Home ATTUALITÀ Si dimette il vicesindaco Nieri: “Lascio per il bene di Roma”

Si dimette il vicesindaco Nieri: “Lascio per il bene di Roma”

nieri240.jpgCade una seconda testa, ancor più importante della prima. Dopo le dimissioni del segretario generale del Comune di Roma, Iudicello, questa sera il vicesindaco Luigi Nieri ha annunciato di lasciare l’incarico. “Dimissioni irrevocabili”, così le definisce in una nota pubblicata sul suo sito in cui sottolinea di non essere mai stato “sfiorato dalle indagini di Mafia Capitale. Lascio per il bene di Roma e dei romani”.

Così scrive sul suo sito

“Mi rivolgo innanzitutto alle persone che, due anni fa, mi hanno concesso la loro fiducia – spiega Nieri – scegliendomi come loro rappresentante in Assemblea Capitolina e facendomi eleggere consigliere comunale, carica dalla quale mi sono dimesso per accettare l’onere e l’onore di ricoprire la carica di vicesindaco e assessore di Roma”.

“La mia città, la città che amo profondamente e nella quale per tanti anni ho svolto battaglie per i più deboli, i più fragili, i senza diritti – aggiunge – Mi rivolgo poi a tutti i cittadini, alle romane e ai romani, per i quali mi pregio di aver lavorato in questi due anni e per tanti anni in passato. Ho svolto i compiti delicatissimi che mi sono stati affidati con la più grande umiltà e serietà, con onestà e trasparenza, senza mai rinunciare ai miei profondi e radicati valori e ideali di sinistra. Mi rivolgo ai dipendenti dell’amministrazione di Roma Capitale, per i quali ho combattuto fino all’ultimo istante”.

“Mi rivolgo al sindaco della nostra città, che mi ha scelto e voluto al suo fianco – prosegue Nieri – che mi ha difeso non una, ma molte volte dagli attacchi vili e strumentali che mi sono stati mossi, in più occasioni, in questi anni. Mi rivolgo ai colleghi di Giunta e alla maggioranza che mi ha appoggiato”.

“Mi rivolgo, infine, al mio staff e a tutti i miei collaboratori che mi hanno permesso di svolgere il mio compito sostenendomi con infinita pazienza e grande professionalità. Mi rivolgo a tutti voi per ringraziarvi della forza, del sostegno, dell’affetto, della fiducia che mi avete concesso e mi scuso con tutti voi se oggi faccio un passo indietro, informandovi di aver consegnato le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di vicesindaco di Roma al sindaco Marino”.

“La mia è una decisione personale, non improvvisa e non dettata da ragioni oscure, né da nauseanti ragionamenti politicisti – aggiunge – E’ una scelta limpida che condivido con tutti voi con la chiarezza che ha sempre contraddistinto la mia storia politica. Quando ho accettato di fare il vicesindaco di Roma l’ho fatto per amore della mia città, mi permetto, inelegantemente, di sottolineare che ho fatto il vicesindaco a titolo gratuito, e perché ho creduto a un progetto politico con un chiaro profilo di sinistra”.

“Il mio passo indietro, che nessuno mi ha chiesto di fare, ha alla base le stesse ragioni: l’amore per Roma e la convinzione che l’amministrazione Marino vada difesa a tutti i costi – sottolinea – Proprio per queste ragioni non posso più tollerare che la mia persona sia usata, in maniera volgare e oscena, come strumento per attaccare Roma e un’amministrazione che ha fatto battaglie di cui la sinistra italiana può andare fiera”.

“Se avessi pensato soltanto a me, avrei continuato senza farmi scalfire da nulla – aggiunge – Ho le spalle larghe. Ma ormai è evidente che certi poteri, certe realtà che hanno sempre avuto interessi sulla città, condizionandone le scelte, poteri che io ho incessantemente combattuto, sin da ragazzo, hanno fatto di me il bersaglio perenne di attacchi che non si sono limitati a colpire la mia persona, mai, e sottolineo mai, sfiorata dalle indagini di ‘Mafia Capitale’, portate avanti con serietà e rigore dalla Procura della Repubblica, che infatti non mi ha mai indagato, ma si sono spinti oltre per tentare di inquinare l’immagine dell’intera amministrazione di Roma e anche quella del mio partito, Sel, mai coinvolto in alcuna inchiesta giudiziaria”.

“Il tritacarne mediatico vomita ogni giorno articoli, riportando intercettazioni riciclate da oltre 6 mesi, sbattute sulle prime pagine di quotidiani nazionali e caricate dalla superficialità di titoli che cercano di far passare per nuove cose vecchie di totale irrilevanza penale e giudiziaria. Tutto per tentare di destabilizzare l’amministrazione Marino, per metterla all’angolo. Perché questa amministrazione dà fastidio, ha rotto troppi equilibri e va resa ogni giorno più fragile per far sì che tutto cambi affinché nulla cambi” scrive Nieri.

“Io non ci sto – aggiunge Nieri – Lascio per impraticabilità di campo, perché non intendo prestarmi neanche per un giorno di più a questo gioco al massacro. Non lascerò che indeboliscano l’azione di questa amministrazione. Con il mio passo indietro confermo la mia più grande fiducia e stima nei confronti del mio sindaco, di Ignazio Marino, che credo e spero possa continuare le battaglie politiche di sinistra che questa città merita e che io esigo per Roma”.

