Home ATTUALITÀ Buche sulle strade di Roma: tante, troppe. La Procura apre un’inchiesta

Buche sulle strade di Roma: tante, troppe. La Procura apre un’inchiesta

ripavimentazione240.jpgChe tipo di bitume usano le ditte di manutenzione stradale? In che percentuale? Cosa prescrivono i bandi di gara del Campidoglio? I Municipi controllano l’esecuzione dei lavori? Sono tante le domande poste dal Codacons in una denuncia sulle buche delle strade romane. E sono le stesse alle quali ora tenterà di dare risposta un’inchiesta della Procura della Repubblica.

La denuncia del Codacons

Va dunque a segno la denuncia presentata dal Codacons qualche settimana fa, la Procura di Roma ha accolto l’esposto dell’associazione aprendo un’inchiesta e disponendo accertamenti tecnici sull’asfalto utilizzato in fase di manutenzione stradale.

“Ci costituiremo ora parte offesa nel procedimento aperto dalla Procura, e invitiamo tutti i cittadini romani a chiedere i ‘danni da buche stradali’ – afferma il presidente Carlo Rienzi – Per aderire all’azione è sufficiente compilare il modulo pubblicato sul sito www.codacons.it e avviare l’iter per ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa dell’asfalto dissestato, gomme forate, cadute da scooter, danni ad automobili e motocicli”.

Il Codacons aveva eseguito dei controlli a campione prelevando il bitume appena utilizzato su strade sottoposte a rifacimento e aveva condotto delle analisi di laboratorio da cui era emersa una percentuale di bitume sul peso della miscela del 3,97%, mentre i limiti di accettazione stabiliti dall’Anas vanno dal 4,5 al 6,1%.

Non solo. Con l’ausilio di esperti e medici, l’associazione aveva anche studiato gli effetti delle buche sul corpo umano per automobilisti, motociclisti e lavoratori (conducenti taxi e autobus), effetti talmente preoccupanti da spingere il Codacons a rivolgersi alla magistratura.

L’inchiesta della Procura

Magistratura che, a sua volta, ha preso così sul serio la denuncia da aprire in poco tempo un fascicolo e avviare un’inchiesta dai risvolti imprevedibili.

Come funziona il sistema di assegnazione degli appalti? Fra somme urgenze, emergenze, affidamenti diretti, licitazioni private, come e chi viene incaricato di tappare una buca? E da chi, Campidoglio o Municipi? Di quale autonomia godono questi ultimi?

Queste, ma non solo, le domande alle quali l’inchiesta tenterà di dare una risposta.

La replica del Campidoglio

“L’amministrazione, qualora l’indagine fosse confermata, assicura piena collaborazione”. Lo dichiara in una nota dell’assessore capitolino ai Lavori Pubblici, Maurizio Pucci, spiegando che il Campidoglio è il primo ad essere interessato a un controllo di legalità.
“Per quanto era in nostro potere, abbiamo fatto controlli incisivi. Al termine della prima fase dei lavori di manutenzione stradale, riguardante circa il 5% delle strade della grande viabilità, abbiamo effettuato 55 carotaggi e analisi di laboratorio (come prescrive la corretta procedura di controllo) che hanno dato valori conformi alle prescrizioni capitolari e alle norme di corretta esecuzione”.

“Tali controlli – sostiene Pucci – saranno effettuati per ogni appalto e, qualora i lavori non risultassero conformi le ditte non saranno pagate. I risultati di tali controlli sono, ovviamente, a disposizione della magistratura. Quanto alle procedure, dal mio arrivo è stata attivata una sola somma urgenza, su ordinanza della protezione civile, per la frana in via dell’Ongaro, a Monteverde, dove era a rischio l’incolumità di decine di famiglie.
Insieme al collega Alfonso Sabella (ndr, assessore alla legalità) abbiamo elaborato il nuovo codice degli appalti che viene rigorosamente applicato; inoltre, è stato aggiornato il sistema informatico Siproneg, in modo da garantire la massima trasparenza e la rotazione automatica delle ditte che partecipano alle gare”.

Fabrizio Azzali

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3 COMMENTI

  1. ma scommetto che non ci saranno arresti , multe penali come dovrebbe essere non dimentichiamoci che è morta gente e che continua a morire o a farsi male per le buche

  2. ma mi domando i tanti ingegneri e architetti assunti e dipendenti del comune, cosa ci stanno a fare? quando si ristruttura un fabbricato privato si nomina il direttore dei lavori che dovrebbe controllare quotidianamente lo svolgimento dei lavori e materiali adoperati….andate fuori dalle fresche stanze con aria condizionata! andate sui cantieri a verificare in corso d’opera, non dopo

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