Home ATTUALITÀ Gabrielli in XV Municipio: “Riavvicinare le istituzioni ai problemi”

Gabrielli in XV Municipio: “Riavvicinare le istituzioni ai problemi”

gab240.jpg“Prefetto, esca fuori e venga dai cittadini!” così tuonano alcuni manifestanti fuori dalle mura del XV Municipio mentre si svolge il secondo incontro – il primo avvenne lo scorso 7 maggio – tra il prefetto di Roma Franco Gabrielli e i cittadini del territorio, alle 16 di giovedì 9 luglio.

Ad aspettarlo lungo la via Flaminia ci sono infatti esponenti di Fratelli d’Italia con un lungo striscione. Obiettivo contestare le politiche di accoglienza dei rifugiati che vengono ospitati in strutture alberghiere o realizzate ad hoc mentre agli italiani indigenti non viene riservato lo stesso trattamento.

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Nel frattempo i cittadini sono già dentro la sede istituzionale: comitati, rappresentanti di realtà anche non iscritte all’albo – cosa che ha generato qualche perplessità – singoli cittadini; sono primi nell’ordine del giorno per l’incontro, alcuni prenotati con largo anticipo; seguono i capigruppo delle singole forze politiche del Municipio.

Prima dell’inizio, un piccolo manipolo compatto di rappresentanti del presidio di Casale San Nicola, là dove nascerà un centro di accoglienza per 70-80 rifugiati politici, chiede di poter essere presente: sono 7-8 persone, tutti con la medesima maglietta.

Poco dopo un paio vengono fatti entrare, dopo essersela levata o alzata a mo’ di sciarpa intorno al collo. Ricordando “l’accoglienza inqualificabile” ricevuta il giorno prima proprio a San Nicola – ubicato nel XIV – il prefetto non concede loro la parola. “Sono qui per parlare dei problemi del XV” sostiene deciso.

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L’inizio è nelle mani della dott.ssa Saccoccia e della sua relazione sul territorio, da cui emergono problematiche piuttosto note: l’applicazione dell’antialcool nelle zone della movida e relativa sicurezza, gli insediamenti abusivi e le irregolarità presenti su via Stasi – “con cantine adibite ad abitazione, con problematiche sia socio-ambientali che strutturali”, come segnalerà poi un cittadino -, la localizzazione di quegli insediamenti vicini alle rive, a rischio in caso di pioggia, il problema dell’illuminazione nelle strade – basta un po’ più di luce a volte ad aumentare la sicurezza – la riqualificazione del parco Colli D’Oro di Labaro.

Problematiche che si intrecciano, come è normale per una Capitale in cui le situazioni straordinarie sono mera quotidianità e la sicurezza è faccenda sfaccettata. Nessuna sovrapposizione di competenze, come tiene a specificare il prefetto quando lo si paragona al sindaco, solo un problema di percezione istituzionale.

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Sono cinque i comitati di quartiere presenti al primo conteggio; si parte da Ponte Milvio e Corso Francia per illuminazione e percorsi dei torpedoni durante i ritiri e le partite delle squadre di calcio, che bloccano le strade (un problema che potrebbe essere collegato all’itinerario modificato in seguito ai lavori sulla Salaria), si prosegue sulla “sensazione di insicurezza” e mancanza di controlli al quartiere Fleming, a richieste di maggiore partecipazione ai tavoli e a maggiore attenzione durante momenti di rischio, come le domeniche di campionato.

Il viaggio attraverso le voci del Municipio si inoltra verso Grottarossa passando per la Flaminia, dove si parla dell’insediamento abusivo a “30 metri dall’hotel Roma Point” e dei cinquanta migranti lì ospitati ma che, precisa Gabrielli, ci resteranno poco per poi trasferirsi a Ciampino. E c’è spazio anche per i problemi di Prima Porta e Valle Muricana e di molte strade vittime dei consorzi.

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Dalle 17.30 è il turno dei capigruppo, con la proposta di un’indagine sui consorzi, attenzione per i parchi e illuminazione per evitare la formazione di sacche d’illegalità, mentre c’è chi porta all’attenzione il numero di agenti per la Capitale e la necessità di maggiori forze dell’ordine sul territorio: la mappatura dei presidi andrebbe aggiornata, risponde il prefetto.

C’è chi propone di colpire direttamente i proprietari degli immobili usati in modo irregolare o che non segnalano attività illecite a chi di dovere. Il gruppo di maggioranza propugna un reale coinvolgimento dei cittadini, anche attraverso gli operatori commerciali.

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L’intervento conclusivo da parte del prefetto esprime l’ambizione di “provare a riavvicinare le istituzioni ai problemi” e di riportare nel territorio le “persone perbene”, “riportando la gente in strada”, attraverso nuove forme di partecipazione, anche attraverso la tecnologia per negare le ronde. Tra i progetti futuri, segnala la sala unica del 112, che dovrebbe eliminare almeno in parte la confusione di competenze.

Suona laconico verso la fine il leit-motiv degli incontri politici: “dateci tempo”, appunto segnalando come metodo il mettere in fila i problemi, per risolverli uno per volta. Certo, come è stato fatto notare, a volte ai cittadini manca la percezione dell’azione in corso, specie se non riguarda piccole cose immediatamente alla loro portata. Si paga il passato, ma con quello che sta succedendo dentro il Comune di Roma viene da chiedersi se vi sarà mai il tempo reale per far qualcosa.

Flavia Sciolette

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1 commento

  1. Qualcuno potrebbe occuparsi delle alberature, rotonde e dei guard rail che sono illegali da anni per tutta la comunità europea eppure qui è pieno sono pericolosissimo oltrechè antiestetici. ps. questa mattina c’è stato il millesimo incidente incrocio via cassia nuova via fabbroni

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