“Mi auguro, comunque – sottolinea nella nota – che le battaglie che non ho potuto concludere siano portate avanti e vinte da chi mi sostituirà. Sono certo che il sindaco saprà scegliere il meglio per la nostra città, per i nostri dipendenti, per tutte le romane e i romani. Fin qui è stata un’avventura entusiasmante, anche perché ha avuto il merito di scrivere la parola fine a una delle stagioni più buie per questa città, quella del centrodestra alla guida della Capitale”.

“Eppure questa Giunta ha ricevuto tante critiche più che sospette, sin dalle prime settimane – continua Nieri – Evidentemente i processi democratici e dirompenti da qualcuno non sono affatto apprezzati. Io non mi presto più a questo gioco, mi faccio da parte per il bene di Roma e dei romani, lo faccio a testa alta e con la convinzione di aver dato il massimo, malgrado le enormi difficoltà”.

“Voglio concludere dicendo a tutti i miei elettori, sostenitori, simpatizzanti, amici, compagne e compagni, che il mio impegno politico non finisce qui – conclude Nieri – Continuerò sempre a portare avanti le battaglie sociali in cui ho sempre creduto”.

Marino: Nieri leale e onesto, comprendo sua amarezza

  “Per prima cosa voglio dire che Luigi Nieri è una persona leale e di specchiata onestà – dichiara in una nota il sindaco di Roma, Ignazio Marino – un gentiluomo dai comportamenti inappuntabili, un amico dell’età adulta (legami più difficili da costruire), un compagno di squadra perfetto che sa sempre far prevalere l’interesse generale della città a ogni altra ipotesi. In moltissime occasioni ha affrontato con me decisioni difficili ma storiche per la città tenendo contro delle idee e della visione piuttosto che degli equilibrismi partitici”.

“Inoltre, nonostante i dossier delicati affrontati Luigi non è mai stato coinvolto nelle indagini che in questi mesi hanno toccato l’amministrazione – sottolinea il sindaco – Posso affermare con orgoglio ed emozione che abbiamo avviato un cambiamento di Roma basato in gran parte sulle idee, la storia e le capacità di una persona straordinaria come Luigi. Oggi comprendo la sua amarezza. Parleremo insieme nelle prossime ore per affrontare ogni problema”.

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7 COMMENTI

  1. Sono felice che se ne sia andato! Era quello che non aveva voluto celebrare a Roma l’anniversario dell’eccidio delle Foibe! Sono super-felice!!

  2. Mediocre personalità politica che in questi anni non si è distinta per nulla.
    Non possono che fare bene alla giunta le sue (tardive) dimissioni.

  3. Verificheremo che non siano come le dimissioni “annunciate ” dall’ancora plenipotenziario assessore Guido Improta.

  4. Marino : Posso affermare con orgoglio ed emozione che abbiamo avviato un cambiamento di Roma basato in gran parte sulle idee
    Nieri : … mi faccio da parte per il bene di Roma e dei romani,

    Si mettano d’accordo , comunque fulgido esempio da seguire per tutta la giunta

  5. Un comune si articola su tre principali pilastri per lo svolgimento delle sue funzioni: l’organo poltico di indirizzo e controllo rappresentato dalla Giunta e dal Consiglio Comunale nonché l’organo di gestione che si identifica con l’amministrazione. La responsabilità del corretto funzionamento di questi tre imprescindibili pilastri di un comune sono affidate rispettivamente al Sindaco e al suo vice per la Giunta, al Presidente del Consiglio Comunale per l’Assemblea Consiliare e al Segretario Generale per quanto riguarda la macchina amministrativa/gestionale. A Roma accade che si è dovuto dimettere il Vice Sindaco, è stato arrestato il Presidente del Consiglio e si è dimesso il Segretario Generale ( senza contare gli arresti. altri esponenti “minori” della Giunta , del Consiglio e dell’amministrazione). Qualcuno mi saprebbe indicare in quale altro paese al mondo, di fronte a tale scenario, una amministrazione locale continua a governare come se nulla fosse anziché rimettere la parola ai cittadini?

  6. @ghino …in quale altro paese al mondo? be’ credo che l’Italia sia l’unico al mondo, in questo campo abbiamo il monopolio mondiale.
    L’organizzazione internazionale Transparency International afferma che Italia è prima in Europa per corruzione e sorpassa Bulgaria e Grecia che hanno iniziato a migliorare lasciando il primato in solitario all’Italia.
    Nel panorama globale, in una scala da zero (gravemente corrotto) a 100 (assolutamente pulito), il nostro paese con i suoi 43 punti si colloca tra le nazioni al mondo che non raggiungono neppure la sufficienza in trasparenza.
    L’Italia è sorpassata dalle migliori performance di Sud Africa e Kuwait (in 67esima posizione) e seguita da Montenegro e dall’isola africana di Sao Tomé (in 76esima posizione).
    Detto ciò, di cosa ci vogliamo meravigliare?
    Anche l’ipotesi del commissariamento del Comune (altra procedura che in qualsiasi altro paese sarebbe scattata automaticamente) semprerebbe svanire, infatti il Prefetto Gabrielli, in un recente lungo incontro del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza tenutosi in prefettura e sentito il suo ministro Angelino Alfano sarebbe orientato verso una soluzione “soft” del problema, intervenendo con provvedimenti ad hoc su Municipi, dipartimenti e funzionari infiltrati, collusi o con sospetti di asservismo al sistema mafioso romano, lasciando salvo l’intero Comune .
    Ed ecco che a questo punto vedrei bene l’inserimento di un bello stornello romanesco.

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