Home ATTUALITÀ La Storta, FDI: “NO all’uso della forza a Casale San Nicola”

La Storta, FDI: “NO all’uso della forza a Casale San Nicola”

casale2401.JPGDa stamattina, a Casale San Nicola, a La Storta, dove da 85 giorni un presidio di residenti tenta di bloccare l’apertura dell’ex scuola Socrate destinata ad ospitare nei prossimi giorni un centinaio di profughi richiedenti protezione internazionale, sventola una bandiera tricolore. “Questo è il simbolo con il quale il presidio vuole significare l’appartenenza al Popolo e al Territorio Italiano” dichiara in una nota il coordinamento romano di Fratelli d’Italia.

“Si tratta di un chiaro messaggio diretto al Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, con cui si intende ricordargli che la Prefettura di Roma non è altro, in primis, che il rappresentante territoriale del Governo Italiano sulla Capitale. Riteniamo dunque – si legge nella nota – che sia giusto chiedere al Prefetto di Roma di “non autorizzare” l’uso della forza proprio contro quegli Italiani che stanno semplicemente difendendo la loro terra, la loro proprietà privata e la loro sicurezza contro quello che ritengono essere un vero e proprio abuso da parte del loro Stato e che invece dovrebbe rappresentarli, contro un’azione che prevede l’installazione coattiva dell’ennesimo ghetto incontrollato di profughi sotto la propria porta di casa.”

“Ad oggi – sostengono da FDI – troppi sono gli elementi che dovrebbero indurre i rappresentanti del Governo a tornare sui propri passi e tra questi l’assenza di illuminazione, la mancanza di ogni requisito minimo di urbanizzazione, l’assenza di collegamento con i mezzi pubblici, ma anche le motivazioni di opportunità politica dopo i recentissimi fatti che stanno sconvolgendo la Giunta Capitolina proprio in relazione ai coinvolgimenti dei responsabili delle emergenze abitative e delle assegnazioni di edilizia popolare.
Anche se appare ormai imminente l’arrivo dei migranti che già si trovano nella Capitale e che verranno spostati da altri centri della Capitale presso San Nicola, una prova di forza coi cittadini italiani – conclude la nota – non ci pare la cosa più opportuna, peraltro in un momento così delicato della storia sociale del nostro Paese e della città di Roma.”

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