sono troppo “affollati”: erbe, sterpaglie, edere e cespugli crescono impedendo il passaggio. Ogni tanto fa perfino capolino un materasso ammuffito, tanto per colorire questa cartolina di decadenza urbana.

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L’alternativa per i passanti a questo punto è una sola: fare trekking a bordo strada. Un’impresa per i più coraggiosi su un itinerario che fra immondizia, auto selvagge, poca illuminazione al calar del sole e le foglie delle piante di cactus che cadono dalle mura delle ville…beh, non dev’essere poi un’esperienza così piacevole.

Un lungo viaggio in un panorama che da languido spettacolo settembrino ci porta a domandarci se un patrimonio come il nostro, fra i più amati al mondo, non meriti maggior tutela e rispetto.

Barbara Polidori

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2 COMMENTI

  1. Percorrendo via della giustiniana si ha la sensazione di trovarsi in un’ambiente fuori dal tempo (tutto è ovattato, calmo e il verde intenso). D’improvviso, la vista di un cassonetto stracolmo di rifiuti o di un sacchetto colmo di immondizia depositato da qualche incivile, ti riporta alla triste realtà dell’incuria e dello scarso rispetto per la natura.

  2. Roma è abbandonata a se stessa, non c’è più controllo di niente e tutti possono fare tutto!! Qualche anno fa (prima di Marino) la Giustiniana era stata tutta asfaltata e delimitata, in ogni postazione dei secchioni per l’immondizia ce ne era uno in più!
    Ora non si sa bene perchè l’hanno tolti, ma è chiaro che non bastano, quindi l’immondizia la buttano in terra (c’è disprezzo per la natura e il non rispetto per gli altri). Per quanto riguarda i marciapiedi non si fa manutenzione… ogni cosa che viene fatta costa soldi….. ma non viene manutenuta, mi dite perchè?
    Non è sufficiente pulire le strade una volta l’anno…In che mani siamo?

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